22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa

Fonte: www.tlaxcala-int.org * Link

Michael X. – Tradotto da Anna Moffa – Editato da Curzio Bettio

Il 2012 sara’ l’anno in cui assisteremo al collasso economico dell’Europa? Prima di licenziare il titolo di questo articolo come allarmista, leggete prima le informazioni elencate nel resto di questo articolo.

Nel corso degli ultimi mesi, vi e’ stata una sorprendente perdita di fiducia nel sistema finanziario europeo. In questo momento, effettivamente nessuno vuole prestare denaro alle nazioni europee in difficolta’ finanziaria, e praticamente nessuno vuole prestare denaro alle grandi banche europee.

Ricordate, una delle ragioni principali della crisi finanziaria del 2008 e’ stata la pesante stretta creditizia che si e’ verificata qui, negli Stati Uniti. Questa strozzatura creditizia che sta fiorendo ora in Europa e’ solo un elemento della tempesta perfetta che si sta rapidamente avvicinando mentre ci apprestiamo ad entrare nel 2012. I segnali delle difficolta’ sono ovunque.

In tutta Europa, i governi stanno applicando misure di austerita’ e riducendo drasticamente la spesa pubblica. Le banche europee stanno sostanzialmente tagliando l’attivita’ creditizia, mentre cercano di soddisfare nuove ricapitalizzazioni che vengono loro imposte.

Nel frattempo, in tutta Europa, i rendimenti dei titoli di stato stanno andando alle stelle, dato che gli investitori non hanno piu’ fiducia e chiedono rendimenti sempre piu’ elevati per investire nel debito europeo. u ormai chiaro che, se non accade un miracolo, non pochi paesi europei e un numero significativo di banche europee non saranno in grado di ottenere dal mercato i finanziamenti di cui hanno bisogno nel 2012.

L’unica cosa che potrebbe evitare un crollo finanziario completo e totale in Europa e’ un’azione drammatica, di effetto, ma in questo momento i leader europei sono cosi impegnati a litigare tra loro che un piano coraggioso sembra fuori questione.

Quelle che seguono sono le 22 ragioni per cui potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’Europa…

# 1 La Germania potrebbe salvare il resto d’Europa, ma questo richiederebbe un impegno finanziario senza precedenti, e il popolo tedesco non ha alcuna propensione a farlo. u stato stimato che il salvataggio in modo bastevole delle altre nazioni dell’Unione europea in difficolta’ finanziaria costerebbe alla Germania il 7 per cento del PIL per diversi anni. Tale importo supererebbe di gran lunga le riparazioni incredibilmente pesanti che la Germania fu costretta a pagare in conseguenza della Prima guerra mondiale

Una serie di recenti indagini hanno dimostrato che il popolo tedesco e’ fermamente contrario al salvataggio del resto d’Europa. Per esempio, secondo un recente sondaggio, il 57 per cento del popolo tedesco e’ contro la creazione degli eurobond.

A questo punto, i politici tedeschi si oppongono fermamente a qualsiasi misura che imporrebbe un onere eccessivo sui contribuenti tedeschi, quindi, a meno di cambiamenti, questo significa che l’Europa non trovera’ salvezza al suo interno.

 

# 2 Gli Stati Uniti potrebbero salvare l’Europa, ma l’amministrazione Obama sa che questo sarebbe veramente duro da vendere al popolo statunitense nel corso della vicina stagione elettorale.

Ecco cio’ che l’addetto stampa della Casa Bianca Jay Carney ha dichiarato oggi circa la possibilita’ di un piano di salvataggio dell’Europa da parte degli Stati Uniti …

u una cosa che devono risolvere e hanno la capacita’ di risolvere da soli, sia per capacita’ finanziaria che per volonta’ politica

Carney ha anche affermato che l’amministrazione Obama non ha intenzione di impegnare risorse aggiuntive per salvare l’Europa …

Non crediamo in alcun modo che siano necessarie risorse aggiuntive dagli Stati Uniti e dai contribuenti americani.

 

# 3 In questo momento, le banche di tutta Europa stanno riducendo le speculazioni finanziarie con denaro preso a prestito, nel tentativo di soddisfare le nuove esigenze di ricapitalizzazione entro il prossimo giugno.

Secondo il noto giornalista finanziario Ambrose Evans-Pritchard, le banche europee hanno bisogno di ridurre la quantita’ di prestiti nei loro bilanci per circa 7.000 miliardi di dollari, al fine di portarsi su livelli di sicurezza …

Le banche europee devono affrontare una contrazione di 7.000 miliardi di dollari di prestito per portare i loro bilanci in linea con Stati Uniti e Giappone, con l’incubo di intrappolare l’Europa in una strozzatura creditizia e nella depressione cronica per un decennio.

Cosa significa questo?

Questo significa che le banche europee diventeranno molto, molto avare con i prestiti.

Questo significa che in Europa sta per diventare veramente difficile acquistare una casa o espandere un’attivita’ produttiva, in buona sostanza che l’economia europea sta per rallentare sensibilmente.

 

# 4 Le banche europee sono sovraccariche di titoli tossici, dei quali cercano disperatamente di sbarazzarsi. Proprio come abbiamo gia’ visto con le banche degli Stati Uniti nel 2008, le grandi banche europee sono impegnate nel tentativo di scaricare montagne di titoli senza valore, comunque di un valore contabile pari a migliaia di miliardi di euro, che praticamente nessuno vuole comprare.

 

# 5 In tutta Europa, da parte dei governi stanno ora per essere imposti programmi di austerita’. Ma i programmi di austerita’ governativi possono avere effetti economici molto negativi. Per esempio, abbiamo gia’ visto cosa ha dovuto subire la Grecia per causa dell’austerita’ imposta dal governo:

100.000 aziende sono state costrette alla chiusura e un terzo della popolazione ora vive in poverta’.

Ma ora i governi di tutta Europa hanno deciso che e’ l’austerita’ la strada da percorrere. Da un estratto di un recente articolo dell’Economist …

 

I piani di bilancio della Francia stanno per essere approvati, sono probabili ulteriori tagli, che pero’ saranno rimandati a dopo le elezioni di primavera. L’Italia deve ancora approvare un pacchetto di tagli piu’ e piu’ volte riesaminato. Il nuovo governo spagnolo ha promesso ulteriori tagli alla spesa, soprattutto alle spese regionali, al fine di raggiungere gli obiettivi di deficita’ concordati con Bruxelles.

 

# 6 L’ammontare del debito dovuto da alcune di queste nazioni europee e’ cosi grande che risulta difficile da comprendere. Per esempio, Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna, insieme devono al resto del mondo circa 3.000 miliardi di euro.

Quindi cosa potra’ fare mai una massiccia austerita’ governativa per nazioni travagliate come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e l’Italia? Ambrose Evans-Pritchard e’ molto preoccupato di cio’ che un ulteriore aumento della disoccupazione significhera’ per molti di questi paesi …

Ad oggi, il tasso di disoccupazione giovanile in Giappone si aggira sul 10%. In Spagna e’ gia’ al 46%, in Grecia al 43%, in Irlanda al 32%, e al 27% in Italia. Scopriremo col tempo cosa produrra’ su queste societa’ un minor finanziamento derivato dal debito garantito dai loro titoli di stato.

 

# 7 L’Europa era in grado di salvare la Grecia e l’Irlanda, ma non c’e’ modo che l’Italia possa essere salvata, se richiedera’ un salvataggio definitivo.

Purtroppo, mentre leggete questo, l’Italia e’ nel bel mezzo di una crisi finanziaria enorme. Il rendimento dei titoli di stato italiani a due anni e’ circa il doppio di quello che si e’ verificato per la maggior parte dell’estate. Non c’e’ modo che sia sostenibile.

Sarebbe difficile quantificare in modo piu’ pesante quanto di questa crisi l’Italia rappresenta.

Di seguito viene riportato come l’ex amministratore di fondi di investimento Bruce Krasting ha recentemente descritto la situazione attuale …

 

A questo punto vi e’ zero possibilita’ che l’Italia possa rifinanziare una qualsiasi parte dei suoi 300 miliardi di dollari di debito in scadenza nel 2012. Se c’e’ qualcuno al tavolo che pensa ancora che l’Italia possa tirare fuori un miracolo, si sbaglia. Sono certo che i fantocci del sistema finanziario presso la BCE e la Banca centrale italiana lo capiscono. Ripeto, per l’Italia c’e’ una possibilita’ pari a zero per una soluzione di mercato.

Krasting ritiene che, o l’Italia ottiene una gigantesca montagna di denaro da qualche parte, o fara’ default entro sei mesi, e questo significhera’ l’inizio di una depressione globale …

Penso che la storia dell’Italia si compendi nel risolvere o rovinare. O si sistema questa situazione, o l’Italia fara’ default in meno di sei mesi. Effettivamente, non e’ che l’opzione di default sia nelle considerazioni dei responsabili politici. Se l’Italia non ce la fa, allora si sentira’ un boato davvero tremendo. Finirebbe col tirarsi dietro la maggior parte dei prestatori globali, un discreto numero di paesi seguirebbe l’Italia nel vortice. A mio parere, un default dell’Italia causera’ certamente una depressione globale, una di quelle depressioni che potra’ comportare molti anni per venirne fuori.

 

# 8 Un default italiano puo’ essere piu’ vicino di quanto si possa pensare. Come il Telegraph ha recentemente riferito, solo per rifinanziare il debito esistente, il governo italiano deve vendere piu’ di 30 miliardi di euro di nuovi titoli di stato entro la fine di gennaio …

Il nuovo governo in Italia dovra’ vendere piu’ di 30 miliardi di euro di nuovi titoli di stato entro la fine di gennaio, per rifinanziare i propri debiti. Gli analisti dicono che nessuno garantisce che gli investitori compreranno tutte quelle obbligazioni, e questo potrebbe costringere l’Italia al default.

Ieri, il governo italiano ha comunicato che nei colloqui con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e con il Presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo ministro Mario Monti avrebbe accettato il fatto che un crollo italiano potrebbe significare inevitabilmente la fine dell’euro.

 

# 9 Paesi europei, non nel novero dei PIIGS, stanno per affrontare un numero crescente di difficolta’. Per esempio, Standard eamp; Poor’s ha recentemente declassato la posizione creditizia del Belgio ad AA .

 

# 10 Attualmente, declassamenti del credito stanno presentandosi incontrollati in tutta Europa. Si sta assistendo ad un nuovo declassamento quasi ad ogni settimana. Alcune nazioni sono state declassate diverse volte. Per esempio, Fitch ha declassato la posizione creditizia del Portogallo ancora una volta. A questo punto, si prevede che nel 2012 il PIL portoghese si ridurra’ di circa il 3 per cento.

 

# 11 Il crollo finanziario dell’Ungheria non ha fatto molta notizia negli Stati Uniti, ma sarebbe stato il caso. Moody’s ha considerato la posizione creditizia del debito ungherese a livello spazzatura, e l’Ungheria si e’ ora assoggettata ad una richiesta formale all’Unione europea e al Fondo Monetario Internazionale per il suo salvataggio.

 

# 12 Anche la fiducia nel debito tedesco sembra vacillare. La scorsa settimana, la Germania ha dovuto incassare una delle sue peggiori aste di bond.

# 13 Le banche tedesche stanno cominciando a mostrare segni di debolezza. L’altro giorno, Moody’s ha declassato l’indice di affidabilita’ di 10 grandi banche tedesche.

 

# 14 Come il Telegraph ha recentemente riportato, il governo britannico sta ora predisponendo piani basati sul presupposto che un crollo dell’euro sia solo una questione di tempo…

Mentre il governo italiano combatteva per ottenere prestiti e la Spagna prendeva in considerazione la richiesta di un prestito internazionale, i ministri britannici avvertivano privatamente che il crollo dell’euro, un tempo quasi impensabile, oggi e’ sempre piu’ plausibile.

I diplomatici si stanno preparando ad aiutare i Britannici all’estero a sopportare un collasso bancario e persino ad affrontare sommosse derivanti dalla crisi del debito.

Il Tesoro ha confermato all’inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un collasso e’ in corso.

Un ministro importante ha ora rivelato il grado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna sta facendo programmi sulla base della considerazione che un crollo dell’euro sia ormai solo una questione di tempo.

 

# 15 Si presumeva che l’European Financial Stability Facility (EFSF), il Fondo salva Stati, avrebbe dovuto contribuire a portare una certa stabilita’ alla situazione, ma la verita’ e’ che l’EFSF e’ gia’ un brutto scherzo. u stato riferito che l’EFSF e’ gia’ stato costretto ad acquistare una quantita’ enorme delle sue stesse obbligazioni.

 

# 16 Purtroppo, sembra che una corsa agli sportelli delle banche sia gia’ iniziata in Europa. Il seguente estratto viene da un recente articolo su The Economist …

Stiamo iniziando ad essere testimoni di segni che le societa’ di capitali stanno ritirando i loro depositi dalle banche in Spagna, Italia, Francia e Belgio, cosi ha scritto un analista di Citi Group in un recente documento. Questo e’ uno sviluppo preoccupante.

 

# 17 La fiducia nelle banche europee e’ andata totalmente in frantumi e praticamente nessuno vuole prestare loro i soldi, al momento.

Quello che segue e’ un breve sunto di un recente articolo CNBC …

I fondi del mercato monetario negli Stati Uniti hanno drammaticamente chiuso le loro finestre per i prestiti alle banche europee. Secondo l’Economist, Fitch stima che i fondi del mercato monetario statunitense in generale hanno ritirato il 42 per cento del loro denaro dalle banche europee.

E per la Francia questa dimensione e’ ancora maggiore – il 69 per cento. Anche i fondi monetari europei stanno entrando in azione.

 

# 18 Ci sono decine di grandi banche europee che sono in pericolo di fallimento. La realta’ e’ che le banche europee piu’ importanti sono indebitate fino al collo e sono massicciamente esposte al debito sovrano. Prima di crollare nel 2008, il rapporto di indebitamento della Lehman Brothers era 31:1. Oggi, le grandi banche tedesche hanno un rapporto di indebitamento 32:1, e queste banche sono attualmente in possesso di una massiccia quantita’ di debito sovrano europeo.

 

# 19 Secondo il New York Times , l’economia dell’Unione europea e’ gia’ destinata progressivamente a ridursi l’anno prossimo, e questo non tiene nemmeno in conto cio’ che accadra’ in caso di un totale collasso finanziario.

 

# 20 Sono gia’ presenti segnali che l’economia europea sta seriamente rallentando. Gli ordinativi industriali nell’Eurozona sono diminuiti del 6,4 per cento nel mese di settembre. Questo e’ stato il piu’ grande abbassamento che si sia verificato dal bel mezzo della crisi finanziaria nel 2008.

 

# 21 Il panico e la paura sono ovunque in Europa, in questo momento. L’indice di fiducia dei consumatori della Commissione europea e’ sceso per cinque mesi di fila.

 

# 22 I leader europei sono decisamente impegnati a darsi battaglia l’uno contro l’altro, e un vero consenso su come risolvere i problemi attuali sembra lontano al momento. Ecco come l’Express recentemente ha descritto le tensioni crescenti tra i leader tedeschi e inglesi …

La Cancelliera tedesca ha respinto apertamente l’opposizione di David Cameron a una nuova tassa finanziaria da estendersi a tutta l’Europa, che avrebbe un impatto devastante sulla City di Londra, il centro commerciale e finanziario della Gran Bretagna.

E si e’ rifiutata di farsi convincere dall’appello di Cameron, che la Banca centrale europea sostenga l’euro. I mercati monetari si sono inabissati dopo il loro mancato accordo.

Cominciate a farvi un quadro della situazione?

Il sistema finanziario europeo si sta dibattendo in una massiccia quantita’ di difficolta’, e quando crollera’ il mondo intero ne restera’ scosso.

Ma non siamo solo noi a dire questo. Come gia’ detto in un precedente articolo, esiste un gran numero di economisti autorevoli in tutto il mondo che ora stanno sostenendo che l’Europa e’ sull’orlo del collasso.

Per esempio, basta controllare quello che sta affermando Credita’ Suisse sulla situazione in Europa …

Sembra che siano iniziati gli ultimi giorni dell’euro, come noi oggi lo conosciamo. Molto probabilmente, questo non vuol dire un crollo totale, ma significa che alcune cose straordinarie quasi certamente dovranno accadere – probabilmente per la meta’ di gennaio – per impedire la chiusura progressiva di tutti i mercati obbligazionari sovrani dell’Eurozona, potenzialmente accompagnata da crescenti corse agli sportelli bancari anche delle banche piu’ solide.

Molti leader europei stanno promuovendo un’integrazione molto piu’ profonda, e un Superstato europeo, come risposta a questi problemi, ma ci vorrebbero anni per attuare i necessari drastici cambiamenti, e l’Europa non ha tutto questo tempo.

Se l’Europa sperimentera’ un massiccio crollo economico e una prolungata depressione, per tanta gente questo potra’ apparire la fine del mondo, ma le cose in conclusione si stabilizzeranno.

A questo punto, sembra che tante persone stiano pensando che l’economia globale, dal suo stato attuale stia entrando in uno stato di Mad Max, di catastrofe post-atomica, nel giro di poche settimane. Beh, questo non accadra’. Le turbolenze in arrivo in Europa saranno solo un’altra ondata del crollo economico in corso nel mondo occidentale. Seguiranno altre ondate!

Naturalmente, questa crisi del debito sovrano potrebbe essere del tutto allontanata se i paesi del mondo occidentale chiudessero le loro banche centrali e iniziassero ad emettere moneta libera dal debito.

La verita’ e’ che non esiste alcun motivo per cui una qualsiasi nazione sovrana sulla terra debba mai entrare in debito anche per un solo centesimo con qualcuno. Se una nazione e’ veramente sovrana, allora il governo ha il diritto di emettere tutto il denaro libero dal debito che vuole. Si, l’inflazione sarebbe sempre un potenziale pericolo in un tale sistema (lo stesso che sotto la gestione delle banche centrali), ma il denaro libero dal debito avrebbe il significato che i problemi di debito pubblico sarebbero una cosa del passato.

Purtroppo, la maggior parte dei paesi del mondo opera in un sistema in cui si crea piu’ debito pubblico quanta piu’ moneta viene creata. Il risultato inevitabile di un tale sistema e’ quello al quale stiamo assistendo ora: quasi tutto il mondo occidentale sta annegando nei debiti.

Ci sono alternative al nostro sistema attuale. Ma nessuno nel sistema mediatico di informazioni ne parla mai.

Cosi, invece di concentrarci sui modi davvero creativi per affrontare i nostri problemi attuali, ci apprestiamo tutti a sperimentare il dolore amaro del collasso economico in arrivo.

Le cose non dovevano andare in questo modo.

 

 

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

Be the first to comment on "22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa"

Leave a comment