Magari le due cose sono collegate. Un Paese al disastro, niente lavoro, tasse su tasse (sul nulla), i bambini alla fame e come ciliegina sulla torta la marcia dei nazisti sul Parlamento. In Grecia la vita offre davvero poco.
Riporta il Digital Journal che il tasso di suicidi in Grecia e’ aumentato di ben il 40% dall’inizio della crisi. Oltre alla disperazione economica, a tale situazione contribuiscono il taglio dei servizi sociali e dell’assistenza psicologica, e il deterioramento del tradizionale tessuto di intervento familiare e della comunita’, che per i greci ha da sempre rappresentato una valida a’ncora di salvezza. Lo stesso vale per gli italiani: ma non sono per niente curiosa di sapere, in caso di disastro, che fine hanno fatto la solidarieta’ familiare e di prossimita’ italiane dopo vent’anni di berlusconismo. Quando si ha la pancia piena e’ facile irridere ai ‘valori’.
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