Il rogo finale del Caimano, in un deserto di macerie morali

ando usci cinque anni fa ‘Il Caimano’ di Nanni Moretti, a destra fu tutto un ‘dagli all’untore’, per quel finale in cui il presidente eversore faceva esplodere di fuochi il palazzo di giustizia. Eversivo era solo immaginare che eversore potesse essere Berlusconi, questo il refrain di pasdaran e cheerleader mediatiche del corruttore di Arcore. E anche a sinistra, non nascondiamocelo, molti pensarono che Nanni esagerasse, o andasse metabolizzato come ‘licenza poetica’: Berlusconi andava contrastato politicamente, programma contro programma, senza scomposte accuse di ‘regime’ o ”’ Dio ne scampi ”’ appelli a scendere in piazza per difendere la democrazia in pericolo. (continua…) (Approfondisci la notizia su: http://www.libreidee.org)

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