Segnaliamo l’ottimo lavoro del Wuppertal Institut, coordinato dal grande intellettuale della sostenibilità Wolfgang Sachs, dal titolo “Futuro sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa”, il volume è una straordinaria messa a punto di quanto di meglio sia stato prodotto dalle riflessioni e dalle pratiche sulla sostenibilità e contiene analisi e proposte che mirano più alla dimensione europea, ma che sono valide per l’intera situazione mondiale. Il rapporto ricorda con chiarezza che l’impegno determinante di questo secolo, soprattutto per le società industrializzate, sarà costituito dal passaggio ad una civiltà de carbonizzata, post-fossile. Il gruppo di studiosi del Wuppertal ci ricorda che è pertanto necessaria:1. una sfida tecnologica che consenta al nostro hardware di trasformarsi in tecnologie parsimoniose nell’uso di energia e delle risorse, e rispettose dei limiti imposti dai cicli naturali di questo solo pianeta,
2. una sfida istituzionale e di governance che stabilisca norme e istituzioni capaci di garantire il rispetto dei diritti umani e dei nostri doveri verso gli altri e i sistemi naturali e che mantenga la dinamica dello sviluppo economico entro i limiti di rigenerazione e di ricezione della biosfera,
3. una sfida per l’etica, dallo stile di vita personale all’etica professionale, al rilievo da dare alle priorità della collettività.
In maniera molto lucida il rapporto ricorda che nel cosidetto triangolo della sostenibilità, crescita economica, sicurezza sociale e compatibilità ambientale sono ancora considerati di pari importanza.
Ma questa equiparazione non riconosce la natura assoluta né dei limiti ecologici né dei diritti umani.
Per questo una politica della sostenibilità deve rispettare prioritariamente i limiti della capacità di carico degli ecosistemi.
Solo a partire da lì verranno poi formulati i principi guida per l’economia e la sicurezza sociale, quasi come “guard-rail” che impediscano alla civiltà umana di sconfinare negli spazi della natura.
Il rapporto ricorda anche che una simile rivendicazione di assolutezza spetta anche ai diritti umani: il dovere cosmopolita di garantirli non può essere compensato da altri obiettivi quali la competitività o la salvaguardia dei diritti acquisiti.
Mantenere le dinamiche economiche all’interno dei “guard-rail” del rispetto dell’ambiente e dei diritti umani è il programma centrale della sostenibilità.
Il rapporto del Wuppertal ricorda comunque che, in ogni caso, il cambiamento di rotta verso la sostenibilità esige l’addio definitivo al neoliberismo.
Gli studiosi ricordano che lo storico Eric Hobsbawm ha evidenziato come l’idea guida di un contratto sociale tra economia e stato che aveva caratterizzato la storia dal dopoguerra, sia stata sostituita, a partire dagli ultimi anni Settanta, dal principio della deregolamentazione delle attività economiche.
Nel contesto di questo mutamento l’efficienza economica è diventata più importante di altri obiettivi sociali, come ecologia o giustizia.
La liberalizzazione dei mercati e la privatizzazione dei servizi pubblici dominano la nostra epoca.
Regalando soprattutto alle multinazionali un enorme aumento di potere.
La forza del mercato è nell’indurre i suoi partecipanti, tramite la concorrenza, a badare costantemente al miglior impiego possibile di capitale, materiali, persone e tempo.
E’ questo il meccanismo che dovrebbe garantire l’allocazione ottimale delle risorse economiche.
Ma il mercato non garantisce l’adempimento degli altri due compiti di un’economia funzionale: non è in grado né di mantenere il consumo delle risorse naturali a un livello opportuno, né di produrre un’equa distribuzione dei beni.
Il mercato è perciò cieco sia in materia di ecologia che di giustizia.
In questi due campi è quindi la politica che deve stabilire le regole.
Il bene comune deve quindi venire prima del mercato: senza questa priorità è impossibile sia far operare i “guard-rail” ecologici, sia garantire a ognuno una partecipazione sociale, così come è parimenti impossibile dare a questi due obiettivi la precedenza sulla competitività.
Fonte : greenreport
“C’è più futuro nello Zeppelin che nell’Airbus A-380.”
Una nuova politica industriale deve affrontare in modo globalmente equo prima di tutto il tema dell’energia, mirando a dimezzare in Italia entro il 2050 l’uso d’energia primaria e a soddisfare il rimanente fabbisogno quasi esclusivamente con energie rinnovabili.
Come già deciso nel 2002 dal governo elvetico per la Svizzera, l’obiettivo è una “società da 2000 watt”, in cui l’uso d’energia primaria sia ridotto all’attuale uso medio mondiale di 1,5 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) pro capite, pari a un flusso continuo pro capite di 2000 watt di potenza; il nostro consumo medio attuale è di 3 tep, pari a 4000 watt; quello negli USA, di 8 tep (11000 watt).
In Italia
Abbiamo già ampiamente trattato e delineato il consumo energetico delle abitazioni Italiane in tema di mobilità :
– secondo il rapporto 2011 di Euromobility a Roma le auto condivise (car sharing) sono 105 (per 2,7 milioni di abitanti), 113 a Torino, 86 a Milano, 73 a Genova, 47 a Venezia, 36 a Palermo.
In Europa Bruxelles ha 227 auto per 140.000 abitanti, Brema (Germania) 167 auto per 547.000 abitanti, Monaco 345 auto per 841.000 abitanti
– le biciclette condivise (bike sharing) a Roma sono 120 sempre per 2,7 milioni di abitanti, Milano dispone di 1.400 bici, a Bruxelles ci sono 2.500 bici collettive con 180 stazioni, a Parigi oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni, a Lione 4.000 con 340 stazioni, a Barcellona oltre 6.000 bici con 428 stazioni, a Siviglia 2.500 bici con 250 stazioni, a Londra oltre 6.000 bici con 400 stazioni.
Questi numeri spiegano come l’Italia sia verde solo sulle cartoline ma non nei fatti, soprattutto nei confronti dell’Europa.
Se potessimo arginare le polveri sottili a parole Milano sarebbe come Capo Nord.
Intensità di materiali di materiali, energia, trasporti e cibo
La sigla MIPS è l’acronimo di ingresso del materiale per unità di servizio. MIPS è una misura del consumo naturale di un prodotto o servizio in tutto il suo intero ciclo di vita dalla culla alla culla (estrazione, produzione, utilizzo, smaltimento / riciclaggio). Il MIPS è adatto per valutare e confrontare le caratteristiche ambientali di prodotti, processi e servizi.
In questa tabella sono dati per intensità di materiali (MIT) di diversi materiali, energia, trasporti e cibo forniti separatamente per le cinque categorie di ingresso del MIPS
Articolo tratto da Sargo it Consulenze
Be the first to comment on "C’è più futuro nello Zeppelin che nell’Airbus A-380"