Verdi tedeschi e trasformazione ecologica dell’industria

I Gruenen guidano per la prima volta il Baden-Wuerttenbberg, il piu’ ricco e industrializzato Land tedesco. Una svolta politica che potrebbe portare ad un’accelerazione della riconversione ecologica del sistema industriale in tutta la Germania, e avere riflessi in Europa e non solo, perche’ si ragiona anche su una exita’ strategy dalla crisi economica.

Da maggio di quest’anno, il Presidente del Baden-Wuerttenbberg, il piu’ ricco, piu’ popoloso e piu’ industrializzato Land tedesco, e’ un verde, Winfried Kretschmann, che guida una maggioranza di governo Gruene-Spd (verdi-socialdemocratici) dopo sessanta anni ininterrotti di governo democristiano. Tra le industrie che hanno qui i loro quartier generali ci sono colossi dell’auto come Audi, Porsche, BMW, e, nell’indotto, Bosch.

Trascinati dall’opposizione popolare, che nell’autunno scorso e’ scesa a migliaia per le strade di Stoccarda, capitale del Baden-Wuettenberg, battendosi contro il progetto della nuova stazione ferroviaria sotterranea (un progetto da archeologia sviluppista, per citta’ come Dubai, l’ha definito Kretschmann), i Gruenen sono ora alla prima prova del fuoco come forza di governo leader, e non piu’ solo come alleato del partito di maggioranza. Si tratta di una svolta non meramente politica, ma che puo’ avere riflessi su un’eventuale accelerazione della riconversione ecologica del sistema industriale della nazione locomotiva economica d’Europa. Con esiti che molto probabilmente travalicherebbero i confini tedeschi, incidendo sui destini della green economy europea e mondiale.

Alla Conferenza sul futuro dei verdi tedeschi, la Zukunftkonferenz (che si e’ tenuta il 2 luglio a Berlino), nel gruppo di lavoro ecologia-economia dedicato ad approfondire il tema ‘La trasformazione dell’industria dell’auto’, Kretschman ha partecipato ad un confronto con Matthias Wissmann, Presidente della Federazione delle industrie tedesche produttrici d’auto. Anche in questa occasione, il Presidente del Baden-Wuettenberg ha ribadito in tutta tranquillita’ che ‘meno auto e’ meglio’, esprimendo meraviglia per la meraviglia altrui. Lo stesso gruppo di lavoro nel pomeriggio, con altri interlocutori, ha affrontato il tema ‘Consumo sostenibile per tutti’.

Il documento su economia ed ecologia che ha introdotto il confronto tra Kretschmann e Wissman, seguito dagli interventi del pubblico, ha al centro l’approccio all’economia verde vista come exita’ strategy dalla crisi economica. Si parla, infatti, del superamento della contrapposizione tra economia ed ecologia, e di come l’economia verde, in rapporto ad esempio alla crisi climatica, rappresenti una classica soluzione win-win. Compito dei verdi ora, vi si legge, e’ individuare non solo la strategia per condurre il processo di trasformazione ecologica dell’economia, ma anche metterne in luce gli aspetti di durezza, le difficolta’ che comporta: non tutti i posti di lavoro in tutti i settori industriali si potranno mantenere, ma, in cambio, ci saranno nuove opportunita’.

Questa attenzione al green new deal e’ forte anche nelle attivita’ di ricerca e divulgazione della Fondazione Heinrich Boell, legata ai Gruenen, un vero cervello propulsore, che stimola la discussione dentro e fuori il partito, non solo in Germania (nelle varie sedi sparse nel mondo lavorano circa 200 persone), e che commissiona di regola anche ricerche all’esterno su argomenti di stringente attualita’, come, di recente, sull’energia nucleare.

Per la Fondazione Heinrich Boell, Greening the economy (riconversione verde dell’economia) e Green New Deal restano temi trainanti, cosi come la ristrutturazione del sistema energetico, la riforma del sistema fiscale con inclusione della tassa sulla CO2. In materia di politiche urbane, a maggio hanno organizzato la terza conferenza internazionale sulla trasformazione ecologica delle citta’, includendo approfondimenti su un nuovo modello di mobilita’, sulla mobilita’ elettrica e il trasporto pubblico.

Stanno lavorando anche sul tema della chimica sostenibile (in particolare hanno aperto un canale di dialogo con la Bayer), visto che l’energivora industria chimica e’ una delle tre colonne portanti del sistema industriale tedesco. Hanno in preparazione una conferenza sul futuro dell’industria dell’auto che si terra’ a gennaio a Stoccarda. Ovviamente si occupano di cambiamenti climatici e politiche energetiche per farvi fronte, e di politiche agricole. Tra i tanti temi a carattere piu’ sociale che affrontano, ci sono anche i cambiamenti demografici, a partire dai riflessi che hanno sul mercato del lavoro, e dai cambiamenti che comportano per il sistema delle pensioni, che ritengono sia, anche alla luce di queste trasformazioni, da riformare.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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