Draghi è stato nominato alla guida della bce. Il curriculum è quello del predestinato: dai vertici della banca mondiale, al ministero del tesoro; uscito dal tesoro è andato dritto dritto a Goldman Sachs per tornare alla guida della banca d’italia e quindi a capo della bce.
Draghi è stato una pedina importante e determinante nel processo di svendita dei gioielli di famiglia del 1992 e della “modernizzazione” dei mercati finanziari con il Testo Unico della Finanza detto anche legge Draghi.
In Italia chi serve così bene il sistema è sempre stato premiato, da Ciampi, all’epoca governatore della banca d’italia, che nel settembre 1992 diresse lo sfacelo delle riserve italiane –48.000 miliardi di $– per combattere una improponibile battaglia contro la speculazione di Soros&C nei confronti della lira, nominato successivamente superministro dell’economia e poi presidente del consiglio per finire la carriera come presidente della repubblica, a Prodi che dopo aver traghettato l’Italia nel titanic dell’euro fu nominato presidente della commissione europea.
Oggi, la nomina di Draghi (nomen omen) alla bce, prelude alla seconda fase del lavoro sull’Italia iniziato con il colpo di stato silenzioso del 1992.
Oggi ci ritroviamo con la politica che ha sventrato il paese svuotandolo dall’interno con trame occulte che vanno dalla P2 alla P4 sancendo l’uso privato della cosa pubblica; un’economia ormai morta che nell’ultimo decennio è cresciuta solo dell 0,2%; una corruzione che brucia almeno 50 mld di euro l’anno; Il 70% degli italiani che è praticamente analfabeta ; una natalità sotto o grazie alla precarietà della vita lavorativa.
L’epilogo sta per compiersi con l’estremo sacrificio di un paese che nei prossimi anni ne vedrà delle belle almeno secondo il “libretto di distruzioni” in mano a chi guida le danze. Gli avvoltoi stanno stringendo il cappio finale e gli sciacalli sono pronti, l’obiettivo sono i beni demaniali, il risparmio privato, ancora uno dei più alti al mondo e le riserve di oro anche loro tra le più alte, sempre che esistano ancora ovviamente.
La comunità europea ha sancito dal prossimo anno la negoziazione dei privati delle condizioni del debito pubblico degli stati e già Germania e Francia stanno spingendo per mettere le banche al tavolo della spartizione della Grecia.
Un panorama che definire fosco è un eufemismo…eppure io vedo già oltre il matrix e poiché siamo noi a costruire il nostro futuro confido nel 30% degli italiani che ancora non si sono bevuti il cervello, confido nel nostro spirito di adattamento che riesce a tirar fuori il meglio nelle situazioni disperate come questa. Io vedo lavorando ormai da 10 anni alla costruzione del nuovo che c’è una parte dimenticata di questo paese che deve necessariamente emergere per ricostruire dalle fondamenta i principi del vivere comune, la politica, l’economia.
Riesco a vedere un movimento imponente che unisce non solo l’Italia, ma anche tutti gli altri popoli e i giovani che hanno deciso di cambiare questo mondo basato sulla sopraffazione e il profitto, Guardate che non è difficile se pensate che tutto questo dramma è solo un’allucinazione indotta dal debito. L’Islanda, l’Equador sono riusciti come comunità a ripudiare un debito assassino e ad uscire dal matrix e dall’allucinazione, dovremo farlo tutti se vogliamo costruire un mondo veramente nuovo.
Per riuscire in questa catarsi è però necessario fare un salto di qualità, assumersi la respons-abilità delle nostre azioni e riprendere il controllo delle nostre vite. Queste cose non le dico così tanto per dire, io questa scelta l’ho fatta tanti anni fa e da allora posso dire che la pillola rossa ha funzionato bene. Da quel momento sono rinato e ho visto il mondo con occhi diversi senza gli occhiali del sistema; ho conosciuto moltissime persone che come me hanno fatto questo salto nel buio e ci stiamo velocemente ritrovando tutti insieme per dare vita a cose solo pochi anni fa inimmaginabili:
Arcipelago SCEC, NOInet, Sargo tutte cose, per limitarmi a quelle a cui ho partecipato direttamente, che hanno in se la matrice del nuovo e sono contagiose e cresceranno proporzionalmente al crollo del sistema.
Questa moltitudine inarrestabile non ha paura dei draghi, e non si cura delle tarantole perché è già oltre.
articolo di Pierluigi Paoletti
tratto da: centrofondi.it
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