Il governo umilia i giovani

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

I ministri Gelmini, Sacconi e Meloni illustrano il ‘piano occupazione giovani’: lavori manuali, contratti ancora piu’ flessibili e ‘abbattimento’ dei privilegi.

Il governo intende risolvere il problema drammatico della disoccupazione giovanile e cosi i tre ministri hanno spiegato le linee guida della strategia messa in campo dall’esecutivo.

Il ministro Giorgia Meloni, giornalista professionista, ma che non risulta abbia svolto in modo continuativo alcuna attivita’ professionale in nessun campo se non quella della ‘politica’, spiegando i criteri ‘filosofici’ che ispirano la linea del governo ha detto: “Occorre scardinare il sistema Italia, fare una rivoluzione culturale che sia in grado di tirarci fuori dal ’68, abbattere i privilegi acquisiti e adeguare la societa’ al mercato del lavoro che cambia” e quindi ha spiegato che a suo parere i giovani italiani sono protagonisti in prevalenza di una “inattitudine all’umilta’”, anche se non si deve generalizzare.

Dopo il consueto richiamo alla contestazione giovanile della fine degli anni sessanta e responsabile, sembra, di tutti i mali del Paese, Meloni ha voluto promuovere due iniziative che a suo parere dovrebbero cambiare la vita ai ragazzi italiani. La prima e’ fissata per il 17 maggio prossimo e si chiama ‘Un giorno per il futuro’. L’epica occasione si terra’ nelle scuole e servira’ per parlare della cultura previdenziale tra i giovani.  La seconda consiste nella distribuzione del volume ‘Buon Lavoro! I giovani e l’ingresso nel mondo del lavoro’, che e’ “E’n vademecum per chi si affaccia al mondo del lavoro”.

Meloni ha anche sostenuto l’importanza dell’imprenditorialita’ e ricordato come nel 2010 sono nate 79 mila nuove imprese. Per la responsabile del ministero della Gioventu’ “il lavoro del futuro e’ sempre piu’ legato alla capacita’ di intraprendenza” e per questo sono stati “mobilitati 100 milioni di euro, attraverso un cofinanziamento pubblico del 40 per cento, destinati a finanziare iniziative messe in campo da soggetti privati che decidano di rischiare e investire sulle capacita’ e il talento dei giovani under 35″. Indicazioni fondamentali per chi e’ laureato in medicina, chimica, lettere e filosofia, statistica o qualsiasi altra disciplina, che dovra’ imparare a diventare imprenditori di se stesso: ci sara’ chi si costruira’ un ambulatorio, chi un centro di analisi, chi addirittura una scuola filosofica.

Dopo Meloni e’ stata la volta di Maurizio Sacconi che ha chiarito: “C’e’ un pezzo di Paese che quando parli di lavoro manuale non capisce, ma per fortuna capisce la societa’”.

Il ministro del Lavoro, altro politico professionista, ma anche docente ‘a contratto’ di economia del lavoro presso la facolta’ di economia di Tor Vergata a Roma, ha sostenuto che l’obiettivo del piano “e’ l’innalzamento delle competenze dei giovani perche’ l’esclusione dal mercato del lavoro si legge a volte nelle loro insufficienti competenze”. Per questo, ha annunciato, sono state messe in campo “E’na serie di azioni di carattere sistemico”, tra cui “il raddoppio del programma Excelsior che d’ora in poi monitorera’ e identifichera’ a cadenza trimestrale le principali tendenze delle professioni richieste dal mercato del lavoro in ciascuna provincia”. Il ministro ha quindi sottolineato l’importanza del contratto di apprendistato definendolo “il contratto ideale per entrare nel mondo del lavoro. Per questo e’ importante sia “agile e piu’ semplice” e per questo e’ necessario che le “parti sociali vogliano rivedere l’aspetto del salario perche’ piu’ c’e’ formazione e meno potrebbe esserci salario”.

Infine e’ stata la volta di Maria Stella Gelmini, che il 31 marzo del 2000 fu rimossa dalla carica di presidente del consiglio comunale di  Desenzano del Garda “per inoperosita’” e dopo un voto di sfiducia bipartisan (8 consiglieri dell’opposizione e 7 della maggioranza).

Il ministro dell’Istruzione ha parlato di “150 mila posti di lavoro che ci sono, ma nessuno richiede” come sosterrebbe Unioncamere. Per Gelmini c’e’ un “disallineamento tra domanda e offerta per cui serve una rivoluzione culturale, un passaggio da posizioni ideologiche a posizioni piu’ concrete’ e’ per questo che “le riforme che stiamo portando avanti sono l’unico modo per dare delle risposte alla disoccupazione giovanile”. Ecco svelato allora il motivo per il quale ha “salvaguardato i licei ma ridando peso al sistema dell’istruzione tecnica e professionale. Scuole che possono garantire di piu’ un’occupazione rispetto a delle lauree poco richieste sul mercato del lavoro”.

Lo ‘stratosferico’ piano governativo dovrebbe costare oltre un miliardo di euro diviso per i tre ministeri (486 milioni dal Lavoro; 492,5 dall’Istruzione; 103,8 dalla Gioventu’).

Con questi denari sara’ finanziato “Campus Mentis”, che coinvolgera’ i 20 mila migliori laureati delle universita’ pubbliche italiane che potranno visitare per ben una settimana aziende intenzionate ad assumere. A tutte le universita’ verra’ chiesto, poi, di pubblicare sul loro sito i curricula dei neolaureati e di tenerli on line per almeno un anno, idea secondo il governo assolutamente geniale. Saranno anche organizzati stage e sara’ offerto un bonus di 5000 euro alle aziende aziende che assumeranno un disoccupato con meno di 35 anni, ma con figli a carico.

Ai tre ministri potrebbe essere ricordato un solo dato, riferito all’ultima rilevazione fatta dall’Istat sull’ingresso nel mercato del lavoro e realizzata nel secondo trimestre 2009: circa 2,2 milioni di giovani di eta’ non superiore ai 34 anni, laureati e diplomati, corrispondenti al 47,1 per cento del totale, ‘possiede un titolo superiore a quello maggiormente richiesto per svolgere quella professione’.

Di certo Sacconi, Meloni e Gelmini non ne sono al corrente, anche perche’ per la professione del politico non esistono selezioni e lo stipendio, spesso lauto, non e’ corrispondente alle reali capacita’.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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