I nomadi ci sono: sono i parlamentari

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

I parlamentari ormai si spostano da un partito all’altro e Berlusconi fa il pifferaio. Tramontata l’ipotesi di elezioni per conquistare la maggioranza, il Cavaliere si rivolge adesso direttamente alla ‘materia prima’.

Il presidente del Consiglio aveva l’obiettivo di costruire l’Italia spa per diventarne subito dopo amministratore unico. Berluscolandia si poteva realizzare, pero’, solo cambiando la Costituzione e per riuscirci neppure la larga maggioranza ottenuta nelle ultime elezioni era sufficiente.

D’altra parte, grazie a Veltroni ed alla sua sballata teoria dell’autosufficienza, gia’ tre partiti dell’opposizione erano stati sbaragliati. Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani erano passati a miglior vita. Lo stesso Pd, dopo la cura dell’ex segretario e nonostante gli sforzi attuali del brav’uomo Bersani, e’ in stato preagonico.

Di Pietro ulula alla luna, ma non cresce e con l’aiuto di Grillo e del suo ‘Movimento a cinque stelle’ sta scoprendo che l’elettorato italiano piu’ sensibile alla questione morale si sta scomponendo.

Con l’opposizione sostanzialmente ko, senza leader ne’ idee, il piano di ‘Papi Silvio’ sembrava a buon punto.

Stoppati a fatica i processi e promosse le piu’ varie campagne di propaganda (spazzatura a Napoli, terremoto in Abruzzo, G8 all’Aquila, Alitalia, scuola, tasse, ponte sullo Stretto, nucleare, ecc) Berlusconi aveva gia’ ordinato al suo arredatore il trono sul quale voleva sedersi.

L’uomo di Arcore, pero’, non aveva previsto che nonostante il controllo di quasi tutti i canali tv e di gran parte della stampa qualcuno nel suo schieramento avrebbe fatto ‘il fesso’.

Anche, il Cavaliere, non si era accorto che tra crisi economica, mancanza di lavoro, stipendi indecenti, disservizi e inefficienze i cittadini si sarebbero accorti che lui, l’uomo della Provvidenza, non era capace di governare ed era ben lontano dall’immagine da messia che aveva spacciato per vera.

Berlusconi era convinto di liquidare Fini, tra una casa a Montecarlo ed un paio di lusinghe ai suoi caporali, e di andare al voto senza indugi.

Invece il presidente della Camera, abituato a navigare nel mare mosso della politica, si e’ organizzato il suo partitino, mentre i sondaggi cominciano a mostrare il declino del premier.

Coi suoi collaboratori, allora, il premier ha inventato il piano B: se non si riesce ad arrivare ad elezioni anticipate e prendersi una maggioranza bulgara si debbono catturare direttamente i parlamentari.

Cosi il nomadismo parlamentare e’ cominciato. Prima un certo Nucara, sembra repubblicano,  ha annunciato un nuovo gruppo parlamentare a sostegno del governo, ma dopo un paio di ore si e’ scoperto che era una bufala. Poi tale Cuffaro, indagato per le sue presunte amicizie con la mafia e pure condannato per questo reato, aderente all’Udc di Casini, ha cominciato con alcuni suoi amici la marcia di avvicinamento al Pdl. Altri ancora si agitano in quello che alcuni hanno definito il ‘mercato degli eletti’.

In questo scenario da tregenda, com’e’ evidente, l’Italia va in pezzi. Ma l’opposizione si e’ subito conformata al piano B ed ha deciso di affossarsi ulteriormente da sola.

Veltroni invece di partire per l’Africa, come aveva promesso, ha subito lanciato una offensiva contro Bersani, mentre Vendola si e’ autoproposto come primo presidente del Consiglio gay ‘di sinistra’, ma non unico, visto che (a suo dire) in passato la Dc aveva nominato un premier ‘con le medesime caratteristiche’.

I cittadini, disinformati dai Tg, sanno molto poco del presente. Sapranno almeno reagire al collasso di sistema che si annuncia?

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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