Fonte: http://mon-dart.blogspot.com
In una sorta di contrappasso col post precedente, dagli scritti di Fromm vediamo la descrizione della tribu’ degli Indiani Zuni quale esempio emblematico di societa’ che esaltano la vita.
( Ndr: non a caso le societa’ per la vita sono di tipo pressoche’ matriarcale, mentre le societa’ distruttive sono di tipo assolutamente “maschile competitivo”. In effetti, il vero “quid” del potere autoritario e’ da ricercarsi in una forma mentis ben precisa, ossia in una riproposizione sociale del complesso edipico in cui l’ Autorita’-Padre viene esercitata in modo impositivo su una popolazione-Bambina che adbica dall’ assumersi le proprie capacita’ decisionali, relegandole in modo masochista alla figura paterna ).
“Sistema A: societa’ che esaltano la vita”.
In questo sistema, ideali, usanze e istituzioni servono soprattutto a
preservare e a incoraggiare la vita in tutte le sue forme. L’ostilita’,
la violenza, la crudelta’ sono ridotte al minimo, non esistono pene severe, il delitto e’ praticamente assente, al pari dell’istituzione della guerra che, tutt’al piu’, ha un ruolo insignificante.
I bambini sono trattati con dolcezza, non vengono inflitte pesanti punizioni
corporali; in genere le donne godono della piu’ assoluta uguaglianza
con gli uomini, o per lo meno non sono ne’ sfruttate ne’ umiliate;
l’atteggiamento verso il sesso e’ generalmente permissivo e
affermativo. L’invidia, l’avarizia, l’avidita’, lo sfruttamento sono
ridottissimi. Scarsi sono anche la competitivita’ e l’individualismo,
diffusa la collaborazione; la proprieta’ personale riguarda soltanto
gli oggetti che vengono usati individualmente. Esiste un generale
atteggiamento di fiducia e confidenza, non solo negli altri, ma
particolarmente nella natura; il buon umore prevale, mentre gli stati
d’animo depressivi sono relativamente assenti.
Fra le societa’ che rientrano in questa categoria esaltatrice della
vita, ho collocato gli Indiani Zuu±i Pueblo, gli Arapesh di montagna e
i Bathonga, gli Aranda, i Semang, i Toda, gli Esquimesi del Polo e i
Mbutu.
Nel gruppo del sistema A si trovano sia i cacciatori (per esempio i
Mbutu) sia gli agricoltori-pastori (come gli Zuu±i). Alcune societa’
hanno riserve di cibo relativamente abbondanti, mentre altre sono
caratterizzate da una notevole penuria. Questo non implica, comunque,
che le differenze caratterologiche non dipendano e non siano
largamente influenzate dalle differenze nella struttura socio-
economica di queste rispettive societa’. Indica soltanto che i fattori
economici ovvii, come poverta’ o ricchezza, caccia o agricoltura,
eccetera, non sono gli unici determinanti per lo sviluppo del
carattere. Per capire la connessione fra economia e carattere sociale
bisognerebbe studiare la struttura socio-economica complessiva di
ciascuna societa’.
Per aiutare il lettore a farsi un quadro migliore della natura dei tre
sistemi, daro’ qui di seguito, per ciascun sistema, un esempio piu’
dettagliato di societa’ caratteristica.
“Gli indiani Zuu±i (sistema A)”. Gli indiani Zuu±i dell’America sud-
occidentale, pastori e agricoltori, sono stati studiati a fondo sia da
Ruth Benedict (Milano 1970), sia da Margaret Mead, Irving Goldman,
Ruth Benzel e altri. Come altre societa’ di indiani Pueblo, essi sono
vissuti in diverse citta’ durante il dodicesimo e il tredicesimo
secolo, ma la loro storia risale a molto tempo addietro, alle prime
case di pietre formate da una sola stanza, ciascuna con una camera
rituale sotterranea.
Dal punto di vita economico, si potrebbe dire che
vivono in una condizione di abbondanza, anche se non tengono gran
conto dei beni materiali. Benche’ l’estensione della terra irrigabile
sia limitata, la competitivita’ e’ scarsa nel loro atteggiamento
sociale. I sacerdoti e i funzionari sono uomini, ma organizzati lungo
linee matricentriche. Gli individui aggressivi, competitivi, non-
collaborativi sono considerati aberranti. Il lavoro e’ fatto
essenzialmente in collaborazione, a eccezione dell’allevamento delle
pecore, che e’ una prerogativa maschile. La rivalita’ e’ esclusa dalle
attivita’ economiche, di nuovo con l’eccezione dell’allevamento delle
pecore, che da’ origine a qualche zuffa, ma mai a profonde rivalita’.
Complessivamente si da’ scarsa importanza ai risultati individuali.
Quando le liti sono frequenti, la causa e’ da ricercarsi
prevalentemente nella gelosia sessuale, e non nelle attivita’
economiche e nella proprieta’.
L’accumulazione di beni e’ praticamente sconosciuta; anche se vi sono
individui piu’ ricchi e individui piu’ poveri, la ricchezza e’
estremamente fluida; caratteristica dell’atteggiamento Zuu±i verso i
beni materiali e’ la disponibilita’ a prestare gioielli, non solo ad
amici, ma a qualsiasi membro della societa’ lo richieda. Nonostante una
certa gelosia sessuale, e la facilita’ di divorziare, in genere i
matrimoni sono duraturi. Come e’ prevedibile in una societa’
matricentrica, le donne non sono assolutamente subordinate agli
uomini. I doni sono frequenti, ma, a differenza di molte societa’
competitive, non hanno lo scopo di sottolineare la propria ricchezza o
di umiliare le persone cui vengono dati; non si fa alcun tentativo di
mantenere la reciprocita’. La ricchezza non resta a lungo nel seno di
una famiglia, poiche’ viene acquisita attraverso il lavoro e
l’industriosita’ individuale, essendo sconosciuto lo sfruttamento degli
altri. Anche se esiste la proprieta’ privata della terra, le liti sono
rare e si risolvono velocemente.
La chiave per capire il sistema Zuu±i e’ il fatto che si attribuisce un
valore relativamente scarso agli oggetti materiali, mentre l’interesse
e’ concentrato prevalentemente sulla vita religiosa. Per dirla con
altre parole, il valore dominante e’ vivere, e non possedere delle
cose. Percio’ in questo sistema gli elementi piu’ apprezzati sono le
canzoni, le preghiere, i rituali e le danze, guidati da sacerdoti che
godono di grande rispetto, pur non esercitando nessuna censura o
giurisdizione. Il valore della vita religiosa rispetto alla proprieta’
e al successo sociale e’ esemplificato dal fatto che, a differenza dei
sacerdoti, le autorita’ che fungono da giudici in casi di liti
materiali non sono eccessivamente rispettate.
L’autorita’ personale e’ forse il tratto piu’ rigorosamente disprezzato
fra gli Zuu±i. Per definire una brava persona si dice che ha «un modo
di fare gradevole, un atteggiamento remissivo e un cuore generoso».
Gli uomini non sono mai violenti, e non indulgono alla violenza
nemmeno se la moglie e’ infedele. Durante il periodo di iniziazione si
frustano e si spaventano i ragazzi con i “kachinas”, ma, a differenza
di molte altre culture, l’iniziazione non rappresenta assolutamente
una dura prova. L’omicidio e’ praticamente assente; nelle sue
osservazioni la Benedict riferisce che non si ricordano assassinii. Il
suicidio e’ bandito. Il tema del terrore e del pericolo non e’ coltivato
nei miti e nei racconti. Non esiste alcun senso del peccato,
soprattutto per quanto riguarda il sesso, e in genere la castita’
sessuale e’ considerata negativamente. Il sesso e’ semplicemente un
aspetto di una vita felice, e certamente non e’ l’unica fonte di
piacere, come accade invece in societa’ piuttosto aggressive.
( da E. Fromm: Anatomia della distruttivita’ umana ) (Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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