Zopa riparte, e la riflessione sul social lending?

Ci si chiedeva da un po’ come sarebbe finita: ed ora – in tempi di riforme di testi unici bancari e pressioni parlamentari per le modifiche in corso d’opera – Zopa si e’ rimessa in corsa per tornare ad essere operativa a breve.

Il primo passo necessario era trovare un nuovo assetto societario. Sembra che Zopa ora abbia un nuovo socio di riferimento che con il social lending qualche familiarita’ l’ha dimostrata. La societa’ e’ stata ricapitalizzata ed e’ stata chiesta una n uova autorizzazione ad operare da parte di Banca d’Italia.

Quindi zopa si sarebbe disincagliata. Questa prospettiva, non so quanto incerta, e’ commentata molto favorevolmente sul sito, di impronta liberista, “Chicago Blog”

A noi spetta, credo, di riattivare la riflessione: e’ opportuno che la finanza con prioritari obiettivi sociali si doti di una strumentazione peer-to-peer Come ho gia’ avuto modo di esplicitare, parto da una idea dubbiosa. Ma poi non e’ un pregiudizio e non avrei proprio paura a cambiare idea. Mi sono accorto che i prestiti di BpE con titoli a pegno a favore del prenditore sono nella sostanza la stessa cosa. Quindi BpE e’ arrivata prima, sulla connessione diretta di rischio tra depositante e prenditore: mi sembrano schemi finanziari intrinsecamente pericolosi. Ma con qualche cautela e tanta chiarezza, qualcosa si potrebbe progettare

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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