Vandana Shiva ai giovani italiani: occupate la terra cosi come occupate le piazze!

Un intervista rilasciata da Vandana Shiva sul pericolo dell’alienazione delle terre pubbliche programmata dal governo Monti. I governi hanno fallito nel loro ruolo, la terra e’ l’unica salvezza, e va messa in mano a chi la coltiva
L’accesso alla terra e’ sempre piu’ difficile, perche’ la terra fa gola agli speculatori e ai palazzinari. Lo Stato italiano, per esigenze di cassa, ha pensato bene di mettere in vendita i terreni demaniali, non solo quelli su cui ha un effettivo diritto di proprieta’, ma anche quelli su cui insistono i secolari diritti degli ‘usi civici’. Ci stiamo letteralmente scavando il terreno da sotto i piedi, perche’ senza terra non c’e’ futuro. Sul portale diNavdanya International si e’ affrontato l’argomento con un intervista a Vandana Shiva,la nota scienziata ed attivista indiana, che insiste su un argomento: i governi hanno fallito il loro compito di rispondere ai bisogni della popolazione.La Terra e’ l’unico luogo dove tornare.Pubblichiamo per intero l’intervista:
‘La terra sostiene la nostra vita sulla Terra, e la Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri, per lei tutti i figli sono uguali.Noi siamo legati alla Terra dal momento che ognuno riceve una giusta, equa e sostenibile parte di risorse:la biodiversita’ e i semi, il cibo che i semi ci procurano, la terra su cui possono crescere i cibi, l’acqua che scorre nei nostri fiumi e anche l’aria dell’atmosfera che respiriamo. La piu’ grande sfida che dobbiamo fronteggiare oggi e’ quello che ho chiamato la rapina dei nostri beni comuni da parte delle multinazionali. I semi come beni comuni sono stati sottratti tramite la privatizzazione e brevettazione, l’acqua e’ stata privatizzata tramite leggi, la terra e’ stata privatizzata e rubata nei paesi poveri, in India, in Africa, ma anche nei paesi ricchi a causa dell’aggravarsi della crisi economica. Le vere forze che hanno generato la crisi, tramite una morte finanziaria, ora vogliono appropriarsi del benessere reale della societa’ e del futuro, vogliono appropriarsi dell’acqua e della terra.Penso che in questo momento di crisi, di crisi economica, la terra e’ l’unico luogo in cui possiamo ritornare per ricostruire una nuova economia;e ogni governo alle generazioni future dovrebbe dire: ‘non abbiamo molto altro da darvi: abbiamo perso la capacita’ di darvi lavoro, sicurezza sociale e garantirvi un decente tenore di vita. Ma la terra ha ancora questa capacita’, noi consegniamo le terre pubbliche agli agricoltori del futuro: provvedete a voi stessi’. Questo e’ un obbligo, visto il fallimento dei governi, nell’attuale sistema economico, nel prendersi cura dei bisogni della gente; la terra puo’ prendere cura dei nostri bisogni, la comunita’ puo’ prendersi cura dei nostri bisogni. E se vogliamo avere un’economia viva, e dobbiamo averla, e se vogliamo avere una viva democrazia, la terra deve essere al centro di questo rinnovamento: dalla morte e distruzione alla vita.Mettere la terra nelle mani delle generazioni future e’ il primo passo, e se non lo faranno, seguendo la strada giusta,invito i giovani a occupare la terra cosi come stanno occupando le piazze; voi dovete fare un dono al futuro dell’umanita’.’ (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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