‘L’Europa ha bisogno di una nuova Politica Agricola Comune e la riforma della PAC e’ il banco di prova piu’ importante per verificare se la nostra Unione funziona, mentre a differenza di quel che pensano in tanti l’agricoltura non vive una situazione felice: al contrario si trova in un quadro drammatico’. Lo ha affermato il fondatore e presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, durante la conferenza stampa seguita al convegno ‘Local Agricolture and Short Food Supply Chains’, tenutosi a Bruxelles lo scorso 20 aprile, in presenza dei commissari Europei all’Agricoltura, Dacian Ciolos, e alla Salute, John Dalli.
L’agricoltura ‘e’ un elemento che parla della vita di tutti i cittadini europei, e’ una questione strategica per poter rafforzare le differenze culturali dei nostri paesi in un concetto unitario’, ha continuato Petrini che, oltre alla Commissione, ha chiamato in causa anche il Parlamento Europeo. Allo stesso tempo pero’ ‘il futuro delle comunita’ rurali e’ a rischio, nonostante il loro fondamentale ruolo di custodia del paesaggio e tutela di ecosistemi unici. Finora le politiche di sviluppo rurale si sono dimostrate inadeguate a soddisfare i bisogni di queste comunita’. Per cambiare questa situazione sono necessari nuovi ed efficaci paradigmi’.
Obiettivo dell’incontro di Bruxelles era infatti l’esplorazione di possibili modi per incentivare l’agricoltura di piccola scala e la filiera corta, nonche’ la valutazione del potenziale economico. Tra i temi, quindi, i possibili interventi a supporto dei piccoli agricoltori attraverso la PAC e le strategie da mettere in atto per stimolare la consapevolezza e l’attenzione dei consumatori verso le produzioni locali. In sostanza l’applicazione pratica, a livello europeo, della filosofia di Slow Food, che da sempre si impegna per avvicinare produttori e consumatori, come insegna anche un progetto unico al mondo quale Terra Madre.
‘Il consumo – afferma Petrini – e’ l’atto finale del processo produttivo, il consumatore deve entrare a far parte di questo processo chiedendosi da dove arriva il cibo che mangia, diventando consumatore consapevole e operando scelte buone, pulite e giuste. Con le nostre decisioni possiamo influenzare il sistema produttivo. Se scegliamo di mangiare locale possiamo aiutare l’ambiente e consentire una vita migliore agli agricoltori e a noi stessi’.
Petrini e’ poi intervenuto anche su una questione piu’ specifica e solo apparentemente marginale, ma in realta’ di estrema rilevanza per l’ambiente: il fenomeno della moria delle api e di altri insetti impollinatori, registratosi negli ultimi anni, con particolare evidenza, in Europa e in Nord America. Tanto che, lo scorso 18 aprile, l’Ombudsman UE ha aperto un’inchiesta sull’operato dell’Esecutivo comunitario, accusato di non aver preso nella dovuta considerazione le prove scientifiche esistenti contro i neonicotinoidi, dei pesticidi sistemici, e di aver mancato al proprio dovere di difendere l’ecosistema proibendo questi pesticidi, che vengono usati per ‘conciare’ i semi di mais prima della semina. La Commissione dovra’ ora rispondere ai rilievi dell’Ombudsman entro il 30 giugno. La richiesta di mettere al bando i neonicotinoidi e’ stata ribadita da Petrini, il quale ha affermato che ‘Slow Food ha fatto una grande battaglia per proibire i neonicotinoidi in Italia, e l’ha vinta: nonostante siano cambiati quattro Ministri delle Politiche agricole in due anni, tutti hanno sempre confermato il divieto, e i risultati ci sono’. “Auspico – ha aggiunto Patrini – che l’UE e tutti gli Stati membri facciano lo stesso, perche’ il legame della scomparsa delle api con questi pesticidi e’ ormai accertato scientificamente. La morte della api sarebbe la morte dell’agricoltura e quindi la fine dell’umanita’, perche’ le api sono l’essenza dell’agricoltura, e non solo l’immagine di un mondo bucolico’.
Di riforma della PAC e ambiente ha discusso anche l’ultima sessione Plenaria del Parlamento Europeo. I deputati hanno approvato una risoluzione che mette al centro della nuova PAC la tutela della biodiversita’ e degli ecosistemi. Poiche’ l’Unione Europea non e’ riuscita a raggiungere gli obiettivi 2012 sulla biodiversita’, i deputati chiedono, in sostanza, che tutte le politiche comunitarie rispettino gli impegni assunti in materia di biodiversita’ e che i sussidi che danneggiano l’ambiente siano individuati e eliminati. Nella risoluzione i deputati affermano anche esplicitamente che la Politica Agricola Comune non e’ diretta solo a garantire la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale, ma anche la preservazione della biodiversita’. Pertanto, avendo finora fallito tale obiettivo, la PAC dovrebbe ricompensare gli agricoltori che adottano tecniche di produzione piu’ rispettose dell’ambiente – come quelle biologiche e biodinamiche. In questo contesto risultano di fondamentale importanza le questioni dei pagamenti e dei controlli. I primi dovrebbero, ovviamente, rispettare la protezione della biodiversita’ e degli ecosistemi – inclusi il rispetto degli habitat degli uccelli, l’utilizzo dell’acqua e dei pesticidi. Le ispezioni in loco, invece, dovrebbero essere rafforzate per garantire il rispetto delle norme ambientali e la verifica della bonta’ di quanto disposto, cosi che tutti i sussidi che rischiano di provocare danni all’ambiente possano essere individuati ed eliminati entro il 2020.
Donatella Scatamacchia
(Tratto da: http://www.greenews.info)
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