Deriva Italia: la crisi e’ fuori controllo

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

In queste ore si sta distruggendo quello che resta della Repubblica. Una classe dirigente irresponsabile sta giocando col futuro dei cittadini pur di mantenere il potere.

Da mesi la crisi finanziaria globale sta mettendo a dura prova le economie di molti Paese, tra i quali il nostro.

Fin dall’inizio la catastrofe ha prodotto milioni di licenziamenti, un impoverimento generalizzato non solo della parte piu’ debole della popolazione mondiale, ma anche del ceto medio e il quasi fallimento della Grecia, dell’Irlanda, dell’Islanda, guai serissimi a Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia. Ora si prevede tempesta per Portogallo e Spagna, ma il nostro Paese ha di che rallegrarsi.

Il debito pubblico italiano, secondo le previsioni della Commissione europea quest’anno sara’ pari al 118,9 per cento nel 2010 e raggiungera’ quota 120,2 nel 2011 per poi forse scendere al 119,9 nel 2012. Una voragine che imporra’ nuovi e tremendi sacrifici e manovre economiche da sangue e macerie.

A questo dato si deve aggiungere la crescente distanza tra Nord e Sud del Paese, lo stato pietoso di infrastrutture strategiche come comunicazioni, ferrovie, strade ed autostrade, sistema di smaltimento dei rifiuti, sistema sanitario e scolastico. Sono in serie difficolta’ le piccole e medie imprese, il commercio, l’agricoltura e sono irrisori gli investimenti in ricerca, sviluppo tecnologico, formazione qualificata.

L’evasione fiscale e’ un colosso imbattibile e la dipendenza dall’estero nel campo energetico e’ la piu’ alta tra i Paesi del G-20. Secondo alcuni economisti un dato e’ positivo: il risparmio delle famiglie, che e’ tra i piu’ alti al mondo.

Peccato che gli studiosi non tengano conto che la stagnazione del mercato del lavoro, l’enorme disoccupazione giovanile e la concentrazione della ricchezza in una parte molto concentrata di popolazione, associate a previsioni di crescita quasi zero, prosciugheranno rapidamente i borsellini.

L’Italia, insomma, e’ in ginocchio e come accade per chi non e’ abitato ad osservare se stesso la percezione di qusta condizione preagonica non e’ percepita da gran parte dei cittadini.

Dopo molti anni di craxismo e poi con l’esplosione di Tangentopoli quella che e’ stata chiamata Seconda Repubblica ha sostituito i vecchi partiti politici, in parte corrotti ma anche proprietari di un storia e di un articolato sistema di valori, con formazioni dirette da figure di secondo piano, non di rado dequalificate, quasi del tutto prive di senso dello Stato.

Il bipolarismo, la ‘semplificazione’ del quadro politico, l’affarismo berlusconiano ed il suicidio della sinistra hanno fatto il resto.

Oggi le macerie sono sotto gli occhi di chiunque sappia e voglia guardare con obiettivita’ la sitrazione nella quale versa quello che fu il Belpaese.

Nel Palazzo, un luogo fortificato nel quale una oligarchia incapace continua a fare affari ed a curare i propri interessi, non si ha la piu’ pallida idea di come uscire da questo tunnel.

Il presidente del Consiglio, circondato da collaboratori di seconda scelta, si cimenta ogni giorno nello sport della demagogia, raccontando storie incredibili pur di mantenersi a galla. Il presidente della Camera, finto nuovo ‘lato nobile’ del centro destra, si alambicca per capire quale sia la strada migliore per soffiare la poltrona di comando a sui ex amico Berlusconi e Casini e Rutelli cercano uno strapuntino per poter entrare anche loro nella stanza dei bottoni.

Il Partito democratico e’ un eterogeneo rassemblement di individui, alcuni decisamente stupidi, altri del tutto incapaci di indicare idee forti per ricostruire il Paese. Di Pietro, Vendola, Grillo ed altri, come randagi senza cuccia, cercano un posto al sole, ma nessuno davvero e’ in grado di dire cosa vogliano per davvero.

In questo scenario il dibattito del giorno e’ concentrato sulla prossima fiducia che il governo chiedera’ al Parlamento.

Siccome lo scontro tra i partiti prescinde dal progetto ed e’ legato agli assetti di potere, quale che sia il risultato del voto non cambiera’ nulla.

Se Berlusconi dovesse farcela sara’ comunque in bilico permanente, se dovesse essere bocciato la sua forza elettorale e’ comunque tale da scoraggiare chiunque dal tentare un ricorso alle urne alla cieca.

Cosi l’unica previsione possibile e’ un nuovo pasticciaccio tra partiti e, considerati i precedenti ed i protagonisti della vicenda, nessuna nefandezza e’ esclusa.

Infine, il tentativo di accordo tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa, ovvero ‘terzo polo’, non aiuta, perche’ quei partiti vogliono poltrone e non hanno certo una soluzione per risolvere i mali del Paese.

La societa’ civile, al di la’ della propaganda, non riesce a far sentire la propria voce, rendendo l’oligarchia partitocratica invincibile

L’Italia e’ sempre piu’ sola, senza prospettive e senza un’idea del futuro. Si riuscira’ mai ad aprire un dibattito serio su questo o per altri mesi si continuera’ a nascondere la testa sotto la sabbia? Si vedra’.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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