SVENDITALIA

http://ilcorrosivo.blogspot.it

Marco Cedolin

Il “grande usuraio”, parafrasando Stefano Benni un poco piu’ sboccato nei suoi Celstini, sembra ormai essere in procinto di pensare alle cose serie. Dopo la valanga di nuove tasse (che con l’acuirsi della recessione non renderanno granche’), dopo l’eliminazione delle pensioni per le generazioni future, che comunque saranno costrette a pagare sempre piu’ Inps, dopo avere posto le basi per un mercato del lavoro dove esistera’ solo piu’ la parola “uscita”, inizia il periodo delle grandi svendite. Saldi fuori stagione che costituivano il motivo primo dell’insediamento a Palazzo Chigi di un banchiere di Goldman Sachs che nessuno aveva votato, ma Napolitano si era premurato di nominare senatore a vita, per una serie di meriti che si perdono nell’imponderabile…

Ma quali saranno i beni pubblici oggetto della “svendita per cessazione di attivita’” che presto andranno sul mercato, per la felicita’ di banchieri e faccendieri senza scrupoli? Sostanzialmente, stando alle parole di Mario Monti, tutti i beni pubblici in attivo (gli unici appetibili), mentre le passivita’ continueranno a rimanere appannaggio della contabilita’ dello stato, per contribuire all’incremento del debito pubblico, con lo spauracchio del quale da tempo immemorabile si menano per il naso i cittadini. Nelle vetrine dei saldi andranno percio’ le ultime grandi imprese statali, come ENI e Finmeccanica, ma anche le multiutility e le municipalizzate che gestiscono i servizi al cittadino, come Hera, Acea, A2A, partendo dai colossi, fino ad arrivare agli enti piu’ piccoli che operano a livello comunale. Uno schiaffo in faccia di violenza inusitata a tutti coloro che in varia misura auspicano ad un qualche recupero della sovranita’ nazionale, ma pure ai milioni di cittadini che si recarono a votare il referendum sull’acqua pubblica, invitati a farlo anche da quegli stessi partiti che oggi sostengono Monti e il suo programma svenditalia. Ai privati non andra’ insomma solo la gestione dell’acqua, ma anche tutto il resto delle vettovaglie che si trovano sulla tavola. Dall’energia alla gestione dei rifiuti, dalle industrie di armi allo sfruttamento del suolo e del sottosuolo, dalla gestione del territorio a quella dei servizi, passando attraverso qualsiasi attivita’ pubblica che renda quattrini. E dove andranno a finire i ricavati di questa ciclopica operazione di svendita dell’Italia a prezzi da saldo? Ma naturalmente nel decreto sviluppo tanto caro a Corrado Passera, che ha gia’ deciso di destinare almeno 100 miliardi di euro alla cementificazione del Belpaese. Compiuto il delitto, una colata di cemento sistemera’ tutto, nella migliore tradizione della pratica mafiosa. (Tratto da: http://www.stampalibera.com)

Be the first to comment on "SVENDITALIA"

Leave a comment