Manca meno di unmese all’edizione 2012 di “Pace in Bici”, l’iniziativa di sensibilizzazione contro le armi nucleari organizzata dall’associazione nazionale “Beati i costruttori di pace” e giunta ormai alla sua quarta edizione; come di consueto, si svolgerà tra il 6 e il 9 agosto, ricorrenze degli sganci delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki.
Ne è passata di strada sotto le due ruote dei ciclisti-pacifisti da quell’agosto 2009 in cui, un po’ in sordina, l’evento ha esordito con una ventina di appassionati. Per il percorso di quest’anno le iscrizioni sono già state chiuse: comunque forte di un nucleo storico di fedelissimi, un riscontro notevole si è avuto grazie al successo delle scorse annate e al passaparola tra i partecipanti. Rimane aperta la possibilità di aderire per un tratto dell’itinerario e così apportare il proprio contributo al significato politico e ambientalista del tour.
«Gli obiettivi principali, come tutti gli anni, rimangono il sensibilizzare le persone che incontreremo sulle campagne per l’abolizione e la messa al bando delle armi nucleari; raccogliere adesioni di enti locali all’associazione “Mayors for Peace”, presieduta dal sindaco di Hiroshima – spiegano gli organizzatori -. In questo 2012 si aggiunge anche una riflessione sul superamento dei confini. Il mezzo usato, la bicicletta, è simbolo di un diverso rapporto con l’ambiente, ma anche tra esseri umani: la velocità del gruppo sarà determinata dalla lentezza dell’ultimo. Riprendiamo le parole di Alex Langer e, in questo mondo che ci spinge alla competitività veloce e spietata, noi ci impegniamo ad essere più dolci, più profondi, più lenti».
Ogni anno il percorso è stato diverso e nel 2012 si comincia da fuori Italia. Il 5 agosto la partenza sarà infatti da Parenzo, in Croazia, per arrivare nel tardo pomeriggio a Grisignana, per un evento pubblico e il pernottamento. Il 6 agosto, dopo la memoria dei fatti di Hiroshima a Buie, si attraverserà la Slovenia per giungere a Trieste. Il 7 agosto si toccheranno Monfalcone, Staranzano, Cervignano del Friuli, San Giorgio di Nogaro; l’8 agosto Latisana, San Michele al Tagliamento, Portogruaro, Teglio Veneto, Pordenone. Il 9 agosto si svolgerà l’ultimo tratto, sino alla base Usaf di Aviano, dove si ricorderà la tragedia di Nagasaki.
Di seguito il documento/appello redatto da “Beati i costruttori di pace” per “Pace in Bici 2012”.
«Da subito le armi nucleari si sono rivelate una catastrofe per tutta l’umanità e per il pianeta che abitiamo. Hiroshima e Nagasaki rimangono per questo le due città emblema di un rischio e di una devastazione che non siamo ancora riusciti a sradicare. Gli Stati più potenti, nonostante tutte le dichiarazioni di principio per la pace, continuano a mantenere gli arsenali atomici come strumento di potenza e di ricatto nei rapporti internazionali. Per questo ancora oggi rimane la corsa al nucleare da parte di chi aspira alla stessa politica di potenza. Il Trattato di non proliferazione (TNP) non è riuscito a mantenere la promessa dell’eliminazione di tutte le armi nucleari e si trova in fase di stallo.
Le atomiche sono sempre state lontane dalla vita dei popoli e dai loro interessi perché fuori dalla portata del loro controllo e della possibilità di scelta. La crisi mondiale che arriva a toccare la vita quotidiana delle nostre famiglie può diventare una opportunità per prendere coscienza. Tutti siamo contrari al nucleare. Quanto ci costa? Solo per tenere in efficienza negli arsenali le circa 20.000 armi nucleari esistenti si spendono oltre 100 miliardi l’anno. Perché non spingere per togliere questo rischio e questo ricatto per tutti?
Ogni anno l’associazione “Beati i costruttori di pace” dal 6 al 9 agosto, i giorni di Hiroshima e Nagasaki, fa un percorso con gli “Amici della bicicletta” per sensibilizzare le popolazioni e coinvolgere gli amministratori delle Comunità locali promuovendone l’adesione alla più grande associazione mondiale di “Sindaci per la pace” (Mayors for Peace), coordinata dal Sindaco di Hiroshima. Vogliamo costruire un movimento che costringa gli Stati a bandire le atomiche da tutto il pianeta, tramite la ratifica di una Convenzione delle Nazioni Unite che ne proibisca la costruzione e il possesso, come si è fatto già per le armi biologiche e chimiche, per le mine antiuomo e le bombe a grappolo. Ogni anno concludiamo il percorso ad Aviano, dove ancora sono in deposito alcune atomiche.
Quest’anno abbiamo concordato di partire da Parenzo/Poreč, da territori e comunità oltre i tradizionali confini nazionali. Quello che ci ha tenuti separati e a volte anche in conflitto, oggi, di fronte alle urgenze comuni, va superato. Dalla Slovenia ormai non ci divide più un confine materiale, e dal prossimo anno, con la ratifica giuridica dell’ingresso in Unione Europea, non ci sarà più nemmeno tra Slovenia e Croazia. I confini veri oggi non sono quelli geografici, ma quelli che teniamo dentro di noi e ci tengono separati e frantumati. Oltre al superamento del confine fisico, a noi interessa soprattutto condividere l’impegno e la responsabilità di realizzare gli obiettivi necessari per la vita di tutta l’umanità. Lottare insieme per un futuro attento alla vita di chi verrà ci unisce tutti e può diventare una molla potente perché anche i governi siano costretti a schiodarsi da posizioni ormai incancrenite che rimangono per tutti un peso insopportabile. Per questo siamo contenti di “correre” insieme!».
Cinzia Agostini
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