Come va il processo Thyssen..?

_02_Cementificio-thumb26 gennaio 2011. Ieri l’arringa improntata a negare l’accusa di omicidio volontario. L’avvocato Coppi: “Impensabile un amministratore delegato che decide di sacrificare la vita dei dipendenti per risparmiare denaro”. Giudicate “inspiegabilmente onerose” le sanzioni proposte dai pm per la multinazionale nella veste di persona giuridica

TORINO – “Difendo una causa impopolare”. Questo l’esordio con cui l’avvocato Franco Coppi ha inaugurato, ieri in corte d’assise a Torino, le arringhe del collegio difensivo al processo Thyssenkrupp che vede sei dirigenti della multinazionale dell’acciaio imputati per la morte di sette operai nell’incendio scoppiato la notte del 6 dicembre 2007. Il penalista ha rievocato l’atteggiamento che, nel corso del dibattimento, è stato manifestato nei confronti degli avvocati. “Ci siamo sentiti addosso sguardi sprezzanti, ci hanno rivolto contumelie, ci hanno chiamati servi”, ha affermato. “Non ci adontiamo perché ci rendiamo conto dei sentimenti dei familiari delle vittime, a cui portiamo senza retorica la nostra solidarietà. Io stesso, se mi fossi trovato al loro posto, avrei reagito anche peggio. Ma noi non siamo mercenari, siamo uomini di legge come i pubblici ministeri. Abbiamo il dovere di portare un contributo alla giustizia”.

La linea difensiva, così, è stata improntata a sostenere che l’incendio non va considerato come un caso di omicidio volontario (capo d’accusa, con la formula giuridica del “dolo eventuale”, contestato all’amministratore delegato Harald Espenhahn, per il quale l’accusa ha chiesto 16 anni di carcere). Coppi ha sostenuto, infatti, che l’impostazione dei pubblici ministeri non è corretta perché, in tal caso, il dirigente “avrebbe dovuto accettare non il rischio di provocare delle morti, ma l’evento”: come un “bandito” che spara durante una fuga. “Il quadro di un amministratore delegato di una società che decide di sacrificare la vita dei suoi dipendenti per risparmiare del denaro è impensabile”, ha continuato il legale. “A meno di non considerare quell’amministratore delegato un assassino come quei personaggi autori di condotte lontane che stiamo rievocando in questi giorni”. Un evidente riferimento, quest’ultimo, al nazismo e all’olocausto ricordati domani in occasione della giornata della Memoria.

Nemmeno le aperte manifestazioni di “solidarietà” espresse da Coppi, tuttavia, hanno evitato lo scoppio di polemiche. Il professore, infatti, nell’affrontare la differenza tra omicidio doloso e colposo, a un certo punto ha citato un esempio tratto dai manuali di diritto – quello del “lanciatore di coltelli” -, ma il parallelo non è piaciuto alle madri degli operai scomparsi nell’incidente che, per evitare i rimproveri dei giudici – che in apertura di udienza avevano vietato ogni intemperanza – sono uscite dall’aula.

Dopo Coppi è stata Nicoletta Garaventa a sconfessare le richieste dalla pubblica accusa – in particolare in riferimento alle sanzioni che i pubblici ministeri hanno proposto per la multinazionale dell’acciaio nella veste di persona giuridica al processo – ritenute rispondere “più a una esigenza di vendetta che di giustizia”. “Questa è una tragedia dolorosa, ma è pur sempre un caso di infortunio sul lavoro”, ha detto. “E le pene chieste sono inspiegabilmente onerose”. La Procura ha invocato per la ThyssenKrupp il pagamento di un milione e mezzo di euro, la revoca dei contributi e dei finanziamenti pubblici, il divieto di pubblicizzare i propri prodotti e le proprie attività, nonché la pubblicazione della sentenza su grandi quotidiani. Per Garaventa si tratta di sanzioni che “potrebbero avere una ricaduta spaventosa sulla società” e che rimandano al desiderio di esporre la ThyssenKrupp a una “gogna mediatica” (come per altro, secondo la penalista, venne fatto anche durante le indagini preliminari). L’avvocato Cesare Zaccone, infine, nel corso del suo intervento, ha proposto alla corte d’assise di sollevare una questione di legittimità costituzionale di alcuni articoli del decreto 231 del 2011 sulla figura delle persone giuridiche.

tratto dal portale INAIL

Be the first to comment on "Come va il processo Thyssen..?"

Leave a comment