L’energia pulita costa meno, quando il fotovoltaico batte il nucleare


L’era dell’equazione ‘costruisci centrali, vendi energia’ e’ tramontata. Combinare piu’ fonti energetiche e preferire le rinnovabili appare oggi come la strategia piu’ efficiente non solo da un punto di vista ecologico, ma anche economico. Recenti studi confermano che da ora in poi l’energia ricavata dal solare fotovoltaico sara’ piu’ conveniente di quella nucleare.

Incrocio storico delle due rette: i costi del solare fotovoltaico stanno crollando mentre quelli del nucleare stanno crescendo. La retta in verde rappresenta un ‘fitting’ lineare dei dati (rombi verdi) relativi alla caduta dei costi di un kiloWattora

Nella figura a sinistra e’ possibile vedere gli andamenti dei costi di un kiloWattora prodotto tramite il nucleare e tramite il solare. I ‘punti’ nel grafico a sinistra dell’anno corrente rispecchiano dati reali, effettivi, quelli a destra invece rappresentano le previsioni future, basate sull’analisi accurata dello sviluppo della tecnologia e dell’industria del solare fotovoltaico, gli investimenti in tal campo e le proiezioni degli osservatori esperti. Tramite le rette di interpolazione si mette in evidenza come i costi del solare fotovoltaico si siano notevolmente ridotti nelle ultime due decadi e continueranno a crollare, mentre di contro il costo di un kiloWattora da energia nucleare si prevede crescera’ notevolmente.

La produzione di ulteriore energia da nucleare richiederebbe la costruzione di nuove centrali. Alcuni progetti sono in corso d’opera da anni negli Stati Uniti, ma le stime dei costi che erano state prodotte in principio sono state piu’ volte ritoccate. In alcuni casi si e’ passati da una previsione di spesa di 2 miliardi di dollari a 10 miliardi per reattore. Nessuna di tali nuove centrali sara’ ad ogni modo pronta prima di almeno sei anni e per la maggior parte di esse si dovra’ attendere 10-12 anni affinche’ siano concluse. Nel frattempo le crescenti richieste di energia potranno essere coperte con vantaggio dall’impiego delle fonti alternative, che avranno cosi modo di diffondersi e ridurre ulteriormente i costi di produzione, secondo quanto previsto.

Ovviamente non possiamo aspettarci che il processo di divergenza tra i costi di un kiloWattora prodotto tramite la tecnologia del solare fotovoltaico e il corrispettivo da nucleare vada avanti indefinitamente: prima o poi dovra’ assestarsi. Resta comunque che l’analisi e i risultati presentati dallo studio della Duke University e i Laboratori Berkeley offrono una visione molto interessante sulla questione e consentono di controbattere ad una delle opposizioni principali rivolte alle energie rinnovabili, ossia gli alti costi di produzione.


I costi del solare fotovoltaico si sono notevolmente ridotti, mentre si prevede che il costo del nucleare crescera’ notevolmente

Nel medesimo studio si fa riferimento ad altri due argomenti comunemente portati a supporto delle energie tradizionali (e del nucleare in particolare) contro quelle rinnovabili.

In primo luogo viene spesso lamentata l’incostanza dell’approvvigionamento da vento e sole, trattandosi di elementi naturali che seguono propri ritmi intermittenti, non al servizio delle esigenze umane. Questo problema, secondo quanto si risponde nello studio in questione, e’ oramai superato, non piu’ sussistente. L’energia prodotta sfruttando le varie fonti rinnovabili – ossia sole, vento, biomasse, acque correnti e gas naturale – deve essere immessa nella rete comune e tramite le nuove tecnologie di ‘rete intelligente’ si possono gestire i flussi di entrata e uscita in maniera oculata, si da garantire una costante risposta alle richieste. Numerosi studi condotti in varie zone degli Stati Uniti (tra cui la stessa North Carolina) e altrove hanno dimostrato questo punto.

L’altra argomentazione, opposta alla dichiarazione di una notevole riduzione dei costi nella produzione di energia da fonti rinnovabili, e’ che le tecnologie e le industrie ad esse connesse ricevono – pressoche’ ovunque – finanziamenti.

La risposta data e’ duplice. In primo luogo, si afferma nell’articolo, il declino dei costi nella tecnologia solare a partire dal 1990 e’ stato tale da permettere di affermare che essa sarebbe altamente competitiva in termini di costi anche se le sussistenze statali fossero eliminate in futuro. In secondo luogo, anche la tecnologia nucleare e l’impianto di tali centrali ricevono vari sussidi e li hanno sempre ricevuti nella storia. Il confronto non e’ dunque sbilanciato in una direzione.

pannelli fotovoltaici
I pannelli possono essere installati sui tetti degli edifici in pochi giorni e diventano produttivi subito

In conclusione, l’elettricita’ prodotta con il solare fotovoltaico ha numerosi vantaggi, al di la’ dei costi. I pannelli possono essere installati sui tetti degli edifici in pochi giorni e diventano produttivi subito, non occorre attendere decine di anni; la tecnologia solare non comporta la produzione di scorie radioattive, ne’ consuma miliardi di litri d’acqua all’anno per il raffreddamento degli impianti. Infine, il solare fotovoltaico (e le energie alternative in generale) non presenta questioni di sicurezza nazionali: un incidente si risolverebbe in un piccolo problema locale, non in una catastrofe.

E’ tempo che i media e il grande pubblico si accorgano che l’energia pulita e l’efficienza costituiscono davvero una strada ben percorribile, conclude lo studio, e che non e’ affatto vero che non esistano alternative al nucleare, come spesso i governi degli Usa (e non solo, aggiungiamo noi) hanno fatto credere agli elettori.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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