Il diritto delle societa’ nella societa’ senza diritto

Nella triste classifica delle esecuzioni capitali Cina e Iran salgono entrambe sul podio. Primato davvero poco onorevole, per quanto ben differente sia l’immagine internazionale dei due paesi: il primo osannato e rincorso, nel modello di sviluppo e nelle scelte politiche, per non parlare dell’assordante silenzio in merito pratiche davvero poco civili e “rispettose” in materie come i diritti umani e l’ambiente. Si fa ma non si dice, o al più si pigolano dichiarazioni d’intenti e “inviti” come successo di recente in concomitanza con l’assegnazione del Nobel per la pace ad un dissidente.
Il secondo è una sorta di mostro mitologico trinariciuto e incombente, uno stato canaglia, un cancro da estirpare dal consesso delle nazioni civili. Intrattenere rapporti commerciali con la Cina pare essere la palingenesi per ogni impresa, persino con la benedizione del presidente Napolitano, al contempo perfino il colosso ENI è stato costretto a fare armi e bagagli dalla nazione mediorientale e la vita degli imprenditori italiani in quel paese è assai difficoltosa per quanto il nostro Paese vanti una tradizione di eccellenti relazioni, ormai ridotte al lumicino dalla nostra lungimirante politica estera.
I medesimi operatori economici, cioè, scontano in modo rilevantissimo gli equilibri più grandi di loro e, per quanto riguarda il caso italiano, il tessuto delle piccole e medie imprese ha davvero grosse difficoltà nel formare una significativa massa critica nel mercato globale. Analizzarne le dinamiche non può essere rimesso ad un ambito meramente conoscitivo perché le scellerate politiche economiche portate avanti sia in sede nazionale che comunitaria stanno svuotando il nostro patrimonio industriale e la nostra capacità di produrre reddito e benessere nell’avvenire anche prossimo. Ecco dunque che mi permetto di suggerire questo ampliamento di orizzonti, finanche politico, all’Associazione “Disiano Preite” http://www.associazionepreite.it/   che ha di recente proposto “Il diritto delle società” (il Mulino, pp. 465, €32,00) utile prontuario collettaneo che fornisce un quadro d’insieme sullo stato dell’arte del diritto commerciale con specifico riguardo al diritto societario, sicuramente rivolto all’operatore giuridico ma la cui efficacia può essere colta anche dal lettore che necessiti un valido supporto all’analisi dell’ “ossatura” del diritto societario stesso. Organizzato per “tipi” societari nel testo vengono ripercorse caratteristiche  e problematiche di ciascuno.
Ed è sicuramente commendevole l’operato dell’associazione “Disiano Preite” perché saranno sempre più osmotici i rapporti fra diritto ed economia, stante che le figure del giurista da un lato e dell’economista dall’altro dovranno necessariamente stemperarsi per superare le frammentazioni date da una sterile “monocultura”.
Ambito questo per sua natura destinato ad intersecarsi fra diritto ed economia quello analizzato dal testo, e provocatoriamente ci si potrebbe domandare se e in che misura possa esistere un “diritto” delle società visto che è stato per anni sostenuto che gli investimenti dovessero essere circondati dall’anomia, ovvero sia dall’assenza di “regulae” nel loro svolgersi. In questo senso vanno anche molte riforme che mirano a consentire sempre maggiore libertà di espansione al moto volontaristico delle imprese (soprattutto grandi, questo è bene ricordarlo! Non è un caso che minime siano state le variazioni negli assetti dei tipi personalistici, uno su tutti la snc), certo i risultati pesantemente negativi sia globali che di redditività (significativamente scesa nell’ultima fase, sostanzialmente in ogni settore) dovrebbero dar da pensare in questo senso poiché è sempre più urgente ragionare su alternative produttive ed economiche piuttosto che su una rincorsa affannosa ad un ideale “fare impresa” che porti lucro a pochi e costi sociali assai rilevanti da sopportare. A parere di chi scrive, insomma non ci si dovrebbe fermare a descrivere il presente ma sarebbe urgente anche evidenziare le problematiche riconnesse al modello capitalista che devono essere affrontate, qualsiasi sia la prospettiva ideologica da cui le si guardi.

Alberto Leoncini
albertoleoncini@libero.it

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