Concordia” deriva dai suoi tredici ponti che hanno il nome degli Stati dell’ Unione Europea: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria e Polonia, unione di stati di cui la nave Costa doveva essere il simbolo.
Per fatalità però la Concordia è affondata proprio il giorno in cui Standard & Poor’s ha tagliato il rating a mezza Europa, “affondando” i titoli di Stato di molti paesi Ue. Questo per molti sarebbe un ulteriore sinistro presagio riguardo i rischi europei riguardo la crisi economica.
Tutti gli eventi tragici di questa portata scatenano tutta una serie di reazioni emotive , così come la “crisi” economica scatena una infinità di posizioni ed analisi che generano confusione e disinformazione piuttosto che chiarezza.
Dal web migliaia di messaggi:
«Le procedure di emergenza sono sempre prese poco sul serio». Oppure: «È colpa vostra, pensate solo ai soldi e trascurate la sicurezza». E ancora: «Troppo personale non parla italiano, vi immaginate il caos in un momento di panico?». Mentre il sito internet della Costa Crociere è tilt , migliaia di utenti hanno preso d’assalto le pagine dei social network.
Tra solidarietà e dolore per l’incidente davanti all’isola del Giglio, raccontano le loro esperienze a bordo delle navi da crociera.
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Una nave da crociera, quella costruita dalla Fincantieri di Genova, improntata al lusso e alle dimensioni mastodontiche: lunga 292 metri e larga 35,5, prevedeva (e prevede) un equipaggio di 1100 persone e una capienza massima di 3780 passeggeri.
Tra le sue caratteristiche, quella di poter vantare la costruzione del più grande Centro benessere a bordo di una nave, denominatoSamsara Spa, dislocato su due piani e con una superficie di oltre 2.100 m², con 1500 cabine totali (come si legge su Wikipedia).
Le sue centrali di bordo fornivano energia elettrica sufficiente al consumo di una città di 50mila abitanti.
A bordo 5 ristoranti, 13 bar, un teatro disposto su tre piani, un simulatore di guida Gran Premio, videogame, la discoteca, sale da ballo e il casinò.
E 58 suite con balcone.Insomma, una nave dei sogni si scriveva.Un «tempio galleggiante del mare», come la definiva la sua compagnia.Un gigante che nessuno poteva immaginare coinvolto in un incidente come quello al Giglio.
Ho linkato questo video per documentare la vita a bordo delle navi in servizio 30 anni fa.
Si contrappone in maniera evidente a una offerta che vuole stupire , quasi a riproporre una città tipo Las Vesgas , un’altra di sapore certo antico, ma a misura d’uomo, dove determinanti erano le relazioni in un ambiente che poneva al centro la scoperta del mare e della navigazione.
Questo come premessa.
Certamente la manovra di avvicinamento alla costa del Costa Concordia segnala per prima cosa una gravissima sottovalutazione del rischio.
La leggerezza del Comandante è avvenuta certamente in presenza di altri ufficiali, se la responsabilità è la sua, qualcun altro non ha fatto nulla per evitare una manovra così disinvolta.
La nave una volta subita la falla è sbandata , non so se si è proceduto immediatamente alla chiusura delle porte stagne, certo è che l’altezza di questi giganti non può che provocare veloci sbandamenti , oltre una certa inclinazione l’acqua può passare da un compartimento all’altro portando all’affondamento in tempi rapidissimi.
Nel dramma la fortuna o l’unico merito del comandante è stato quello di aver portato la nave ad adagiarsi sul basso fondale. Bastavano 100 mt per provocare centinaia di morti.
Per quanto riguarda le fasi di abbandono nave, trovo, a prescindere dalla preparazione del personale , impossibile gestire il panico di 4.000 persone in ambienti chiusi come quelli di una nave di quelle dimensioni.
Trascrivo queste testimonianze:
La testimonianza di Diego Nobile, fotografo su Concordia.
Diego Nobile
carissimo giovanni,ora sto bene e si incominciano a far sentire gli acciacchi e il freddo alle ossa persiste.i miei colleghi stanno bene compreso 2 che si sono salvati su di uno scoglio a nuoto. quando sono arrivato a terra ho ricevuto del te caldo e un cappuccino come tutti…un tappeto di giubbetti e gente stremata in chiesa nell hotel e nella scuola e cio nonostante tutti noi che continuavamo a fare il cordolo per far scendere le persone dalla guardia costiera,bagnati infreddoliti ma ancora al lavoro aspettando notizie di altri colleghi.Il dottore che faceva spola dalla nave a terra i feriti portati a braccio….gente esausta ma ancora al lavoro,ero li con loro con tutti, filippini,indiani,italiani,rumeni,honduregni,coreani,cinesi e inglesi ancora a nervi saldi e tanto freddo.Ricordo di alcune persone tra cui una signora sulla sedia a rotelle daventi l’ascensore al 3 ponte,come facciamo? noi siamo saliti a civitavecchia e non abbiamo ancora fatto il corso di emergenza!!non preoccupatevi signori aspettatemi 1 secondo qui e ho fermato la crew purser che mi ha dato una mano a tirarli fuori.ricordo noi al meeting point al 4 e la gente era sottoposta alla forza di gravita e scivolava quando sono stati tutti trasferiti a portside e caricati sulle scialuppe…ho fatto chiudere il negozio per mettere in sicurezza sia i passeggeri che noi altri perche la roba andava e veniva da un lato all’altro del ponte 4 per poi andare al ponte 5 a prendere i miei colleghi dello shop,li ho accompagnati nelle loro cabine adiacenti alle nostre con una torcetta per trovare i giubbetti ma eravamo in black out e non si vedeva nulla la torcia non bastava,era tutto a terra i vetri del televisione macchine fotografiche e vestiti come fosse passato un uragano ho fatto vestire chi era con me con indumenti pesanti ma solo quello che si riusciva a trovare in quella baraonda…la nave rolla sempre piu. saliamo e facciamo in fretta.non era possibile perche era pieno di persone che avevano bisogno di aiuto….con me 4 al primo contratto li abbiamo scortati fino ai poit riunione e abbiamo continuato la traversata e nel frattempo abbiamo aiutato tutti quelli che abbiamo incontrato.ricordo la mia testa rivolta al ristorante roma e la gente passare come fosse in una scatola di lego sbadacchiata insieme a sedie bicchieri e altro..le infermiere che facevano su e giu con medicamenti vari specie al 5 dove hanno completamente assistito una donna che cascata ha sbattuto gravemente…ricordo….precedenza a donne e bambini e anziani ma la gente calpestava i bambini e sgomitava le donne…ricordo gente che scattava foto invece di aiutare come fosse un parco divertimenti……ricordo gente cascare dalle scale e torcersi e anche quelli sono stati soccorsi dai miei colleghi per aiutarli ad uscire.ricordo le grida dei tour office e del front desk “non uscite in veranda signori rimanete dentro andate in cabina e prendete i giubbetti…ma la gente non dava ascolto era piu importante fare foto!!!! ricordo tanti di noi con le lacrime agli occhi ragazzi e ragazze che abbiamo aiutato a fuggire sui lifeboat di ritorno e ricordo lo scivolone che abbiamo dovuto fare lungo il ponte 4 per andare da portside a starboardside perche non si poteva piu camminare e questo con le ragazze al seguito e i direttori con noi per poi procedere al ponte 3 dove si scivolava e tanti di noi li si sono fatti male con le barriere dei life boat ancora aperte e qualcuno che finiva in mare e qualcun’altro che siamo riusciti a riprendere per la maglietta…ricordo tante cose e potrei stare qui una settimana come ricordo le facce di quei passeggeri che a terra di tanto in tanto ci chiedevano grazie come ricordo che c’erano tutti intorno alla nave dai vigili alla finanza anche una nave da crociere caribbian se non sbaglio si e’ fermata a dare soccorso..grazie a tutti ma quello che ho vissuto e fatto io lo abbiamo fatto in tanti…non ho raccontato questi scorci per sembrare eroe ma per dirvi e mandarvi un messaggio:”ECCO COSA HANNO FATTO QUEGLI INETTI DEL PERSONALE COSTA”
Purtroppo non ho il name tag, da fotografare, perchè l’ho perso in mare, assieme alla macchina fotografica!! Sono Katia Keyvanian, GSM – Imbarcata il giorno 13/1 per sostituire la collega
del Concordia. Scrivo solo due righe, perchè ho un treno da prendere per… tornare a casa!! Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa , senza aver verificato le loro fonti, e le notizie, scrivono e dicono un sacco di IDIOZIE!!! Vorrei poter rispondere, alla marea di idiozie e falsità che sono state dette! Per il momento ne dico solo una, poi, quando potrò scriverò di piu’. Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore!!! Gli incompetenti non sono in grado di fare questo.
Non è vero che il Comandante è sceso per primo, io ero sull’ultima lancia, e lui rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava. VERGOGNATEVI VOI GIORNALISTI INCOMPETENTI che avete scritto che lui è sceso per primo!!! Io ero sulla lancia, che mentre si allontanava, stava per essere schiacciata dai paranchi della nave che affondava e stava per sfondare il tetto della nostra lancia. Abbiamo tirato su in lancia un sacco di ospiti che erano finiti in mare, e mentre spogliavamo una ragazza bagnata per coprirla con la coperta termica, un ospite ci faceva un filmino con il telefonino!!! VERGOGNATEVI!!! abbiamo lanciato un salvagente in mare, e mentre tiravamo su un altro signore, io con la corda legata al polso per fare forza, e tirare su, un signore che fa la foto!! VERGOGNATEVI!!! abbiamo dovuto gestire un branco di pecoroni allo sbaraglio, e poi vengono a dire che noi siamo stati incompetenti??! VERGOGNATEVI!! mentre ero inclinata a fare uscire le persone che spingevano, e urlavano, poco alla volta nelle lancie, un uomo grande e grosso ovviamente pax, con la sigaretta in bocca. Quando gli ho chiesto “ma che caz.. sta facendo, fuma in questo stato, inclinati, al buio, con il carburante che potrebbe uscire!!” la risposta è stata “mi serve per lo stress”!!!!!!!!!!!!! ho una sola parola da aggiungere, prima di perdere il treno……… Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli, portarli in sicurezza, se sono salvi, è merito solo nostro, di tutto l’equipaggio, che ha fatto di tutto. Non vogliamo essere ringraziati, NO, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le fesserie, bugie, menzogne, tanto per fare lo scoop, o fare una trasmissione che sono state dette. 4000 PERSONE IN DUE ORE, AL BUIO… E INCLINATI, LI ABBIAMO PORTATI NOI, STAFF DEL CONCORDIA, A TERRA, NON SONO SCESI LORO IN SPIAGGIA CON IL SECCHIELLO E LA PALETTA, E LE FORMINE !!! li abbiamo portati noi!!!! Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli abitanti dell’isola del giglio, anche il sindaco, che è salito a bordo, a verificare la situazione, (non sapendo chi fosse lo avevo ripreso perchè non aveva il giubbotto!) ringrazio con tutto il cuore tutti, tutti gli abitanti dell’isola che si sono adoperati per tutti noi, con massima diponibilità, dandoci le loro coperte colorate, fatte all’uncinetto. cercando dei carica batterie per il cellulare, e tanto altro. Grazie a tutti loro. Ora scappo che devo prendere un treno, e andare a casa. A presto. Ah, dimenticavo…. agli altri dico VERGOGNATEVI!!!!
FATELO GIRARE….AIUTATECI TUTTI ABBIAMO BOSOGNO DI FAR SENTIRE COME VERAMENTE SONO ANDATE LE COSE…….FATELO GIRARE GRAZIE
Non so se avete colto quanto le persone, anche in questa storia, svaniscono di fronte la ricerca delle responsabilità, non si parla mai degli eroi, considero la gente di mare eroica per quello che fa, tutti i giorni , non solo per questa emergenza, lontana per mesi dalle proprie famiglie dai propri figli solo per portare a casa di che vivere.
Eroi dimenticati su : cargo ,petroliere, traghetti…..
Ci si ricorda di loro solo quando avvengono eventi tragici , il nostro quotidiano è fatto invece solo di eventi finanziari, ….
Carnival, sulla Borsa di Londra ha subito un crollo del titolo di oltre il 18% in avvio di contrattazioni, prevede che l’impatto sugli utili del 2012 dal mancato utilizzo della Costa Concordia ammonti tra 85 e 95 milioni di dollari, pari a 0,11/0,12 dollari per azione.
Vorrei lasciarvi con questa riflessione che non giustifica il Comandante, ma quella manovra appartiene ad un modello sociale e culturale che mette al centro della vita il divertimento piuttosto che un rispettoso approccio al navigare e alla sua straordinaria bellezza.
Non posso per altro dimenticare un evento successo pochi mesi fa che ha più punti in comune di quello che appare, in questo caso, stranamente non ci sono responsabilità da perseguire penalmente ……
L’arcipelago minacciato da 2.380 tonnellate di gasolio …. preoccupa ora il disastro ambientale, ci si dimentica che i 3/4 dell’inquinamento da petrolio sono dovuti alle attività svolte dall’uomo nella terraferma e che l’inquinamento è strettamente legato al nostro stile di vita.
A questo punto solo il Picco del petrolio potrà salvare questo pianeta.
Come socio di Sargo consulenze non posso che riaffermare l’indirizzo che segnaliamo in tutti i nostri articoli.
Oltre una certa soglia e dimensione, qualunque sia l’oggetto in questione, si viene a verificare l’impossibilità di gestire determinate situazioni e le sue emergenze.
Queste riflessioni mi sarebbero impossibili se non avessi lavorato per anni in sala macchine, lontano dalla luce dei riflettori.
Avete mai sentito parlare del direttore di macchina o dei macchinisti ?
Eppure senza il contributo della sezione tecnica, qualunque nave è alla balia del mare e la vita vi è impossibile o meglio ancora chi permette a una città galleggiante di muoversi e di vivere ?
Il mio pensiero è rivolto proprio ai macchinisti con la speanza che nessuno di loro sia tra le vittime.
Augusto Anselmo Cap. di Macchina
Tratto da Sargo.it
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