Il dominio dei banchieri nel cuore degli stati

Come gli istituti di credito rinforzano i derivati del capitalismo illegale e la corruzione

di: Thierry Brugvin

fonte: Rinascita.eu
La crisi economica che e’ scoppiata nel 2008 era gia’ stata prevista da parecchio tempo da numerosi economisti soprattutto in seguito alla bolla finanziaria dovuta alla speculazione.
Ma relativamente ai derivati dell’economia capitalistica, la responsabilita’ bancaria del debito e dei paradisi fiscali e’ al tempo stesso piu’ profonda e piu’ vecchia di quel che si e’ sempre pensato .
Nel cuore dello Stato e del governo dell’economica e della politica, domina il potere finanziario in maniera legale, ma a volte anche sotto forme illegali e spesso poco democratiche.
Nel quadro di questo articolo andremo ad esporre differenti meccanismi del potere dei banchieri nel mondo. Le banche e i paradisi fiscali, sono degli acceleratori di questa autorita’ (governance) neoliberale.
La deregulation viene allora a rafforzare i delitti politico-finanziari di fatto per la carenza e la dissoluzione delle regole nel controllo.
Il debito, in particolare quello dei Ped (Paesi in via di sviluppo ndt) e’ uno strumento di dominio dei paesi ricchi verso i piu’ poveri. Mentre la privatizzazione del potere di produzione monetaria attraverso le banche private, porta ad un furto uguale a quello di un bene pubblico.

Le banche e i proprietari delle grandi banche (Rockefeller, Rothschild, Morgan, City Group, Goldman Sachs¦) rappresentano uno dei perni del potere mondiale. Va precisato prima di tutto che questi proprietari dispongono di enormi somme. Il periodico Forbes calcola 1125 miliardari nel 2008 (Kroll, 2008).Nella classifica Forbes del 2005, Bill Gate era l’uomo piu’ ricco al mondo con 46,5 miliardi di dollari e Warren Buffet con 44 miliardi di dollari.
Il patrimonio delle banche piu’ grandi supera largamente quella dei soggetti piu’ ricchi, poiche’ la di City Group era 10 volte superiore a quella di Bill Gates e quella della Bank of America lo era di 16 volte.
Nella classifica Forbes 2005 vi erano 5 banche, tra le quali Citygroup (484,10 miliardi di dollari di attivo), la Bank of America (776,42 miliardi di dollari di attivo) poi, HSBC, ing Group e UBS.
Questo permette alle banche di acquistare potenzialmente e assolutamente tutto cio’ che puo’ servire al loro obiettivo di potenza: imprese, media, beni differenti, di tutto e di piu’, fino a corrompere al bisogno quei dirigenti politici suscettibili di lasciarsi prezzolare.
I paradisi fiscali e le stanze di compensazione (Clearstream) sono il piu’ grande strumento di corruzione politica e di spogliazione economica dei cittadini.
Le stime relative l’importanza dei capitali leciti o illeciti drenati dai paradisi fiscali sono assai difficili da stabilire.
Si stimava nel 2000 che i capitali, detenuti oltre frontiera si elevassero a piu’ di 5000 miliardi di dollari cosi come il 54% dei capitali mondiali (EAEF, 2001).
Dal canto suo, il Fondo monetario internazionale stimava nel 2003 che il 50% dei flussi dei capitali passassero nei siti off-shore, che nel mondo circolassero tra i 600 e i 1500 miliardi all’anno di denaro sporco, e che il riciclaggio rappresenta il 55 % del Pil mondiale.
Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, nel 1999 il 50% dei 4800 miliardi di franchi annuali derivanti dall’insieme delle attivita’ criminali nel mondo (traffico di droga, prostituzione, moneta falsa..) sarebbero stati riciclati nei paradisi fiscali (ODCCP,200).
Per i paesi in via di sviluppo, l’evasione fiscale conduce ad una mancanza di guadagno negli introiti fiscali di 50 miliardi di dollari. E cioe’ l’equivalente dell’APD (Aiuto pubblico ai paesi in via di sviluppo, ndt) annuale dell’insieme dei paesi appartenenti all’OCSE (Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico che comprende l’Europa occidentale, Nord America, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Corea, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia, ndt).
Quasi tutte le grandi banche ed imprese europee o americane hanno aperto succursali nei paradisi fiscali. Ad esempio c’e’ il caso di Bnp-Paribas, presente alle Bahamas e alle Isole Caiman, lo stesso per il Credita’ Agricole, la CIC (Credita’ Industrial et Commercial ndt) e il Cre’dita’ Lyonnais, Natexis Banque Populaire, la Socie’te’ Ge’ne’rale, etc¦
Total realizza la maggior parte dei suoi utili nelle filiali registrate alle isole Bermuda e in altre filiali off shore, ecc.(Foutoyet,2005).
Contrariamente alle idee ricevute, i paradisi fiscali non sono un sotto sistema ai margini del meccanismo economico ma ne costituiscono uno degli ingranaggi. In effetti, si stima che piu’ della meta’ delle transazioni finanziarie internazionali passino attraverso i paradisi fiscali.
I paradisi fiscali facilitano dunque l’evasione fiscale, la limitazione del sistema fiscale, il riciclaggio del denaro sporco, le operazioni occulte, il segreto bancario, l’immunita’ giudiziaria, l’assenza di cooperazione giudiziaria internazionale sotto la responsabilita’ e l’accordo del G8 e sono un acceleratore della criminalita’ grazie al riciclaggio del denaro legato al traffico di droga, alla prostituzione, alla fabbricazione di denaro falso, all’estorsione..).
Le societa’ di copertura sono gli strumenti utilizzati contro la trasparenza democratica.
Una societa’ di comodo e’ una pseudo impresa che nasconde il suo vero proprietario attraverso l’utilizzo di prestanome. E’ molto utilizzata per la frode fiscale .Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, i paradisi fiscali accoglierebbero tre milioni di societa’ di copertura (ODCCP, 2000).

Il dirottamento e il riciclaggio fatto dalle banche grazie ai paradisi fiscali
Nel 1991, lo scandalo internazionale della BCCI (Bank of Cre’dita’ and Commerce International) porto’ alla sua chiusura da parte della giustizia e questo mostro’ il legame che poteva esistere tra il traffico di droga, il terrorismo, l’alta finanza e i servizi segreti.
Registrata in Lussemburgo, la BCCI raccoglieva alla rinfusa i conti di Abu Nidal, di Saddam Hussein, del generale Noriega , dei servizi segreti Cia e delle societa’ legate al traffico internazionale di droga , al trafficante Kashoggi, tra mille altri posti della stessa natura.
Emergono cosi le connessioni tra Ben Laden (ereditiero multimilionario di una grande famiglia saudita) e la BCCI. Queste pratiche litigiose hanno accentuato un passivo di 13 miliardi di dollari (Verschave).
Le banche sono il cuore del potere finanziario e costituiscono il luogo di deposito del denaro e il luogo dei flussi finanziari che rappresentano l’energia e il sangue del sistema.
Il riciclaggio del denaro sporco un tempo transitava specialmente per le banche dei paesi sviluppati, attualmente questo denaro transita preventivamente attraverso le banche dei paradisi fiscali Andorra, Caiman, Lussemburgo, Jersey¦) o ancora in seno a Clearstream (la banca delle banche) come sosteneva Denis Robert(2001).
In piu’ quasi tutte le grandi banche dispongono di conti nei paradisi fiscali (Foutoyet, 2005).
Cosi alcune come la FIBA d’Elf hanno riciclato denaro o partecipato all’evasione fiscale (Verschave, 2001).
Ma nel cuore stesso di Londra, la City che accoglie le piu’ grandi banche britanniche ha delle pratiche analoghe presso le banche dei paradisi fiscali.
Le banche svizzere, lussemburghesi, specialmente tramite i paradisi fiscali, rinforzano i derivati del capitalismo illegale e la corruzione, riciclando il denaro sporco, e questo grazie alla cultura del segreto, al rifiuto di adottare la trasparenza sull’insieme dei conti presenti e ai trasferimenti di fondi che vi si svolgono.
Denis Robert (2001) ha svelato una delle tecniche di riciclaggio, nella sua opera Rivelazione, analizzando il funzionamento delle banche Clearstream ed Euroclear. Ora per il momento i media si limitano ad rievocare l’affaire Clearsteram cioe’ l’intrigo Villepin-Sarkozy non sottolineando quasi mai il vero dossier Clearsteam.
Quest’ultima, grazie ad un meccanismo di compensazione fa in modo di far sparire alcune dubbiose transazioni.
Denis Robert, stima che le stanze di compensazione, in quanto posizionate nel cuore della finanza mondiale,riciclino somme largamente piu’ importanti di quelle che toccano i paradisi fiscali.
Di conseguenza, esse sono ancora piu’ potenti e pericolose per il mantenimento dello Stato di diritto nell’economia mondiale.
Ad esempio Densi Robert, afferma che BGPI, filiale del Credita’ Agricole Indosuez possieda anch’essa un conto S0418 presso Clearstream (Robert, 2007).

La responsabilita’ del FMI e ella Banca Mondiale nei dirottamenti dei fondi.
Nel suo libro La grande delusione, Josph Stiglitz (2002) denuncia la responsabilita’ del Fondo monetario e del Tesoro americano che ” per esempio – hanno sostenuto, consigliato ed orientato i burocrati russi convertiti al capitalismo, specialmente il presidente Boris Eltsin. Quando la crisi colpi giu’ duro, il Fondo monetario assunse la direzione delle operazioni e chiese alla Banca Mondiale di contribuire al salvataggio con 22,6 miliardi di dollari.
Stiglitz, premio nobel per l’economia nel 2001 ed ex presidente economico della Banca Mondiale, afferma che al momento della firma di un prestito, il Fondo monetario faceva proseguire la cerimonia con la firma di una lettera d’accordo – i cui termini venivano dettati dal Fondo stesso – con un espediente che simulava il fatto che la lettera d’intenzione venisse dal governo coinvolto!.
Stiglitz spiega che la prima tappa del piano di prestito ai paesi in via di sviluppo mette in rilievo la subordinazione: sue proprie parole.
Insomma si cercava di far pressione sui governi dei paesi in via di sviluppo per far privatizzare le loro pubbliche imprese vendendole a prezzi ridicolamente bassi.
In cambio, avrebbero avuto la possibilita’ di ricevere una commissione del 10% su un conto svizzero, versato dall’impresa del Nord che avrebbe poi riacquistato quella del Sud.
Come esempio, Stiglitz riprende nuovamente questo meccanismo di subordinazione illegale, parlando della liquidazione del patrimonio dello stato russo nel 1995.
In questo caso si osserva una collusione tra la Banca Mondiale, i suoi piu’ influenti stati membri, i dirigenti dei paesi in via di sviluppo, le banche e le imprese private del Nord a scapito dei paesi sottosviluppati.
Se la Banca Mondiale e il FMI non compiono un’azione illegale, ne sono almeno complici perche’ conoscono il meccanismo di corruzione e spingono in questa direzione forzando la mano ai governi del Sud.
Mentre le comunita’ internazionali esigono dai paesi in via di sviluppo l’estirpazione della poverta’ come condizione per i nuovi prestiti, le banche del Nord e le organizzazioni internazionali dirette dai paesi del G8, come il FMI e la Banca Mondiale sono in seno a queste pratiche illegali.
Questi debiti ugualmente qualificati come illegittimi si accumulano come conseguenza di atti di corruzione perche’ i fondi prestati dagli Stati sono direttamente deviati verso conti personali di governo (Ramos, 2008), o in cambio di differenti favori resi ad esempio ad alcuni intermediari al servizio di un’impresa transnazionale e che vanno ad aumentare il debito estero dei paesi indebitati,
Spesso le banche che ricevono i prestiti illegali sono complici di queste manovre perche’ in generale sono esse stesse che finanziano la corruzione(¦) e che rilasciano il prestito all’origine dell’atto di corruzione, che gonfiano il debito estero che pagheranno i popoli del Sud coinvolti(Ramos 2008). Alla fine del 2002, un’inchiesta del dipartimento del tesoro degli Stati Uniti sul dittatore cileno Augusto Pinochet, rivelo’ che almeno per otto anni, la Banca Riggs, negli Stati Uniti aveva nascosto l’esistenza di conti bancari a suo nome con depositi dai 4 agli 8 milioni di dollari.
E anche che questa aveva partecipato alla creazione di due imprese fantasma appartenenti al dittatore nei paradisi fiscali delle Bahamas per nascondere i conti aperti in banche specialmente di Washington. Questo denaro probabilmente e’ stato dirottato da Pinochet ed ha aumentato il debito estero del paese che e’ quintuplicato durante la sua permanenza al potere (Ramos, 2008).
Anche il debito delle classi dirigenti e’ un debito illegittimo che si accumula in seguito a prestiti dello Stato per beneficiare una certa minoranza di popolazione e di gruppi economici locali o stranieri come l’impresa Texano in Ecuador (Ramos 2008).
La socializzazione dei debiti privati contribuisce a questo debito delle classi dirigenti.
Ferdinant Marcos ha venduto alcune imprese allo Stato delle Filippine ad amici suoi, poi le sue imprese sono in seguito rientrate nel girone dello Stato con un importante debito.
Marcos si ritiro’ poi in Austria e lascio’ le banche pubbliche che rimborsassero questo debito (Adams 1993 in Ramos 2008).
Il potere della creazione monetaria privata: il furto legalizzato di un bene pubblico
Attualmente, non utilizziamo quasi piu’ denaro fiduciario, cioe’ biglietti e le monete coniate dagli Stati ma bensi moneta scritturale materializzata da assegni e dalla moneta elettronica creata dalle banche stesse.
Maurice Allais, premio Nobel per l’Economia , spiega che fondamentalmente, il meccanismo del credito porta ad una creazione di mezzi di pagamento ex nihilo(a partir dal nulla¦). Ad ogni operazione di credito esiste anche una duplicazione monetaria. In tutto, il meccanismo di credito si risolve nella creazione di moneta ex nihilo attraverso semplici giochi di scritture (Maurice Allais 1999).
Dal 1861 al 1913, lo Stato americano dispose del controllo dell’emissione e della circolazione di una moneta senza interessi. Ma il presidente Woodrow Wilson, firmo’ l’atto della Riserva federale del 23 dicembre 1913, trasformandolo in legge. Cosi la proprieta’ e il potere di decisione e la capacita’ di creazione monetaria della riserva federale (la banca centrale) passava dal Congresso degli Stati Uniti composto da rappresentanti eletti dal popolo, alle piu’ potenti banche private.
Woodron Wilson, presidente degli Stati Uniti dal 1913 al1921, dichiarava prima di essere assassinato: Sono un uomo tra i piu’ infelici. Ho incoscientemente rovinato il mio paese. Una grande nazione industriale e’ controllata dal suo sistema di credito. Il nostro sistema di credito e’ concentrato nel privato. Di conseguenza, la crescita della nostra nazione cosi come tutte le nostre attivita’ ,e’ nelle mani di qualche uomo. Siamo diventati uno dei governi tra i piu’ mal diretti del mondo civile, uno tra i piu’ dominati e controllati non dalla convinzione e dal voto della maggioranza ma dall’opinione e della forza di un piccolo gruppo di uomini dominanti – cioe’ i banchieri privati.
Eric Samuelson, rivela che la Banca newyorkese Fed, Riserva federale, e’ sotto la proprieta’ maggioritaria della Chase Manhattan Bank che appartiene ai Rockefeller con il 32,35% delle azioni e dalla Citybank al 20,51%. Queste due banche controllano dunque da sole la FED che dovrebbe essere sensato ritenere come un bene pubblico negli Stati Uniti (Carmack 2007).
Contro questo tipo di deriva, Maurice Allais stima che la creazione monetaria deve dipendere dallo Stato e solo da quello. Ogni creazione monetaria diversa dalla moneta di base effettuata dalla Banca centrale deve essere resa impossibile in modo che spariscano i falsi diritti che risultano attualmente dalla creazione della moneta bancaria (Allais 1999). Secondo A.- J.Holbecq Ogni moneta necessaria allo sviluppo dell’economia deve essere prodotta dalla Banca centrale europea (BCE) (¦) e l’interesse di ogni moneta creata nel passato da banche commerciali e dalla BCE deve ritornare agli Stati della zona euro e dunque al popolo¦ Si tratta sicuramente di piu’ di 350 miliardi di euro all’anno a livello europeo. (Hobecq 2008).
Amchel Mayer Rothschild (1743-1812) la cui famiglia sedeva tra i reggenti della Banca di Francia e prosperava gia’ da decine di anni grazie alle banche private affermava cosi: Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e io non mi preoccupero’ di cio’ che stabiliscono le sue leggi.
Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti, dichiaro’ inoltra sempre sull’argomento: Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano piu’ dannose per i nostri privilegi delle armi convenzionali. Esse sono gia’ state elevate all’apice di una ricca aristocrazia che ha sfidato il governo. Il potere d’emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito al popolo a cui appartiene. (Jefferson, 1802).
I banchieri privati piazzano i loro uomini nel cuore degli stati e privatizzano di nuovo la creazione monetaria.
Georges Pompidou prima di diventare presidente della Repubblica era un banchiere. Dal 1945 alla sua elezione come presidente della Repubblica nel 1969, Pompidou esercito’ le sue funzioni in seno al governo francese continuando in svariati periodi turbolenti al servizio della banca Rothschild dal 1954 al 1958 e dal 1959 al 1962. L’otto gennaio 1959 e’ diventato direttore generale della Banca Rothschild. Tuttavia sara’ tra le altre cose nominato nel marzo 1959 al Consiglio costituzionale in cui rimarra’ fino al 1962. Si osserva dunque di nuovo una grave mancanza d’indipendenza tra gli interessi dello stato francese e quelli privati delle banche. Poi la banca di Francia e’ stata nazionalizzata nel 1945 dal generale De Gaulle e quindi durante questo periodo lo Stato ritrova il controllo sul credito e sulla moneta. Ma il presidente Pompidou uomo dei banchieri dell’epoca non ci sente da quest’orecchio. L’articolo 25 della legge del 3 gennaio 1973 di Pompidou e Giscard d’Estaing, proibisce al Tesoro pubblico di essere presentatore dei propri effetti allo sconto della Banca di Francia. Lo Stato francese si pone dunque nuovamente sotto l’impresa finanziaria diretta dei banchieri privati.
Il potere politico e ideologico dei banchieri
Il gruppo Bilderberg fu creato nel 1954, grazie ad un cofinanziamento di Unilever e della CIA.
Secondo un vecchio delegato del gruppo, il consenso elaborato in seno a questo forum serviva da base all’evoluzione delle politiche internazionali.
Bilderberg compose lo sfondo delle politiche che furono messe in opera in seguito come ad esempio il Convegno economico mondiale di febbraio a Davos, gli incontri Bilderberg, quelli del G8 nell’aprile-maggio e la conferenza annuale del FMI e della Banca Mondiale a settembre.
Una specie di accordo internazionale emerse (¦). Questo consenso ha rappresentato lo sfondo dei comunicati del G8.
Esso ispira il Fondo monetario quando arriva ad imporre il programma di allineamento all’Indonesia e alla politica che il Presidente americano ha proposto al congresso. (Armstrong, 1998).
Il bancario David Rockefeller fu il fondatore di Bilderberg, poi della Commissione Trilaterale. Queste due lobbies sono i veri architetti della mondializzazione neoliberale secondo M.R. Jennar (2005).
D. Rockefeller ha dichiarato al Newsweek international che Qualcosa deve pur sostituire i governi ed il potere privato mi sembra l’entita’ piu’ adatta per farlo(Rockefeller 1999).
Questo stesso personaggio aveva dichiarato otto anni prima davanti alla Commissione Trilaterale: la sovranita’ soprannazionale di una e’lite intellettuale e dei banchieri e’ preferibile al principio di autodeterminazione dei popoli (Jennar 2005).
La Banca Mondiale e’ spesso diretta da vecchi membri, provenienti dalle piu’ grandi banche private degli Stati Uniti o da grandi banche transnazionali.
Di conseguenza gli interessi capitalistici dei banchieri e delle e’lite economiche hanno i loro guardiani e si evolvono nel cuore dei poteri pubblici internazionali.
Robert Strange McNamara fu presidente della Banca Mondiale dall’aprile 1986 a giugno.
Gli anni precedenti la sua nomina, McNamara era considerato come uno degli uomini d’affari piu’ importanti degli Stati Uniti e divenne presidente della Ford Motor Company all’eta’ di 44 anni.
Dal 1 luglio 2007 Robert Zoellick e’ il decimo presidente della Banca Mondiale.
Nel 1997, e’ stato consigliere agli affari internazionali della banca Goldman Sachs.
Paul Wolffowitz fu il nono presidente della Banca mondiale. Prima era stato un uomo d’affari e aveva condotto una carriera da banchiere, poi nel 2007 era stato spinto alle dimissioni per nepotismo. Alla Banca Mondiale, l’ideologia neoliberale e’ egemonica,ed e’ dunque nel quadro di questa politica che essa intende esercitare il suo ruolo di buona governance.
La buona governance, per la Banca Mondiale e’ anche sinonimo di buona gestione di sviluppo (World Bank 1992).
Le istituzioni di Bretton Woods esercitano un potere politico e culturale. E la Banca Mondiale e’ alla sommita’ di questa piramide.
Il ruolo finanziario ed economico e’ solo la punta dell’iceberg. La parte sommersa rileva la fiducia nella dottrina della leadership intellettuale. Come dira’ in seguito Pierre Bourdieu, la Banca e’ potente perche’ e’ capace di cambiare costantemente capitale economico contro il capitale simbolico e viceversa. Susan George descrive la Banca come la mano invisibile del programma planetario messo in opera dal capitalismo liberale. Nel suo libro Cre’dita’ Sans Frontie’res, attribuisce dunque al Fondo monetario internazionale e alla Banca Mondiale degli attributi e un funzionamento quasi religioso.
La dottrina sostituisce allora l’argomentazione, malgrado il discorso che si vorrebbe fosse scientifico, ma si tratta invece di un’ideologia .
Un altro strumento dell’egemonia ideologica dei neoliberali e’ la loro attitudine al recupero e alla manipolazione concettuale,che e’ relativamente vicina al nuovo linguaggio. La Banca utilizza parole solenni e formule magiche per trasformare la realta’ (George, 1994).
Dietro la politica della buona governance, la Banca Mondiale cerca anche di costringere i paesi che sono a bassi salari a condurre una buona gestione, cioe’ ad applicare i piani di allineamento strutturali (privatizzazioni, restrizioni di bilanci societari¦). basati su una politica economica neoliberale. Cosi di fatto dal principio di condizionalita’ al quale sono sottomessi gli Stati per ricevere i prestiti dalla Banca Mondiale, questi perdono la sovranita’ sulla loro politica nazionale (George,1994).
Questa distorsione della sovranita’ del popolo e’ mimetizzata dagli aggettivi qualificativi come empowered (dare pieni poteri) vista come partecipazione e del consensocon la societa’ civile (Hidouci,2003).
La corruzione limita la democratizzazione degli Stati. Tuttavia, le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) agiscono poco contro la corruzione dei dirigenti (quando i prestiti che essi concedono vengono dirottati ) (Gueye 2003).
La Banca Mondiale rimette poco o nulla in causa la propria politica economica neoliberale e lo fa solo a parole. Si accontenta ad esempio di aggiungere in margine alcune reti di sicurezza per i piu’ poveri.
Essa ha cosi sviluppato un approccio piu’ politico , cioe’ la buona governance.
I direttori della Banca Mondiale hanno da parte loro interrotto il rilascio di prestiti a diversi paesi perche’ si sono scontrati con gli interessi degli Stati Uniti (anche se ufficialmente era per altri motivi) precisa Eric Toussaint¦ Nello stesso ordine di idee, la Banca Mondiale ha sistematicamente tentato di mettere in scacco i regimi considerati come minacce per gli interessi americani.
E’ questo il caso contro il governo del Guatemala di Jacobo Arbenz nel 1954. Al contrario la Banca Mondiale sosterra’ poi in seguito la giunta militare che rovescera’ Jacobo Arbenz (Toussaint, Millet, 2007).
In mezzo agli altri esempi tra i piu’ conosciuti in Africa, citiamo la dittatura di Mobutu nello Zaire, quella di Idi Amin Dada in Uganda, d’Habyarimana in Ruanda a partire dal 1973, di Idris De’by nel Ciad (Toussant, 2006).
Il debito: strumento
di dominio dei paesi ricchi
Il debito pubblico e’ un’opportunita’ per le rendite.
L’accrescimento del debito pubblico di uno Stato nazionale beneficia anche degli azionari e delle rendite (che Keynes qualificava come parassiti) perche’ si arricchiscono grazie alla produzione concreta degli altri attori (industria,agricoltura,operai¦) e questo semplicemente perche’ questi dispongono di beni finanziari.
Va anche detto che, contrariamente a quel che l’opinione pubblica pensa in generale, i flussi finanziari piu’ importanti vanno dunque dal Sud verso il Nord.
In conclusione sono i piu’ poveri che aiutano i piu’ ricchi .
Nel 2002, i flussi costituiti da trasferimenti di risorse (contributi e prestiti) dal Sud verso il Nord rappresentavano 200 miliardi di dollari nel 2002.
Nel 2004, mentre l’aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi OCSE per i paesi in via di sviluppo si elevava a 78 miliardi di dollari, il servizio del debito estero dei paesi sottosviluppati rappresentava 374 miliardi di dollari e di conseguenza, i flussi finanziari che andavano dal Sud verso il Nord erano 4,7 volte superiori ai flussi che andavano dal Nord verso il Sud (Banca Mondiale, 2005).
Nel 2003, l’APD (aiuto pubblico allo sviluppo) elevava l’importo a 54 miliardi di dollari e il rimborso a 436 miliardi cioe’ 8 volte di piu’. (Ziegler, 2005).
Il debito gestito dalla Banca mondiale e’ illegale
Nel momento in cui il Gabon raggiunse la sua indipendenza nel 1960, la Banca Mondiale ha trasferito in questo paese i debiti precedentemente sottratti dalla Francia per la colonizzazione del Gabon, e cio’ rappresenta una totale violazione delle regole del diritto internazionale.
Dall’egemonia dei dirigenti francesi sull’economia gabonese la Francia non si e’ mai smentita: Omar Bongo ne era prima di tutto il garante. Un debito pattuito a queste condizioni e’ illegittimo e non deve essere rimborsato. (Toussaint, 2006).
Ci sono debiti contratti per realizzare progetti di sviluppo che si sono incagliati o le cui conseguenze umane o ambientali si sono rivelate nefaste a causa di una mancanza di studi preliminari (Ramos, 2008)
Cioe’ che si qualifica a volte come elefante bianco non sono altro che quei grandi progetti di cui ne beneficiano il governo o l’impresa privata, ma non la popolazione.
Ad esempio, gli ospedali ad alta tecnologia in cui lo Stato non ha previsto finanziamenti dei salari e la manutenzione e che sono lasciati nell’abbandono.
E’ questo il caso dell’Africa One, un progetto da 2 miliardi di dollari messo in piedi nel quadro di una partership ATeamp; T- UIT-operatori privati e Stati africani che e’ completamente fallito, inghiottendo decine di milioni di dollari.
Allo stesso modo, WordCom: vera effige neoliberale diventata primo operatore mondiale in capitalizzazione borsistica e gran predatore di operatori nelle telecomunicazioni e che ha causato il piu’ grande fallimento della storia degli USA e il piu’ grande dirottamento finanziario mai registrato. Piu’ di 11 miliardi di dollari. (Fullsack, febbraio 2005).
Abbiamo esaminato i rapporti tra il potere e le cause politico-ideologiche e i rapporti tra il potere e le cause economiche che possono spiegare le attuali disuguaglianze nel mondo.
In particolare, e’ il potere politico dei proprietari dei beni economici (i capitalisti della finanza e dei mezzi di produzione) che dominano alla grande il potere politico dei dirigenti pubblici .
Si tratta della governance economica, finanziaria, ideologica e della governance attraverso i poteri pubblici(nazionali e internazionali).
Il secondo livello di potere o di governance rappresenta l’autorita’ e le regole attraverso la violenza (poliziesca, militare¦) attraverso il potere relazionale (le organizzazioni) e attraverso la governance imperialista.
La dimensione illegale viene dunque a rinforzare le carenze della governance non-democratica, ma alla fine rimane secondaria sul piano quantitativo, anche se sembra largamente sottostimata. In piu’, un delitto, anche se piccolo e raro, commesso da un eletto dal popolo dovrebbe far reagire i cittadini e i media.
Infine, se il capitalismo economico e politico possono spiegare l’attuale situazione mondiale di disuguaglianza estrema, il liberismo(con la sua deregulation) non fa che rinforzarlo, accentuandone ancora le tendenze verso il non rispetto delle regole di alcuni appartenenti alle e’lite attraverso la corruzione.
mondialisation.ca
Traduzione di Stella Bianchi-italiasociale.org
Thierry Brugvin e’ sociologo, autore del libro Les mouvements sociaux face au commerce e’thique, Herme’s/Lavoisier, 2007)

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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