Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ha inviato Matteo, un ragazzo che vive da tempo in Spagna, per la precisione a Barcellona, e che suo malgrado ha vissuto quello che anche da noi i media main stream hanno timidamente presentato come il movimento degli “indignados”. Consiglio vivamente la lettura e soprattutto la visione del documentario (20 minuti). A me ricorda molto – almeno in parte – i video che documentano le vicende del movimento al G8 di Genova, nel 2001. Sono passati 10 anni, siamo in un altro Paese europeo – la Spagna – e per giunta governato da una forza che dovrebbbe essere di “sinistra”. E anche per questo appare molto inquietante vedere i poliziotti che caricano con inaudita violenza i manifestanti assolutamente pacifici, inermi, ragazzi, donne, signori di una certa età… ma che razza di democrazia è questa? Ma cosa ci stanno “vendendo” i nostri politici, tutti: destra o sinistra fa lo stesso, non c’è nessuna differenza. Siamo governati (tutti, in tutta Europa) da politici che non rappresentano più neanche lontanamente il popolo che li ha (purtroppo) legittimati con un voto che non serve a nulla. Guarda che parole tristi e pessimiste che mi tocca scrivere…
Nicola Furini
Da: MaTTeo
Inviato: Mercoledì 1 giugno 2011, 21:56
Ciao a tutti,
ci sono persone con le quali é da molto tempo che non parlo, con altre ho parlato pochi giorni fa, ma vorrei condividere con tutti voi quanto sta succedendo nelle ultime settimane.
Di forma spontanea e solo in conseguenza ad una manifestazione avvenuta 2 settimane fa in tutta Spagna, stiamo assistendo e stiamo vivendo un avvenimento quanto meno insolito. I mezzi di telecomunicazione classici raccontano ciò che vogliono, spesso condendo il tutto di sensazionalismo e giudizi che cambiano come cambia il vento; invio questa mail perché ritengo sia doveroso iniziare a fornire informazione vera, reale, di prima mano. Qui di seguito troverete un link ad un video <http://vimeo.com/24395865> pubblicato in rete. Io l’ho visto ed ho deciso di rinviarlo, perché penso riassuma in forma estremamente veritiera ciò che sta accadendo. Io sto vivendo personalmente da piú di una settimana ciò che qui si racconta.
Venerdì 27 di maggio mi sono svegliato ed é arrivata la polizia. Ho visto. Ho sentito. Ho pianto.
Non si tratta di dar ragione o torto, non si tratta di giudicare. Non é per fare simpatia, o per invogliare nessuno ad unirsi. Ma almeno saperlo. Questo si. Almeno si deve sapere perché dormiamo da due settimane per terra a 20 minuti da casa nostra, perché ci svegliamo all’alba, doccia e poi a lavorare, perché passiamo ore imparando una nuova forma di costruire, insieme, tutti uguali.
Stessi diritti, stessi poteri. Non sono utopici futuri ciò di cui si parla.
Si parla di equiparare il mondo politico al mondo di qualunque altro lavoratore, si parla di abolire privilegi feudali, si parla di trovare, insieme, alternative reali a problemi reali.
Abbiamo una mente: usiamola. Abbiamo un cuore: usiamolo. Abbiamo voglia di un mondo migliore: facciamolo. Non ci cadrà dal cielo, nessuno ci regalerà un mondo migliore, siamo noi a creare il nostro mondo, ogni mattina in cui ci alziamo dal letto.
Parafrasando uno degli stupendi pensieri che ho avuto il privilegio di leggere in questi giorni, “magari mio figlio non vivrà in un mondo migliore, magari tutto questo non servirà a niente, ma guardandolo negli occhi voglio potergli dire di aver fatto tutto il possibile”
Chiedo scusa se sono prolisso e noioso, ma il cambiamento da interno si propaga sempre più verso l’esterno. Questo é solo un granello di sabbia, parlandone, raccontandolo in ufficio, o al vicino, anche solo leggendo queste righe ognuno di voi sta apportando il suo granello di sabbia.
Ringrazio e voglio bene ad ognuno di voi
Matteo,
Barcellona, 1 di Giugno 2011
Per vedere il video clicca qui <http://vimeo.com/24395865>
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