(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Nel terzo trimestre del 2010 la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile entrambi depurati della componente stagionale) e’ stata pari al 12,1 per cento, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2009. Lo ha reso noto ieri l’Istat.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti e’ aumentato dell’1,4 per cento, a fronte di un incremento del 2,4 per cento della spesa delle famiglie per consumi finali.
Il potere di acquisto delle famiglie (cioe’ il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) e’ diminuito dello 0,5 per cento sia rispetto al trimestre precedente che al corrispondente trimestre del 2009. Nel complesso, da gennaio a settembre 2010, le famiglie – ha sottolineato l’Istat – hanno subito una riduzione del loro potere d’acquisto dell’1,2 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente; nei primi nove mesi del 2009 la perdita di potere d’acquisto era stata molto piu’ incisiva e pari al -3,2 per cento.
I dati diffusi dall’istituto di ricerca fanno seguito alle preoccupanti rilevazioni di Confcommercio, di cui abbiamo dato conto ieri, dalle quali si e’ appreso che il calo dei consumi li ha ricondotti “ai livelli del 1999″. Tra le voci, nel biennio in esame, e’ risultata in calo innanzitutto la spesa per le vacanze, come prevedibile (-3,2%). Ma e’ diminuita anche quella per i pasti in casa e fuori casa (-3,2%), insieme a mobilita’ e comunicazioni (-3,1%) accanto all’abbigliamento (-3,1%). Al contrario hanno tenuto le spese per la salute (+2,5%) e per elettrodomestici (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4 per cento). Secondo la stessa Confcommercio, i tempi di recupero del terreno perso si prospettano ora “lunghissimi”.
Preoccupate le associazioni di consumatori. “In mancanza di provvedimenti da parte del Governo, il 2011 rischia di essere un anno piu’ pesante del 2010″, ha commentato l’associazione Adiconsum. Che ha chiesto all’esecutivo di adottare “misure urgenti a tutela del potere d’acquisto delle famiglie e al sistema bancario di prorogare il Piano Famiglie per il pagamento delle rate del mutuo”.
I dati Istat, ha proseguito l’associazione, “confermano una crisi che Adiconsum aveva gia’ previsto come lunga e difficile da superare: il terzo trimestre del 2010 ha visto la diminuzione del potere di acquisto dell’1,2% reale per le famiglie. Un dato che si somma a quello della Cia (Conferenza italiana agricoltori), che per il 2009 aveva visto 1 famiglia su 3 ridurre le spese sul vitto, a quello di Confcommercio, che ha visto una diminuzione dei consumi del 2,1% nel biennio 2008/2009 e a quello dell’aumento dei disoccupati e delle persone in cerca di occupazione, rilevato sempre dall’Istat”.
Percio’ il 2011 rischia “di essere ancora piu’ pesante in termini di potere d’acquisto delle famiglie in considerazione dell’aumento dei prezzi all’ingrosso nel settore alimentare, della rilevante speculazione che sta avvenendo sulle materie prime, nonche’ delle variazioni delle tariffe dei servizi quali assicurazioni, carburanti, gas metano e trasporti dei pendolari che stanno marciando, rispetto a 12 mesi fa, con aumenti a 2 cifre”.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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