In piu’ di un’occasione abbiamo fornito qualche informazione su di un fenomeno particolarmente positivo che – fra i tanti malanni – si e’ manifestato con la crisi, a partire in particolare dalla fine del 2007: si tratta cioe’ della tendenza comune a molti investitori, sostanzialmente disgustati dal comportamento di rapina manifestato dalle banche e dai mercati finanziari con gli impieghi nel subprime e in comparti analoghi, a accrescere fortemente i loro investimenti nel settore degli impieghi socialmente responsabili in senso lato. Questo fenomeno si registra con molta ampiezza soprattutto in Europa, anche se la stessa tendenza si e’ manifestata per la verita’ anche negli Stati Uniti e negli altri paesi ricchi, pur se in misura un po’ piu’ contenuta e con caratteristiche anche almeno un po’ differenti da quelle del nostro continente.
Ora nuovi dati confermano ed estendono quella che era sembrata chiaramente gia’ qualche tempo fa una tendenza importante che si andava delineando. Ci informa in maniera dettagliata sul fenomeno, tra l’altro, un rapporto del foro europeo per la promozione degli investimenti socialmente responsabili, piu’ noto con la sigla Eurosif, che ha pubblicato uno studio sulla questione qualch giorno fa; inoltre, un articolo sul quotidiano Le Monde del 15 ottobre corrente si dilunga anch’esso sull’argomento, citando tra l’altro proprio il rapporto dell’ente sopra ricordato ed appena pubblicato.
Cosi apprendiamo che, considerando gli impieghi che rispettano l’ambiente, la responsabilita’ sociale ed il buon governo delle imprese, essi hanno raggiunto in Europa il livello di 5000 miliardi di euro alla fine del 2009, incrementandosi di ben l’87% nel giro di soli due anni, mentre gli stessi impieghi si riducevano invece in altri comparti. Va considerato che tale cifra rappresenta ormai il 10% di tutti gli investimenti nel settore del risparmio gestito del nostro continente. Particolarmente spettacolari gli incrementi registrati in alcuni paesi. Bisogna peraltro sottolineare che la definizione di etica e di responsabilita’ sociale varia in qualche modo da paese e paese.
Da segnalare, tra l’altro, che si va affermando la tendenza di alcuni stati ad emettere titoli che rispettano un certo numero di criteri etici; tali emissioni sembrano incontrare il favore del pubblico. Comunque una parte fondamentale della crescita negli investimenti socialmente responsabili va spiegata con la sempre piu’ grande presenza nel comparto dei fondi pensione; essi, ormai sotto l’occhio abbastanza vigile dell’opinione pubblica e per farsi anche perdonare un po’ dei peccati precedenti (ad esempio nel 2008 era scoppiato uno scandalo nei Pesi Bassi per la scoperta che alcuni fondi impiegavano parte della loro raccolta in imprese che producevano bombe a frammentazione) vanno applicando nei loro investimenti dei criteri etici. Un contributo ulteriore all’interesse per il settore e’ venuto poi dalla crisi BP-Golfo del Messico.
Ma la crescita degli investimenti nel comparto va spiegata anche con la diffusione crescente tra i risparmiatori, come hanno constatato gli estensori del rapporto sopra citato, della sensazione che tali investimenti rendono piu’ sicuri i loro risparmi, al di la’ dei rendimenti che non sembrano essere maggiori che nei comparti tradizionali. L’ISR rende a diventare cosi per molti un valore rifugio per eccellenza. Speriamo che duri.
(Tratto da: http://www.finansol.it)
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