Il capitalismo compiuto

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Lo Stato Italiano e’ diventato un grande suk del ‘capitalismo compiuto‘. Uno Stato-Mercato con il trattino. Quello che era pubblico e’ stato privatizzato, dalle banche, all’energia, alle telecomunicazioni e cio’ che non si poteva privatizzare e’ stato regalato alle multinazionali e ai privati sotto forma di concessioni, dall’acqua alle autostrade, dalla Veolia a Benetton. Il rapporto tra cittadino e Stato si e’ trasformato in rapporto tra cittadino e Mercato. Un mercato che dispone, per paradosso, dei beni di cui era proprietario proprio il cittadino. Non so se ve ne rendete conto, ma stiamo pagando strutture e servizi prepagate dai nostri padri e dai nostri nonni. Le autostrade dovrebbero essere gratuite, costruite km dopo km da decenni di tasse.
Dal 1° gennaio ‘scattano gli aumenti‘ autostradali, in realta’ sono un pizzo. E’ immorale che i concessionari incassino miliardi di euro che dovrebbero rimanere allo Stato. Telecom italia e’ stata venduta a debito da D’Alema e distrutta finanziariamente, impossibilitata a fare investimenti, ma ha comunque distribuito miliardi e miliardi di dividendi e pagato centinaia di milioni di euro di stipendi e stock options a imprenditori con le pezze al culo. Di quanto si sono arricchiti i Buora, i Colaninno, i Tronchetti e i Gnutti? Questi patrimoni (perche’ di cifre colossali si tratta) dovevano essere versati nelle casse dello Stato. Telecom Italia era degli italiani, privatizzarla ci ha reso tutti piu’ poveri. I beni dello Stato non sono ‘a disposizione‘ dei partiti per essere usati come ‘argent de poche‘ per i loro scopi. Lo Stato ci appartiene con tutto cio’ che contiene e se qualcosa e’ uscito dalla scatola ci deve tornare. La battaglia per l’acqua pubblica e’ sacrosanta e va estesa a ogni bene primario, dall’energia, alla dorsale di Telecom. Il famoso ‘Abbiamo una banca!‘ dello sciagurato Fassino, le Fondazioni bancarie con cui i partiti controllano le banche (a partire da Unicredit), Credieuronord della Lega e le banche satelliti del Pdl sono la dimostrazione che non siamo governati da statisti e nemmeno da amministratori di condominio, ma da gente che non capisce la differenza tra la Repubblica Italiana e un Istituto di Credito Privato.
Negli ultimi cinquant’anni l’unica cosa pubblica ad aumentare e’ stato il debito. I partiti hanno speso senza chiedere il permesso e senza copertura 1.850 miliardi per opere inutili, attribuirsi stipendi da favola, creare sovrastrutture come le Province per i loro sodali. I partiti ci hanno derubato di cio’ che era nostro e indebitati (il debito infatti lo pagheremo noi) per fare finanza elettorale. I Proci di Omero in confronto erano dei filantropi. Cosi come la merda attira le mosche, i nostri soldi attirano i politici. Per questo la merda e, quindi i soldi, va eliminata. Gli stipendi dei politici, dalle Regioni al Parlamento, devono essere allineati a quello di un lavoratore medio, i finanziamenti ai partiti aboliti e i servizi primari nazionalizzati e restituiti ai legittimi proprietari. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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