Marijuana e bugie: la demonizzazione di una delle piante piu’ utili all’uomo

Fonte: [vivereaorecchio.blogspot.com]

‘Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosita’. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosita’.
Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio comincio’ a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosita’ della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcol, le droghe legali di uso piu’ comune’.

Fonte: [vivereaorecchio.blogspot.com]

Queste poche righe rappresentano l’introduzione del libro ‘Marijuana, la medicina proibita’, scritto nel 2002 da Lester Grinspoon. Chi e’, perche’ afferma cio’ e come argomenta le proprie tesi? Vale la pena scoprirlo, in modo da capire l’opera di disinformazione che tutti noi abbiamo subito.

Lester e’ un famoso psichiatra statunitense, nonche’ detentore di una cattedra all’Universita’ di Harvard, uno dei piu’ prestigiosi atenei al mondo. Oltre ad esercitare la propria funzione, Grinspoon ha studiato e scritto libri in merito ad un tema tabu’ su cui troppo spesso il silenzio e l’ipocrisia dominano: l’uso a scopo terapeutico della canapa, o se preferite cannabis.
E’ importante precisare che Grinspoon non ha mai negato gli effetti deleteri che il consumo di cannabis ha sul corpo umano, ma ha piu’ volte dichiarato che gli effetti di quella che si pone come una delle piu’ diffuse droghe leggere, sono molto meno pericolosi rispetto a quelli provocati da molti farmaci tutt’ora in commercio.

La storia della marijuana, infatti, e’ lunga, tortuosa, ma soprattutto nascosta. Gli effetti positivi dell’unica pianta del pianeta che si puo’ coltivare a qualunque latitudine, sono da sempre tenuti ben protetti. Vediamo il perche’.
Le piu’ antiche civilta’, fino agli inizi del secolo scorso, si sono da sempre avvalse di questa pianta eccezionale, fino a quando la marijuana fu demonizzata come pianta esclusivamente legata all’uso stupefacente.
Fu proprio nel ‘900, infatti, che nascenti gruppi industriali americani puntarono allo sfruttamento del petrolio per l’energia, delle risorse boschive per la carta e delle fibre artificiali per l’abbigliamento. In questi settori, gli stessi gruppi investirono una notevole quantita’ di denaro che sarebbe andato perso se non fosse stata combattuto, demonizzato e demolito l’uso della marijuana per gli scopi sopra riportati.
Fu cosi che i colossi dell’economia, iniziarono un’operazione mediatica di demonizzazione rapida ed efficace di questa pianta con l’ausilio dei giornali che la definirono “la droga del diavolo”.
Da questa situazione di consenso popolare al bando della cannabis, fu facile arrivare ad una legge che stabilisse la sua illegalita’; fu altrettanto elementare capire che da quella stessa legge, al successo delle aziende che avevano investito in settori che si avvalevano di altre risorse per produrre materiali che la cannabis aiutava a produrre con dispendio di energie e soldi decisamente inferiore, il passo fu altrettanto breve.
Il mercato fu, infatti, invaso da fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra), l’automobile si indirizzo’ definitivamente all’uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale) mentre in Sud America iniziava la devastazione sistematica delle foreste per la produzione di carta.

Come prodotto tessile, la cannabis e’ circa quattro volte piu’ morbida del cotone, quattro volte piu’ calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di piu’, ha proprieta’ ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parita’ di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.
Chi osa ancora definire la nostra una societa’ tecnologica ed avanzata alzi la mano.

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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