Fonte: wallstreetitalia.com * Link * Opinione di Gian Battista Bozzo Che cosa agita i sonni di Monti e del suo esecutivo? La paura che il 16 giugno gli italiani scoprano di non avere in tasca i soldi per versare all’Erario la prima rata dell’Imu. E se quei soldi non arrivano, dovra’ scattare il temutissimo aumento dell’Iva.
In campagna la paura fa novanta, ma nei palazzi romani fa venti (miliardi). Eh si, per raggiungere l’obiettivo di un rapporto deficit-Pil del’1,7%, indicato nel Documento di politica economica e promesso a Bruxelles, mancano un paio di decine di miliardi. Nessuno fa affidamento sulla “spending review”, nonostante la buona volonta’ del soldato Bondi: i 4,2 miliardi di tagli di cui ha parlato il premier Mario Monti appaiono una meta non raggiungibile quest’anno. E se quei soldi non arrivano, dovra’ scattare il temutissimo aumento dell’Iva.
Che cosa agita i sonni di Monti e del suo governo? La paura che il 16 giugno gli italiani scoprano di non avere in tasca i soldi per versare all’Erario la prima rata dell’Imu. Fra via XX Setembre, sede del Tesoro, e piazza Colonna, dove si trova palazzo Chigi, il tam tam si fa ogni giorno piu’ forte: “Saranno in molti a non pagare”. Dall’Imu il governo attende quest’anno almeno 21 miliardi di euro, e se la prima tranche fosse deludente, la legge consente un aumento delle aliquote in dicembre. Ma se gli italiani non ce la fanno in giugno, come potranno farcela a fine anno, per di piu’ con aliquote aumentate?
Ecco perche’ l’operazione Iva si fa piu’ probabile. Sara’ il colpo di grazia per i consumi interni, il cui forte calo ha fatto entrare l’Italia in recessione.
Gian Battista Bozzo, tra i senior del giornalismo economico italiano, collabora periodicamente a Wall Street Italia con questa rubrica Quindici Righe.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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