Lettera alla società civile dell’Europa Occidentale e Orientale

per informare riguardo all’adesione al Meccanismo della Società Civile per il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite.

Per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, relativamente all’alimentazione, la Società Civile è un partecipante a pieno titolo e non un osservatore, con il diritto di intervenire nel dibattito a parità dei governi, per contribuire alla definizione dell’agenda e alla redazione di documenti. Già al primo incontro ufficiale del Comitato per la Sicurezza Alimentare, la Società Civile ha potuto esprimersi e conseguire risultati che contrastano l’accaparramento delle terre e la volatilità dei prezzi delle derrate alimentari. Tutto ciò è considerabile un “cambiamento epocale” nelle relazioni a livello internazionale; per la prima volta, relativamente all’alimentazione la Società Civile è riconosciuta quale soggetto, organizzato, esistente ed agente, trasversale a tutti gli Stati, Unioni di Stati o Istituzioni internazionali.
 

Gentili amici,

Vi scriviamo per assicurare che i gruppi e le organizzazioni impegnati nelle questioni relative all’alimentazione in tutta l’Europa siano informati il più ampiamente possibile sugli interessanti sviluppi che si stanno svolgendo intorno alla riforma del Comitato per la Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite (www.fao.org) con base a Roma. Coloro i quali hanno a che vedere con gli aspetti internazionali della sicurezza alimentare avranno probabilmente seguito questi sviluppi nel corso degli ultimi mesi. Altri tra voi sono più impegnati con le questioni alimentari a livello locale o con gli aspetti delle politiche legate all’ambiente, agricoltura, commercio, protezione del consumatore, diritti dei lavoratori ecc. che sono legati alla sicurezza alimentare globale, sebbene i collegamenti possono essere non sempre così evidenti. Oggi abbiamo un’opportunità senza precedenti di costruire una rete completa che include tutte le associazioni e che può rendere tutti noi più forti nell’affrontare le sfide che ci troviamo di fronte a qualsiasi livello.

La crisi alimentare del 2007-2008 e il malessere sociale che ha generato nei paesi di tutto il mondo ha mostrato chiaramente il fallimento del sistema alimentare globale nell’assicurare un’alimentazione adeguata e appropriata alla popolazione mondiale. Insieme alle preoccupazioni per il cambiamento climatico e per l’energia, la crisi alimentare ha portato a mettere profondamente in questione le strategie che sono state adottate nel corso degli ultimi decenni, strategie che hanno reso dipendenti dalle importazioni i Paesi del Sud, trascinando i loro piccoli produttori nella povertà e nell’insicurezza alimentare e provocando danni incalcolabili all’ambiente. Allo stesso tempo la crisi alimentare ha rivelato un vuoto evidente nella governance globale dove le decisioni sul cibo sono adottate, per default, da organizzazioni internazionali il cui mandato è diverso da quello di garantire la sicurezza alimentare ( OMC, Banca Mondiale ecc.), da gruppi costituiti dalle economie più potenti (G8/G20) e da compagnie e speculatori finanziari non soggetti ad alcun controllo politico.

Di fronte a questa sfida, la reazione positiva della comunità internazionale è stata quella di impegnarsi a trasformare il Comitato per la Sicurezza Alimentare presso la FAO (CSA), che sino ad allora era rimasto inattivo, in un forum mondiale (1) autorevole ed inclusivo in grado di deliberare sulle questioni alimentari per garantire il diritto al cibo alla popolazione mondiale. Il processo di riforma è stato portato avanti nel corso del 2009 con un contributo significativo da parte della società civile e dei movimenti sociali grazie all’attiva partecipazione di organizzazioni e reti come il Comitato internazionale della società civile per la Sovranità Alimentare (IPC), che ha portato il punto di vista delle organizzazioni di piccoli produttori di tutto il mondo, e di ONG internazionali. Il documento di riforma, adottato l’anno scorso dai governi membri della FAO, permette al CSA di imparare dall’esperienza di tutto il mondo, di adottare orientamenti alle politiche su questioni fondamentali e rendere responsabili della loro applicazione i governi e altri attori (vd. il documento di riforma http://www.fao.org/fileadmin/templates/cfs/Docs0910/ReformDoc/CFS_2009_2_Rev_2_E_K7197.pdf). Nel “nuovo” CSA, per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, la società civile è un partecipante a pieno titolo e non un osservatore, con il diritto di intervenire nel dibattito a parità dei governi, per contribuire alla definizione dell’agenda e alla redazione di documenti. Nella prima sessione del nuovo CSA che si è tenuta dal 11 al 15 Ottobre del 2010, i partecipanti della società civile hanno ottenuto importanti vittorie in aree chiave come l’accaparramento di terre e la volatilità dei prezzi alimentari (si veda il rapporto della 36° Sessione del CSA http://www.fao.org/fileadmin/templates/cfs/Docs0910/CFS36Docs/CFS_FINAL_REPORT_REV_w_Annexes_Logos.pdf).

Il documento di riforma del CSA riconosce il diritto della società civile a definire in maniera autonoma il meccanismo attraverso cui relazionarsi con il processo intergovernativo. Nel corso degli scorsi mesi la descrizione di questo “Meccanismo della società civile” si è articolata in un processo che ha visto una vasta circolazione tra le organizzazioni della società civile di tutto il mondo di due progetti. La versione finale di questo progetto è stata approvata con la Consultazione della Società civile che si è tenuta a Roma appena prima della 36° sessione del CSA (vd. il documento approvato del Meccanismo della società civile: http://cso4cfs.files.wordpress.com/2010/04/csm-draft-2-en.pdf). Un breve rapporto su “36° sessione del CSA riformato: risultati e prossimi passi per la società civile” si trova su  http://cso4cfs.org/.

Un importante parte del Meccanismo della società civile è il Comitato di Coordinamento internazionale che sarà costituito dai rappresentanti delle 11 costituencies (2) elencati dal CSA e dai rappresentanti delle regioni, in totale 40 persone.

In Europa – così come nelle regioni di tutto il mondo- le organizzazioni della società civile si trovano ora in un processo per la costruzione di una rete, la più inclusiva possibile, di gruppi e associazioni che lavorano sui diversi aspetti delle questioni relative al cibo, a vari livelli e in diversi modi.

I cinque firmatari di questa lettera hanno accettato la responsabilità di facilitarne la divulgazione entro la fine di quest’anno. Le Organizzazioni della società civile europea designeranno un membro dall’Europa Occidentale e uno dall’Europa Orientale dei 40 membri del Comitato di Coordinamento del Meccanismo della società civile. Queste persone avranno la responsabilità di garantire che le organizzazioni della società civile europea e le associazioni locali abbiano pieno accesso all’informazione e ai documenti strategici sulle questioni alimentari, di rafforzare la capacità di advocacy a qualsiasi livello lavorino e di far sì che le organizzazioni e associazioni della società civile europea siano in grado di apportare il loro punto di vista nel dibattito internazionale . Lui o lei dovrà poter contare su tutti noi per poter fare la differenza.

Se un gruppo o un’organizzazione desidera entrare a far parte di questa rete nell’Europa Orientale, per favore mandi un’e mail a a.schorpion@eurovia.org precisando:

•il nome dell’organizzazione

•il tipo di organizzazione (di contadini, pescatori, sindacato, ONG ambientalista ecc)

•il paese dove ha sede

•nome e contatto e mail

 

Per l’Europa Occidentale per favore mandate un e mail a: Romain.PHILIPPE@concordeurope.org con le stesse informazioni.

Così facendo sarete inclusi nella mailing list della rete e riceverete aggiornamenti regolari e l’opportunità di partecipare al dibattito, l’advocacy e gli scambi.

 

Note

(1) Il Bureau del CSA composto da 13 governi è accompagnato da un gruppo consultivo (Advisory Group) costituito dalle agenzie interessate delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale, il settore privato, il relatore speciale per il diritto al cibo, il CGIAR… e i 4 rappresentanti della società civile selezionati dal Comitato di coordinamento del Meccanismo della società civile.

(2) Contadini, pescatori, donne, giovani, pastori, persone senza terra, poveri urbani, i lavoratori agricoli e di alimenti, consumatori, popoli indigeni e organizzazioni non governative internazionali.

Tutti i documenti menzionati in questa lettera sono disponibili su: www.cso4cfs.org

 

Comunicazione pervenuta da: European Coordination Via Campesina (www.eurovia.org )

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