L’anno appena trascorso è stato all’insegna della sperimentazione su strada del progetto pilota di FAI MENO STRADA®.
L’opportunità
Si può riassumere come segue; delle 5 aziende aderenti, in 3 sono arrivate al traguardo, ma non è importante, non tutti com-prendono… Su una flotta di circa 10 automezzi, 2 sono stati fermi, uno per via della crisi, l’altro per via della razionalizzazione offerta dal progetto. Quindi 1 su 5.
E’ stato scelto l’autocarro del sottoscritto, vedremo in seguito il perché.
I dati sono i seguenti (ricavati dal bilancio 2011 della mia azienda):
- circa 30.000 km/anno non percorsi (di cui € 4.800 circa di risparmi aziendali sui carburanti e circa € 550 sulle autostrade)
- circa € 6.6001 di costi esterni risparmiati alla collettività (di cui circa 100.000 kg. di CO2 non immessa in atmosfera)
La reciprocitàI servizi di trasporto sono stati interamente effettuati dalle altre 2 aziende partner, facendo viaggiare gli automezzi con una percentuale di riempimento maggiore, senza causare problemi alla loro operatività. A fronte di questo il sottoscritto si è messo a disposizione dei partner per svolgere servizi amministrativi e di consulenza ad alto livello.La mia azienda ha fatturato i servizi resi alla propria clientela, avendo un utile maggiore per via dei costi inferiori, le altre 2 aziende hanno ricevuto consulenza pari al valore del costo di un dipendente con contratto quadro; ciascuna è andata a compensare i costi per i servizi di trasporto resi alla mia azienda con un aumento insignificante dei loro costi per via della razionalizzazione.
Si è messo in pratica quello che si farà nel 2012, un’aggregazione di rete. Nessun posto di lavoro è andato perso e si è verificato un aumento del valore aggiunto per tutti i partecipanti.
La rete localeIpotizziamo quanto segue…In ogni provincia italiana realizziamo un’aggregazione in rete di 5 aziende di trasporto con un flotta di circa 10 autocarri ciascuna, totale 50 autocarri per cluster; un magazzino a disposizione per le operazioni di logistica e uno o più server virtuali, gestiti da un’azienda informatica, che sia allo stesso tempo la piattaforma telematica locale delle aziende aggregate e elemento della griglia nazionale. Usando lo stesso metodo usato per le “operazioni di reciprocità” del punto precedente siamo in grado di razionalizzare il personale viaggiante facendolo roteare tra la guida, la logistica e l’operatività d’ufficio riportando anche i turni guida-riposo nella legalità.
Fino a 10 autocarri rimarranno fermi, abbattendo i costi esterni.
La rete nazionaleOra, se le provincie italiane sono 110, sulla carta abbiamo una flotta di 5500 autocarri, di questi 1100 possono restare fermi per essere utilizzati solo in caso di urgenze (e cioè servizi ad altissimo valore aggiunto). Tutti gli autisti della rete avranno una qualità del lavoro migliore, parte di questo personale avrà sia mansioni di personale viaggiante, sia mansioni di addetto alla logistica, sia mansioni di operatività impegatizia. Ovviamente in base alla predisposizione.
110 provincie, fanno 110 cluster, quindi 110 nodi della griglia e un’unica rete di trasporto a nido d’ape; 1100 autocarri fermi, permettono di avere un risparmio:
- di circa 33 MLN di km/anno (di cui 25 MLN di €/anno circa per risparmio in carburanti)
- di circa 7 MLN di €/anno di costi esterni risparmiati alla collettività (di cui 16.500 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera)
Just in time, on demand
Una rete di trasporto così organizzata è in grado:
- di ritirare/consegnare in giornata le merci locali/provinciali
- di far viaggiare le “navette notturne” tra le regioni limitrofe con ritiro/consegna entro le 12-24 ore
- di realizzare il trasporto nazionale a staffetta, da parte di “navette con semirimorchio” superando i limiti imposti dalla normativa per le ore di guida e quelle di riposo
- di utilizzate altre modalità di trasporto come treno e nave per le produzioni non agro-alimentari, caricando il solo semirimorchio senza motrice e autista che verrà riagganciato da un altro partecipante della rete a destinazione
- di far viaggiare sempre pieni gli autocarri potendo accettare in tempo reale le offerte della committenza, dismettendo le flotte di proprietà delle aziende che trasportano i propri prodotti e che viaggiano quasi sempre vuoti
Un sistema così organizzato può essere paragonato per efficienza a quello delle multinazionali del trasporto, ma queste ultime non brillano per rispetto del lavoro e dell’individuo, termino qui per non aprire una voragine che non interessa in questa sede.Per quanto riguarda i costi d’esercizio sono nettamente inferiori visto che la rete è formata da piccole e medie aziende, riversando benefici in termini di minor costo ai produttori.
Concludendo, possiamo affermare che: ogni euro investito in FAI MENO STRADA® genera altri 2 euro di benefici ambientali.
WE GOT A POINT
Gaetano La Legname
Imprenditore, socio AILOG, socio SARGO
ESLog – European Senior Logistician Certificate
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1) Se diamo per assunto i dati del Libro Bianco CE 2001-2006-2010, pari ad € 0,22/km.
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