Con il DL Sviluppo lo Stato sara’ piu’ leggero, tra privatizzazioni, liberalizzazioni e licenziamenti
Monti mettera’ in vendita l’Italia
di: Andrea Angelini fonte: www.rinascita.eu
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per lo sviluppo sul quale Mario Monti e Corrado Passera hanno puntato tutte le loro carte e tutte le loro speranze per rilanciare un’economia nazionale che hanno affossato con misure all’insegna delle tasse e del liberismo selvaggio, tali da accentuare le manifestazioni di quella recessione nella quale gia’ da anni eravamo immersi. Un decreto corposo fatto di 61 articoli tra liberalizzazioni, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico.
Con l’intenzione dichiarata di rendere lo Stato piu’ leggero come invoca da sempre la canaglia liberista. E con una raffica di licenziamenti.
Si tratta, ha sostenuto l’ex consulente di Goldman Sachs e di Moody’s, di interventi coordinati e di forte impatto per la riduzione del peso dello Stato. E’ stato cosi deciso di cominciare dal vertice del governo, diminuendo le spese di Palazzo Chigi per spingere i ministri a varare misure di contenimento delle strutture e della spesa che comporteranno in pochi anni risparmi per 30 miliardi.
Per quando riguarda il ministero dell’Economia, ha messo avanti le mani Monti, l’operazione e’ piu’ complessa. Questo perche’, diciamo noi, quel Ministero controlla il Tesoro e quindi controlla direttamente o indirettamente non soltanto il patrimonio immobiliare pubblico ma le societa’ ancora a partecipazione dello Stato, come Eni, Enel e Finmeccanica. Quelle che la finanza anglofona, che specula contro i titoli pubblici italiani vorrebbe, che fosse messa in vendita.
Abbiamo preso provvedimenti, ha testualmente detto Monti, ‘che vanno nel senso della dismissione di pezzi del patrimonio pubblico, nel senso della privatizzazione’. Provvedimenti che sono ‘molto incisivi per quanto riguarda il contenimento delle strutture’. Cosi, ‘componenti storiche dell’attivita’ dello Stato vengono soppresse come tali e le loro funzioni vengono accorpate con quelle di altre agenzie’. Oltre a questo ‘ci sono provvedimenti significativi sulla riduzione degli organici’. Quindi, meno dipendenti. Vi sara’ insomma ‘l’alleggerimento dello Stato per quanto riguarda sia il perimetro delle sue attivita’ sia e soprattutto il costo della sue attivita”.
Il decreto movimentera’ 70-80 miliardi di euro tra risorse e investimenti. Fiore all’occhiello sara’ l’Agenzia Italia digitale, che sostituira’ le strutture esistenti nella pubblica amministrazione e che diventera’ motore dei progetti per la modernizzazione dell’apparato pubblico. Ci saranno poi un fondo per la crescita sostenibile, un piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane, un fondo per la distribuzione di alimenti ai poveri, l’aumento dal 36% al 50% della quota di detrazione Irpef per le ristrutturazioni, fino al 30 giugno 2013. E dulcis in fundo, i costruttori, per 3 anni, non dovranno pagare l’Imu sugli immobili realizzati e destinati alla vendita.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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