Giustizia, ecco la riforma. Tra le proteste

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

In un certo senso e’ vero che si tratta di una riforma “epocale”, come sostenuto da Berlusconi e dai suoi ministri: il nuovo sistema giudiziario – in seguito al via libera deciso ieri al disegno di legge costituzionale in materia – prevede, come ha ricordato il ministro Alfano, “il giudice in alto, con il pm e il cittadino allo stesso livello”.

Ora la parola passa ai due rami del Parlamento, chiamati ad approvare la riforma per ben due volte (trattandosi di ddl costituzionale): se otterra’ il consenso di due terzi dei parlamentari entrera’ subito in vigore, mentre in caso contrario sara’ sottoposta ad un referendum confermativo tra i cittadini. Peraltro, va detto che il leader dell’Italia dei Valori ha immediatamente preannunciato che il suo partito lancera’ un referendum abrogativo.

Dal canto suo, il premier ha descritto il provvedimento con una metafora, immaginando la giustizia ‘vecchia’ e ‘nuova’ come due versioni di una bilancia: nella prima uno dei due piatti prevarrebbe alla luce della contrapposizione tra pm e giudice di qua e il solo avvocato della difesa di la’; nella seconda, invece, il giudice diventerebbe una sorta di perno con i due piatti ben equilibrati con il pm da una parte e la difesa dall’altra.

Il ministro Alfano ha poi difeso l’impianto generale della riforma – in risposta alla dura reazione dall’Associazione nazionale magistrati, che l’ha bollata come atto “punitivo” nei confronti della categoria – e ha messo le mani avanti giudicando fin d’ora come “ingiustificati” eventuali (e probabilissimi) scioperi o mobilitazioni indette dai magistrati.

“Ingiustificati” perche’ si starebbe discutendo di un provvedimento a tutela di “tutti”, come ha affermato Berlusconi, “E’n punto qualificante della nostra azione di governo, una riforma organica, di prospettiva e di profondo cambiamento che non ha nulla a che fare con i processi in corso”.

La riforma costituzionale sara’ affidata a dieci leggi che avranno percorsi parlamentari singoli “e faremo di tutto – ha aggiunto il premier – per poter discutere le norme con l’opposizione”.

Di certo la maggior parte dei destinatari della presunta apertura del Cavaliere non ha raccolto l’eventuale disponibilita’ al confronto. Secondo Antonio Di Pietro “e’ stata proposta una riforma cosi antidemocratica da stravolgere lo stato di diritto, e noi presenteremo un solo emendamento, completamente abrogativo di tutta la riforma, non degna nemmeno del peggior vecchio stato sudafricano”.

Duro anche il giudizio di Marina Sereni, vicepresidente dell’Assemblea del Pd: “Se davvero volessero fare una riforma aprirebbero un confronto serio con tutti gli operatori della giustizia e con le opposizioni. Siamo di fronte ad un grande bluff. Il governo e la maggioranza – ha aggiunto –  sanno che non c’e’ nessuna possibilita’ di raggiungere la maggioranza dei 2/3 su una proposta che e’ animata da una volonta’ punitiva nei confronti dei magistrati e che non mette davvero al centro gli interessi diffusi dei cittadini ad avere un sistema giudiziario piu’ veloce, piu’ efficiente, garanzia di imparzialita’ e di equita’. Ci batteremo in Parlamento e nel Paese – ha concluso Sereni – per affermare due principi per noi irrinunciabili: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.

Piu’ possibilista soltanto il finiano Benedetto Della Vedova: “Esamineremo i testi e faremo le nostre valutazioni senza pregiudizi”.

Tornando al premier, nel corso della conferenza stampa di ieri convocata per illustrare la riforma della giustizia si e’ concesso anche qualche battuta sul caso Ruby e sui provvedimenti giudiziari che lo riguardano: “Questa volta – ha detto Berlusconi ai giornalisti – mi prendero’ la soddisfazione di essere presente nelle aule dei processi. Ho destinato la domenica alla preparazione e il lunedi alla mia presenza nelle aule dei tribunali. Spieghero’ agli italiani come stanno le cose. Ho la pretesa – ha concluso il Cavaliere – di venire assolto nei processi, come accaduto 24 volte su 30 nei processi che sono stati organizzati contro e come faro’ per quelli che mi restano”.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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