La grande truffa del cambiamento climatico

fonte: Blogghete! * traduzione di Gianluca Freda
di Christopher Booker dal sito Telegraph.co.uk

La scorsa settimana, un rapporto sull’Intergovernmental Panel on Climate Change [IPCC, il Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico incaricato dall’ONU di compiere ricerche sul riscaldamento globale, NdT] presentato dalle accademie scientifiche piu’ importanti del mondo, ha spinto perfino i piu’ convinti seguaci del riscaldamento globale di origine umana a chiedere le dimissioni del Dr Rajendra Pachauri dalle sue funzioni di direttore dell’IPCC. Ma questo rapporto e’ davvero cio’ che sembra?

L’inverno scorso, l’ascesa di questo credo ”’ cioe’ che il mondo si trovi di fronte ad una catastrofe a meno che non si spendano trilioni di dollari per arrestare il riscaldamento globale ”’ aveva subito un’inversione di tendenza senza precedenti. A Copenaghen, i leader mondiali avevano rifiutato di aderire ad un trattato progettato per ridisegnare l’intero futuro della civilizzazione. Cio’ a seguito di una serie di scandali esplosi in relazione al rapporto IPCC del 2007.

 

Da allora una serie di inchieste, tre delle quali riguardavano la diffusione delle e-mail relative al cosiddetto ‘Climategate’, hanno tentato di tenere salda la linea ufficiale, uniformandosi nel loro complesso ad uno schema coerente. Ciascuna inchiesta ha portato avanti qualche critica marginale, per rendersi plausibile, evitando pero’ accuratamente il nucleo del problema. Ciascuna di esse si e’ poi adoperata per far passare il messaggio desiderato: quello secondo il quale la scienza del riscaldamento globale resterebbe del tutto indiscutibile.

A prima vista, il rapporto inter-accademico della scorsa settimana riguardante i ‘metodi e le procedure dell’IPCC’ sembra giocare le proprie carte in maniera piu’ astuta. Esso critica, in termini assai netti, l’abuso che l’IPCC ha compiuto delle proprie stesse procedure e suggerisce alcune riforme radicali. Alcuni passaggi riguardanti il ‘conflitto d’interessi’ e la richiesta che gli alti dirigenti esercitino un solo mandato, sembrano esortare il Dr. Pachauri, appena rinominato per restare in carica fino al 2014 dopo aver supervisionato l’ultimo controverso rapporto dell’IPCC, a farsi da parte. In realta’ anche questo rapporto, esattamente come quello che lo ha preceduto, mira ad aggirare un enorme elefante nel salotto, allo scopo di far passare il solito messaggio familiare: l’IPCC, in generale, ha ‘servito bene la societa” e la scientificita’ del riscaldamento globale non puo’ essere messa in discussione. Non ci si poteva aspettare altro da un rapporto stilato da organismi come la Royal Society britannica e l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, da lungo tempo difensori della fede nel riscaldamento globale.

Quando, alcuni anni fa, iniziai a compiere ricerche per il mio libro The Real Global Warming Disaster, nulla fu per me piu’ sorprendente del rendermi conto di quanto la vera natura dell’IPCC fosse stata fraintesa. Esso ci viene costantemente presentato come un organismo rappresentante i massimi scienziati del mondo, i quali valutano obiettivamente le complesse forze che danno forma al clima del pianeta. In realta’ l’IPCC non e’ niente di tutto questo.

Gli uomini che hanno fondato il gruppo di consulenza ”’ guidato in origine dal meteorologo svedese Bert Bolin e da John Houghton, poi divenuto capo del Met Office britannico e primo direttore del gruppo di ricerca scientifica dell’IPCC ”’ erano gia’ adepti di cio’ che essi definivano ‘cambiamento climatico indotto dall’uomo’. L’IPCC e’ stato essenzialmente, fin dall’inizio, un gruppo di pressione politica avente come scopo quello di fornire prove a sostegno dell’idea che il riscaldamento globale fosse il piu’ grave rischio che il pianeta si trovava ad affrontare. Fu questa visione delle cose a guidare la selezione degli scienziati che avrebbero dovuto rendere note le scoperte dell’IPCC (come quelli coinvolti nell’affare Climategate). E questo spiega tutti gli interrogativi che si sono accumulati da allora intorno ai suoi autorevoli resoconti.

I primi grossi dubbi sull’IPCC sorsero quando venne rivelato che il proclama piu’ allarmista ed ampiamente pubblicizzato del suo secondo rapporto, quello del 1995, era stato inserito dopo che il testo era stato firmato solo da alcuni degli scienziati coinvolti; mentre 15 passaggi, che attenuavano l’allarme sul cambiamento climatico, erano stati stralciati. Com’e’ noto, questo spinse il Prof. Fred Seitz, ex presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati uniti, a dichiarare di non aver mai assistito, in 60 anni di carriera come scienziato, ad una ‘piu’ disgustosa manipolazione’ delle procedure scientifiche.

Forse la controversia piu’ rivelatrice fu quella sul famoso grafico ‘a bastone da hockey’ (vedi figura), nucleo fondante del rapporto IPCC del 2001.

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Esso riscriveva l’intera storia climatica, presentando un pianeta oggi drammaticamente piu’ caldo di quanto fosse stato negli ultimi 1000 anni. Sbandierato da Houghton e da altri come definitivo contributo alla causa, esso si rivelo’ essere nient’altro che il risultato di una manipolazione eseguita con un programma per computer. Ma anche dopo essere stata sbugiardata, la direzione dell’IPCC fece gli sforzi piu’ tortuosi per difendere quel grafico anche nel rapporto del 2007.

Nacque cosi il rapporto dell’IPCC piu’ universalmente screditato che mai sia stato dato alle stampe. Fu il primo ad essere prodotto sotto la direzione del Dr. Pachauri, nominato nel 2002. Una dopo l’altra, le sue piu’ spaventose e pubblicizzate profezie ”’ come quella sulla dissoluzione dei ghiacciai himalayani entro il 2035, sulla scomparsa del 40% della foresta pluviale amazzonica a causa del cambiamento climatico, sul dimezzamento delle coltivazioni africane di cereali entro il 2050 ”’ si rivelarono essere fondate su elementi che non avevano nulla a che fare con la scienza, bensi con gli avventati proclami di attivisti dell’ambientalismo.

Fra  i molti capi di accusa contestati al rapporto IPCC del 2007 vi fu la scoperta che, in plateale violazione delle regole procedurali, oltre 5.000 delle presunte affermazioni scientifiche contenute nel rapporto provenivano in realta’ da gruppi di attivisti, agenzie di stampa, articoli di giornale, perfino da tesi studentesche. Eppure il Dr. Pachauri in persona aveva ripetutamente assicurato che tutto cio’ che era contenuto nel rapporto era fondato su argomentazioni scientifiche sottoposte a peer review.

In innumerevoli casi il rapporto del 2007 fu trovato in palese violazione delle stesse regole adottate dall’IPCC. Ad esempio citava non meno di 16 articoli di una stessa rivista specializzata in climatologia, che era stata pubblicata dopo la data ufficiale di conclusione dei lavori e che avrebbe dovuto quindi essere tralasciata. In ciascuno delle migliaia di casi in cui l’IPCC violava le proprie stesse regole, i proclami andavano tutti nella stessa direzione: accrescere l’allarme sull’estensione e sugli effetti del cambiamento climatico ben oltre cio’ che la scienza avrebbe potuto giustificare. L’esempio piu’ sfacciato di tutti fu quello delle predizioni sui ghiacciai himalayani, che due degli stessi esperti dell’IPCC avevano gia’ definito ridicole prima ancora che venissero pubblicate. Il Dr. Pachauri liquido’ tali critiche come ‘scienza voodoo’ (dopo aver assunto l’autore dei proclami presso il proprio istituto di ricerca di Delhi).

Per tutti questi motivi, l’IPCC si e’ mostrato al mondo per cio’ che realmente e’: non un vero organismo scientifico ma un partito ideologico che non si ferma davanti a nulla pur di dirottare il prestigio della scienza a favore della propria causa. Ma ben poco di tutto questo si puo’ arguire dal rapporto inter-accademico, commissionato di comune accordo dallo stesso Dr. Pachauri e dal Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon. Anche se, come appare possibile, il Dr. Pachauri fosse costretto a dimettersi nel corso del meeting dell’ONU che si terra’ in Corea il mese prossimo, la sua destituzione avrebbe come unico scopo quello di far sopravvivere la causa.

Eppure l’IPCC e’ l’organismo in base alla cui autorevolezza il nostro Parlamento ha votato il Climate Change Act, approvato all’unanimita’ due anni or sono. Esso ci portera’, secondo le cifre fornite dal nostro governo, ad affrontare la spesa piu’ colossale mai vista in questo paese: 18 miliardi di sterline all’anno per i prossimi 40 anni – per un totale di 734 miliardi di sterline ”’ allo scopo di ridurre dell’80% le emissioni di CO2, obiettivo pressoche’ impossibile da raggiungere a meno di non eliminare la nostra intera economia industriale.

Sulla base della stessa autorevolezza, si chiede al resto del mondo di intraprendere percorsi similari, per scongiurare una catastrofe immaginata e propagandata da nessun altro che i vincitori congiunti del Premio Nobel per la Pace 2007, Al Gore e l’IPCC. Non dovremmo forse aggiungere anche questo elemento allo scandalo piu’ bizzarro e oltraggioso dell’intera storia del mondo?

Categoria: Scienza/Bufale

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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