n mi piacciono i necrologi. In genere costringono chi li scrive a parlare bene del morto, cioe’ non sono sinceri, quali che fossero le sue qualita’. Meno che mai mi piace scriverne quando chi se n’e’ andato era un mio amico, e caro. Ne parlo, in morte, per ricordare le cose piu’ importanti che ha scritto. Per me Gore Vidal e’ stato l’equivalente, nel secolo XX, di quello che fu Alexis de Tocqueville nel XIX. Se quest’ultimo descrisse la nascente democrazia americana, Gore Vidal e’ stato il piu’ lucido, acuto, implacabile analista della sua fine. Per meglio dire, della sua trasformazione in impero. Alcuni libri suggerisco, a chi voglia misurare la sua grandezza come scrittore: Impero, per l’appunto, e Giuliano, e L’eta’ dell’oro. (continua…)
(Approfondisci la notizia su: http://www.libreidee.org)
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