La maggioranza dei cittadini italiani ignora che c’è una legge l’art 70 in cui i cittadini possono pretendere che i sindaci decadono se non attuano l’art 8 della legge 267/2000. Ora l’applicazione di questa legge, ignota a tutti, consentirebbe di poter partecipare attivamente alla vita del proprio comune e della propria circoscrizione, e soprattutto evitare che decisioni importanti le prendano in pochi soprattutto in settori strategici della vita di una comunità, rifiuti, urbanistica, inceneritori, trasporti, servizi, occupazione.
L’oscuramento delle regole democratiche è il primo passo perchè i soliti noti controllino tutto e tutti.
Ma vediamo la normativa della legge:Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Supplemento Ordinario n. 162
Articolo 8 – Partecipazione popolare
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita’ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche’ procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi’, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.
5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
Ora bisogna pretendere che i Comuni inseriscano nei regolamenti e negli statuti gli strumenti di attuazione dell’ art 8, per promuovere le libere forme associative; per promuovere alla gestione del comune la partecipazione dei cittadini; prevedere le procedure per l’ammissione di proposte petizioni e istanze da parte dei cittadini; consentire i controlli e l’accesso agli atti da parte dei cittadini; prevedere regole per referendum. Prevedere i tempi per le petizioni e istanze, con sanzioni in caso di inadempimento.
Credo che siamo tutti curiosi di sapere in quale comune italiano l’art 8 venga applicato.
Amministrare con i cittadini. Viaggio tra le pratiche di partecipazione in Italia
La pubblicazione, a cura di Luigi Bobbio, presenta diciotto esperienze di partecipazione recentemente realizzate in Italia, e propone un’analisi comparativa di esse.
“Per dare soluzione ai problemi di una società complessa quale è la nostra, è necessario che i cittadini non siano più destinatari passivi dell’intervento pubblico dell’amministrazione ma, piuttosto, che sia ritenuta una risorsa strategica la loro partecipazione alle scelte pubbliche. Sul terreno dei processi decisionali inclusivi, tuttavia, le amministrazioni vanno spesso incontro a grandi difficoltà poiché si imbattono in ostacoli non previsti, in conflitti inattesi, in incomprensioni ed equivoci“.

Dal documento: Il contesto politico-istituzionale, talvolta non è favorevole, vi sono resistenze da parte del sistema politico a imboccare la via della partecipazione o, successivamente, a recepire le indicazioni che ne emergono, magari per effetto di un cambiamento del contesto politico e tecnico.
E chi, politico o tecnico, talvolta senza l’appoggio convinto della propria amministrazione, imbocca nonostante tutto la strada della partecipazione, espone il collo alla ghigliottina: colleghi, superiori e concorrenti politici sono pronti ad approfittare di eventuali fallimenti.
Più in generale, il personale politico può percepire questo tipo di processi come una sottrazione di potere, una rinuncia al mandato rappresentativo ricevuto dall’elettorato ……..
In questa prima parte possiamo introdurre delle nostre riflessioni:
1) La politica è diventata oggi nella maggior parte dei casi , un comitato di affari, un circolo chiuso, interessato alla gestione del territorio solo ed esclusivamente per fini urbanistici. Non sa cogliere il cambiamento in atto e rischia il proprio fallimento e quello delle comunità che amministra.
2) I cittadini , protestano, ma difficilmente mettono in atto azioni contrarie alla pubblica amministrazione, impegnati per lo più nella ricerca di vantaggi o favori personali.
Il tema della corte e dei cortigiani è affascinante e Viroli convince nella disamina.
La via per impedire un ulteriore degrado presuppone avere un buon senso civico e morale, e probabilmente richiede soprattutto una maggiore “professionalità” della politica dal basso, dei movimenti, che devono imparare a misurarsi con la scrittura delle leggi.
L’emancipazione viene dalla legge.
Ma mettere l’accento sulla legge, farne una cosa viva, alla cui redazione si può partecipare, non è altro che riconoscere il primato della legalità per evitare arbitrii e soprusi.
Trasparenza
In tempi recenti grande spinta propulsiva all’affermarsi sul piano internazionale dell’Open Government è stata data della diramazione, da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama nel dicembre 2009, della direttiva sull’Open Government incentrata sui principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione, nella quale si legge testualmente: “Fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni on line utilizzando un formato aperto (open) che possa cioè essere recuperato, soggetto ad azioni di download, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate.
Per formato open si intende un formato indipendente rispetto alla piattaforma, leggibile dall’elaboratore e reso disponibile al pubblico senza che sia impedito il riuso dell’informazione veicolata.”
Un orientamento della Pubblica amministrazione verso l’Open Data offre nuove opportunità a chi investe nella Rete, incentivando la crescita di nuovi distretti dell’economia immateriale che rappresenterebbero un nuovo modello di produzione da affiancare a quello tradizionale oggi in crisi e, troppo spesso, sostenuto dagli aiuti di stato.
Posizione ribadita anche dalla direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo.
“Verrà facilitata la possibilità di accesso dei cittadini alle informazioni che attengono la gestione del governo locale, anche mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche.” e ancora “Il bilancio comunale, i regolamenti e le delibere approvate saranno tempestivamente pubblicati sul sito internet del Comune”.
Al punto 2.2, “La vigente legislazione sulla trasparenza degli atti pubblici necessita di essere ulteriormente declinata in politiche attive”.
In particolare si è evidenziata la necessità di rendere effettiva la massima trasparenza ed accessibilità ai dati concernenti il bilancio comunale.
Ciò impegna la giunta a pubblicare i dati relativi al presente e ai prossimi bilanci comunali secondo le metodologie proprie degli open data ovvvero: i dati forniti devono essere completi, a meno di restrizioni di legge; devono essere forniti il più possibile granularmente, senza aggregazioni di sorta, nel più breve tempo possibile, accessibili dal più vasto numero di persone possibile, strutturati in modo da consentire l’analisi attraverso strumenti informatici, accessibili a chiunque, senza necessità di registrazione, in formati non proprietari, rilasciati con licenza Italian Open Data License v1.0 (http://www.formez.it/iodl/).
I dati saranno pubblicati sul sito internet dei comuni, a disposizione di terzi per analisi e diffusione.
Segnaliamo questa altra iniziativa
Benvenuti su Dati.gov.it – il Portale dei dati aperti della PA, nato per consentire a cittadini, sviluppatori, imprese, associazioni di categoria e alle stesse pubbliche amministrazioni di fruire nel modo più semplice e intuitivo del patrimonio informativo della pubblica amministrazione. Con Dati.gov.it si apre una nuova stagione per la trasparenza e l’innovazione nella PA italiana, fatta di App per smartphone, applicazioni, servizi web e visualizzazioni creative che potranno fare base sui dati riutilizzabili in formato aperto rilasciati dalla PA.
Dati.gov.it è progettato e sviluppato da Formez PA, su indicazione del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione.
Obiettivi e funzioni del portale
Questo sito nasce con l’obiettivo di catalogare al meglio tutti i dati aperti prodotti dalla pubblica amministrazione italiana. Per svolgere questo compito il portale si articola in quattro funzioni principali:
- Cerco i dati, un motore di ricerca avanzato che permette di selezionare i risultati sulla base dei parametri scelti dall’utente, come: formato, licenza, area tematica, ecc.
- Voglio capire di più, pagina di approfondimento che raccoglie i materiali dedicati al temi dell’open data e dell’open government, come il Vademecum open data; la licenza IODL per i dati aperti; esperienze nazionali e internazionali.
- Suggerisco un dataset, da quale ogni cittadino, sviluppatore di applicazioni o funzionario pubblico può suggerire un insieme di dati di una qualunque pubblica amministrazione italiana.
- Le App della PA, che raccogle una prima selezione di applicazioni smartphone sviluppate da pubbliche amministrazioni.
Al momento sono presenti nel Portale 156 dataset di 31 differenti amministrazioni.
Per altri approfondimenti: cittadinanza attiva
Articolo tratto da Sargo IT
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