20 luglio la Camera ha approvato il ‘Patto fiscale’, trattato Ue che impone di ridurre il debito pubblico al 60% del Pil in vent’anni. Comportera’ per l’Italia una riduzione del debito di una cinquantina di miliardi l’anno, dal 2013 al 2032. Una cifra mostruosa che lascia aperte due sole possibilita’: o il patto non viene rispettato, o condanna il Paese a una generazione di poverta’. Approvando senza un minimo di discussione il testo, la maggioranza parlamentare ha pero’ fatto anche di peggio. Ha impresso il sigillo della massima istituzione della democrazia a una interpretazione del tutto errata della crisi iniziata nel 2007, quella della vulgata che vede le sue cause nell’eccesso di spesa dello Stato, soprattutto della spesa sociale. In realta’ le cause della crisi sono da ricercarsi nel sistema finanziario, cosa di cui nessuno dubitava sino agli inizi del 2010. (continua…)
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