Report dell’EEA: l’agricoltura intensiva riduce la biodiversita’

Il quadro che emerge dallo studio “Frammentazione del paesaggio in Europa” realizzato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) in collaborazione con l’Ufficio Federale dell’Ambiente Svizzero (UFAM), e presentato il 5 settembre, e’ a dir poco preoccupante.

Lo studio, realizzato con metodo rigorosamente scientifico, analizza il grado di frammentazione del paesaggio europeo. Le forze trainanti della crescente suddivisione del paesaggio del Vecchio Continente, agricoltura intensiva e massiccia presenza di infrastrutture sul territorio innanzitutto, stanno infatti portando vicino al “punto di  non ritorno” la sopravvivenza della fauna e della flora nostrana determinando il completo disfacimento del paesaggio naturale europeo.

“I dati dello studio dell’EEA dimostrano una volta di piu’, qualora ce ne fosse bisogno, l’insostenibilita’ del del modello agroindustriale – commenta Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) – un modello che ha distrutto il paesaggio europeo e desertificato i nostri territori rurali, che e’ totalmente dipendente dall’energia fossile e non ha futuro. Quanto emerso dallo studio Frammentazione  del paesaggio in Europa impone di scegliere una nuova PAC che rimetta al centro un’agricoltura familiare e di piccola scala, sostenibile, basata sul metodo biologico”.

Lo studio dell’EEA evidenzia, infatti, in modo sistematico, le forze determinanti della frammentazione, dimostrando la variabilita’ dei fattori nelle diverse parti d’Europa. Il triste risultato e’ che le attivita’ umane (l’eccessiva diffusione di infrastrutture -strade, autostrade e ferrovie- e i metodi di coltivazione intensivi) frammentando il territorio, interrompono percorsi naturali di migrazione e spostamento, determinando un crescente  isolamento fra le popolazioni animali. La costruzione dei passaggi per la fauna selvatica, secondo lo studio, non sara’ sufficiente a salvare le popolazioni perche’ la quantita’ di habitat a disposizione e la loro qualita’ sono sin d’ora troppo limitate per via della presenza combinata di strade e di coltivazioni intensive.

In questo scenario, secondo lo studio, l’attuazione di una politica di deframmentazione (incremento e sostegno allo sviluppo rurale,  aggiornamento della viabilita’ esistente e non nuova costruzione) volta alla tutela della biodiversita’ porterebbe ad una riduzione del trend della crescente frammentazione e dello spopolamento della fauna europea.

“Di fronte all’eccezionale crisi economica, ambientale e sociale in corso – continua Ferrante – l’agricoltura basata sulla sovranita’ alimentare, caratterizzata da una nuova centralita’ per la figura dei contadini-produttori e da modelli di produzione ecosostenibili come l’agricoltura biologica, rappresenta un’opportunita’ unica per uscire da questo stato di crescente disfacimento. L’uso dei fondi della PAC – conclude il presidente di AIAB – deve immediatamente cambiare e smettere di tenere in vita un modello agroindustriale che non ha piu’ ragione di esistere”.

(Tratto da: http://www.greenews.info)

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