Rinnovabili: fare chiarezza è d’obbligo

-atmosferico-thumb E’ scoppiata la bolla del fotovoltaico, e le associazioni ambientaliste sono scese in piazza; proviamo a fare una disamina del problema dimostrando la superficialità di come queste affrontano il tema delle rinnovabili aprendo di fatto la strada del nucleare

 

Secondo l’Autorità per l’energia i primi 1.200 MW fotovoltaici installati in Italia costeranno ai cittadini 20 miliardi di euro nei prossimi 20 anni, oltre al costo di installazione (altri 6 miliardi circa). E per ottenere cosa?

 

Nella stessa relazione illustrativa il Ministero dello Sviluppo Economico ipotizza che gli impianti fotovoltaici producano energia per l’equivalente di 1.200 ore l’anno di potenza di picco.

 

Ciò vuol dire che i 4.450 MW fotovoltaici (1.200 + 3.350) produrranno ogni anno circa 5,3 miliardi di kWh.

 

Quindi 66 miliardi di euro in 20 anni, cioè 45 miliardi spalmati sulle bollette per 20 anni, più 21 miliardi di installazione, per avere una produzione annua di energia pari a quella che una centrale nucleare da 1.600 MW produce in meno di 5 mesi.

 

Ora il Governo annuncia lo STOP degli incentivi, vediamo cosa scrivevamo sinteticamente nel Report Energia:

 

Produrre energia rinnovabile è necessario. Ma una cosa è investire denaro, altro è buttarlo.

 

Occorre fermare il prima possibile lo spreco che si sta facendo con il fotovoltaico e destinare le stesse risorse alle tecnologie rinnovabili già disponibili che consentono di ottenere risultati molto più efficaci con minore spesa. Cioè praticamente tutte le altre fonti: eolico, mini-idro, geotermico, solare termico, biomasse, efficienza eccetera.

 

In particolare ci sono due azioni che consigliavamo che trovano conferma nell’ULTIMA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA REVISIONE DEL PIANO D’AZIONE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA.

 

Un piano di efficienza energetica

 

A. considerando che l’efficienza e il risparmio energetici sono il modo più efficace sotto il profilo dei costi e più rapido per ridurre le emissioni di CO2 e di altro tipo ed aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento; che la penuria energetica può essere affrontata in modo strategico con alti livelli di efficienza energetica nell’edilizia e nelle apparecchiature; che l’efficienza energetica è una priorità fondamentale della strategia «Europa 2020» e della strategia energetica europea 2011-2020 e che le risorse delle istituzioni pubbliche non rispondono attualmente a questa ambizione,

B. considerando che i risparmi energetici sono fondamentali per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento, per cui per esempio il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico del 20% potrebbe far risparmiare un quantitativo di energia pari a quello trasportabile da 15 gasdotti Nabucco,

C. considerando che i vantaggi economici dei risparmi energetici sono significativi per gli utenti finali e per l’intera economia, tanto che per il 2020 potrebbe essere ottenuto un milione di posti di lavoro; che le importazioni di energia dell’UE stanno aumentando e nel 2007 erano pari a 332 miliardi di euro e che, secondo i dati della Commissione, i benefici energetici annui possono ammontare a oltre 1 000 EUR per nucleo familiare che saranno reinvestiti altrove nell’economia e il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica può far risparmiare all’UE circa 100 miliardi di euro e ridurre le emissioni di quasi 800 milioni di tonnellate l’anno; considerando, tuttavia, che il risparmio energetico e l’efficienza energetica sono dei rimedi alla povertà energetica

 

5. invita l’UE ad adottare un obiettivo vincolante di efficienza energetica pari al 20% come minino entro il 2020 e a far progredire quindi la transizione verso un’economia verde e sostenibile;

 

9. sollecita gli Stati membri ad attuare senza indugio e in modo efficiente programmi di sorveglianza del mercato e di monitoraggio della conformità in relazione alla direttiva relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia(12) , alla direttiva concernente l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi al consumo energetico

 

La seconda sintesi è relativa alla valorizzazione del kWh termico ampiamente descritta nel Report.

 

Non si sa bene per quale motivo, ma parlando di rinnovabili si parla esclusivamente di produzione di energia elettrica.

 

Tuttavia, ai fini degli obiettivi comunitari, produrre kWh elettrici o kWh termici è la stessa cosa.

Solo che un kWh termico è molto più semplice da ottenere e a costi molto inferiori, sia in ambito domestico (in sostituzione totale o parziale del gas e dell’energia elettrica per la climatizzazione e la produzione di acqua calda) sia in quello industriale (in sostituzione totale o parziale di ogni tipo di combustibile per il calore di processo).

 

In Italia esiste un importante patrimonio di conoscenze che nessuno sembra interessato a valorizzare.

 

La fine degli incentivi del FV a favore del nucleare sembra una storia già scritta, scaricate il Report Energia e saprete cosa è meglio fare.

Fonte: tratto dal sito web di ArcipelagoSCEC

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