Adesso, quello che era stato tenuto nascosto e abilmente mascherato alla fine è venuto finalmente a galla. Sto parlando di chi comanda veramente in Italia. Da questa settimana a prendere le decisioni importanti saranno organi sovranazionali: commissione europea, fondo monetario internazionale ebanca centrale europea.
Da oggi anche l’ultima farsa della democrazia finisce anche se tutti si prodigano a dire che sono stati invitati da chi oggi ci dovrebbe governare e rappresentare.
Questo percorso di travaso di potere è iniziato nel 1981 con il divorzio fra tesoro e banca d’italia che portò al raddoppio del debito pubblico in appena 10 anni e culminò nel 1992 quando si attuò quel colpo di stato silenzioso e quella perdita di sovranità che oggi appare in tutta la sua drammaticità.
Ci aspettano tempi molto bui e nel prossimo anno l’Italia vivrà quella che possiamo definire la sua oscura notte dell’anima. In questo frangente verremo messi di fronte a tutte le debolezze e a tutti i nodi non risolti. Cadranno tutte le false certezze e dovremo affrontare prove in cui ognuno di noi sarà chiamato a dare il meglio di se.
Il periodo a cui andiamo incontro fa parte di un più grande processo naturale di trasformazione e di morte e rinascita come la morte del bruco che porta alla nascita della farfalla. Purtroppo per molti anni, troppi, abbiamo messo la testa sotto la sabbia non accompagnando le richieste sempre più pressanti di cambiamento arroccandoci per non perdere le posizioni di (falso) ben-essere e questo non ha fatto che far aumentare la pressione sulla diga del cambiamento rimandato fino ad oggi. Un po’ come l’aver ignorato la cura del territorio per decenni e poi stupirsi dei disastri “inattesi”.
Come tutti i momenti di passaggio, questo in particolar modo, non sarà facile perché siamo proprio nell’ultima fase in cui un sistema muore per dare vita a qualcosa di nuovo. Come sarà questo passaggio, dipenderà come sempre da come riusciremo ad affrontare questo momento, se continueremo ad ignorare i segnali, se continueremo a delegare oppure se ci rimboccheremo le maniche per lavorare tutti insieme a ricostruire questo nostro splendido paese.
Dobbiamo passare necessariamente da un processo di responsabilizzazione sia personale che come gruppo per passare da un popolo con la sindrome di Peter Pan ad uno adulto e responsabile. Dovremo aiutarci gli uni con gli altri riscoprendo la solidarietà, tutta italiana, dei momenti difficili e ricreare meccanismi economici che rafforzino le nostre comunità locali. Non potendo, al momento attuale, ancora agire nella politica economica internazionale dobbiamo necessariamente concentrare i nostri sforzi nelle nostre comunità locali rafforzando i meccanismi in cui la comunità prende coscienza della sua forza e attua il taglio dalle dipendenze prodotte da un sistema malato. Badate bene però che non si deve tornare alla chiusura autarchica, ma al rafforzamento della cellula che collabora con le altre cellule e insieme rafforzano l’intero organismo sociale ed economico.
Nel mentre le comunità riacquistano la consapevolezza della loro forza dovremo affrontare anche i meccanismi politici di delega in bianco che ha portato all’aberrazione di approvare cose contrarie al ben-essere collettivo, sviluppando la responsabilità di ciascuno per la gestione della res publica.
Sicuramente un percorso difficile e duro, ma l’unico possibile….
Buon lavoro!
PS: un ringraziamento al grafico Giacomo Faiella autore della splendida vignetta e socio fondatore di Arcipelago SCEC.
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