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Traducoliberamente, nel seguito di questo post,il riassunto della relazione di Jeffrey Brownpresentata al congresso ASPO-USA, che si sta svolgendo in questi giorni a Washington e pubblicato sul sito The Oil Drum.
Idati e le considerazioni che ne derivano, possono essere combinati con quelli che avevo pubblicato pochi giorni fa sulla dipendenza petrolifera del nostro paese e di tutta l’Europa per trarre la conclusione che nonci sarebbe tempo da perdere nel mettere in atto politiche di emergenza su tutto il territorio per affrontare in tempo una crisi che non fara’ prigionieri. Invece laggiu’ nel Palazzo di cosa si occupano in questi giorni? Ho perso il filo. Cosa c’e’ in ballo? La polemica sulla magistratura politicizzata? Idossieraggi incrociati fra papaveri di regime? E l’opposizione a cosa si oppone? Alle bestemmie del premier, vero? O alle sue barzellette di cattivo gusto? E gli italiani di cosa parlano?
Passiamo ai dati sulle esportazioni dei paesi esportatori.
Secondoun modello teorico di Jeffrey Brownquando un paese esportatore di petrolio supera il picco, supponendo un calo di produzione del 5% annuo susseguente al picco, combinato con una crescita del 2,5% in quello stesso paese, nei tre anni successivi al picco il paese produttore esporterebbe il 50% di tutto il petrolio che esportera’ in tutto il seguito della sua storia petrolifera. Indonesia e RegnoUnito hanno superato il picco del petrolio in anni recenti come si puo’ dedurre dai seguenti grafici.
(Le figure sono prese dal sito Energy Export Databrowser curato da Jonathan Callaghan)
Questi due paesi nel lasso di pochi anni dopo il picco, 9 per l’Indonesia e 6 per il Regno Unito, sono diventati importatori mentre il tasso di declino della produzione ha toccato negli ultimi anni il 25%.
Attualmente il consumo di petrolio in Arabia Saudita sta crescendo al ritmo del 6,9% annuo. A questo ritmo l’Arabia Saudita che e’ stata superata dalla Russia come primo esportatore globale, cessera’ di esportare petrolio entro il 2030.
Se si osserva la situazione delle 5 nazioni leader nell’esportazione di petrolio, che collettivamente forniscono meta’ del petrolio importato nel mondo, il modello di Brown prevede che esse forniranno il 50% del loro rimanente volume di esportazioni in due anni. Oggi ci sono 33 paesi che producono piu’ di 100.000 barili al giorno e per questi paesi la produzione e’ stata sostanzialmente piatta negli ultimi 5 anni, mentre il consumo e’ cresciuto dal 16 al 17,5% della produzione.
Il petrolio non convenzionale, sabbie bituminose e varie qualita’ di petrolio pesante, chee’ considerato un possibile importante contributo al mantenimento della produzione globale, e’ anche esso soggetto a questa legge. Se si considera Canada e Venezuela, i principali produttori di petrolio da sorgenti non convenzionali, la somma della loroproduzione e’ in realta’ in declino.
Come ci si poteva aspettare la preoccupazione principale e’ costituita dalla domanda di Cinae India,che hanno aumentato le importazioni dall’11.3% del totale nel 2005,al 17.1%nel 2009.Se questa dinamica continua nel 2015 esse assorbirannoil25% delle esportazioni globali. (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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