Ad esempio, osservando questo volantino americano della seconda Guerra Mondiale che paragona i governi dell’Asse – quello nazista e quello giapponese – ad un mostro a due teste che, assetato di sangue, sradica la famosa statuanewyorchese,il primo sentimento che ci colpisce e’ la paura.A questo iniziale impatto istintivo ne seguiranno altri, che comporteranno un senso si sfiducia e di biasimo nei confronti di questi due Paesi presentati come ‘ ladri di liberta”.
Gia’ migliaia di anni fa, nel Paleolitico, sono stati trovati i primi ‘slogan’ che possiamo dire propri della propaganda: maschere dall’espressione torva o corpi dalla gestualita’ minacciosa. Questa prima embrionale forma di persuasione, intenta a trasmettere paura al nemico, gia’ contiene in ‘potenza’ tutto cio’ che diventera’ in seguito.
La propaganda odierna infatti, gioca ancora su questo semplice schema di retorica (simboli) —-> sfera emotiva (paura, odio) —> esortazione (idee, opinioni), ma la tecnologia moderna le ha permesso di fare enormi passi avanti e riuscire ad insinuarsi non solo nella nostra vita quotidiana, ma con l’uso dei messaggi subliminali, anche nell’inconscio. Famoso fu quello di cui fece uso l’ex Presidente francese Francois Mitterand, che inseri una sua immagine quasi impercettibile nel logo della rete nazionale ‘Antenne 2″ durante la campagna elettorale. La propaganda contemporanea si concentra sopratutto sul bombardamento mediatico sino ad avere una forte influenza sui nostri comportamenti e sulle nostre scelte sia sociali che politiche. Il modello di societa’ orwelliana in1984, e’ uno dei migliori esempi di controllo sociale attraverso la propaganda che, con una strategia di terrore, riesce ad invertire i valori e plasmare una nuova realta’ paradossale.
‘WAR IS PEACE, SLAVERY IS FREEDOM, IGNORANCE IS STRENGHT!’ (Orwell, 1984)
Manifesti islamofobici apparsi nella metro newyorchese
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo diversi travagli, l’opinione comune crede fermamente di essere uscita dall’idea di regime propaganda, ma, oggi, questa situazione puo’ dirsi vicina quanto lo era ai tempi dei totalitarismi del primo cinquantennio del Novecento o dei due ‘blocchi’ – quello occidentale e quello comunista – della Guerra Fredda.Se in passato era palese e vistosa, oggi e’ sottile e complessa, gioca su sentimenti consci e inconsci, studia la psicologia, le nostre reazione comportamentali, esamina l’opinione pubblica e il mercato, ci rinchiude in schemi concettuali dai quali, finalmente, riesce difficile uscirne. La propaganda e’ fautrice e strumento del cosiddetto ‘pensiero unico’, quella mentalita’ che dal 45′ in poi, tra politicamente corretto e scorretto, vero e falso, democratico e anti-democratico, giudica il giusto e lo sbagliato, associa modelli politici e concetti filosofici, sistemi economici e modi di vita, plasma l’Occidente verso il livellamento intellettuale e sociale, verso la standardizzazione del pensiero e dell’essere, concepito nel solo ambito dell’apparire e, quindi, del consumare.
Nient’altro rimane da fare che seguire i consigli ancora di chi, piu’ di duemila anni fa, ci diceva di non credere ma di sapere, di ragionare, non di abbandonarsi alle passioni facili, di soffrire la verita’, se necessario, piuttosto che accontentarsi di una bugia, poiche’ e’ la verita’ che rende l’uomo tale, e, se questa non diviene nuovamente motore essenziale della nostra vita e della storia, se non crediamo che sia essa la vera fonte di liberta’, allora il futuro – e gia’ il presente lo sta facendo – ci dara’ la condizione di vita che meritiamo.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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