America, dove il denaro conta piu’ della vita

di Francesco Bevilacqua – 14/06/2010
Link: [www.ariannaeditrice.it]

Per una strana dimenticanza, il congresso USA non ha rinnovato la tassa di successione per l’anno 2010, aprendo cosi una finestra di esenzione fiscale molto conveniente per gli americani piu’ ricchi e anziani. In questo caso c’e’ chi ha pensato che addirittura la morte possa essere occasione di profitto. “Morirei piuttosto che farmi spillare soldi dal fisco!”. Quello che sembra lo sfogo sarcastico di qualche evasore fiscale rischia di diventare l’agghiacciante realta’ nella Terra delle opportunita’ “Morirei piuttosto che farmi spillare soldi dal fisco!”. Quello che sembra lo sfogo sarcastico di qualche evasore fiscale rischia di diventare l’agghiacciante realta’ nella Terra delle opportunita’. Nonostante i tentativi di abolirla risalenti al 2001, infatti, negli Stati Uniti esiste ancora una pesante tassa di successione, che prevede un’aliquota del 45% applicata al patrimonio dei ricchi che lasciano questo mondo ”’ la soglia di imponibile sotto la quale scatta l’esenzione e’ di 2,6 milioni di euro ”’, che obbliga gli eredi a corrispondere allo Stato quasi meta’ del patrimonio che si apprestano a ricevere. Oggetto di aspri scontri in Congresso fin dall’amministrazione Clinton, la tassa ha resistito fino all’insediamento di Obama, il quale ha dichiarato di voler porre fine alla manovra avviata da Bush per abolirla.

C’e’ pero’ un piccolo inconveniente: sembra che per un motivo non meglio precisato, il Congresso di Washington si sia ‘scordato’ di votare la proroga per il 2010 e che in attesa del 2011, quando si potra’ riportare in vigore la tassa a un’aliquota maggiorata (55%), si sia creata una specie di finestra di esenzione fiscale che permette agli ereditieri dei piu’ ricchi (e anziani) americani di ricevere le fortune dei padri senza sganciare un solo dollaro allo Stato.

Perche’ questo accada deve pero’ realizzarsi un evento non di poco conto: il riccone deve tirare le cuoia entro il 31 dicembre 2010. Questo grazie a una dimenticanza che, considerando i tempi che corrono, appare piu’ che mai sospetta. Il gettito netto garantito da questa tassa ammonta infatti a 23 miliardi di dollari e pare molto strano che i parlamentari americani abbiano rinunciato a tale somma ”’ vitale per un paese che ha un deficita’ di 1200 miliardi ”’ solo perche’ hanno controllato male la propria agenda. Che sia stato invece una specie di gentile omaggio che Obama abbia voluto fare ai ricchi e potenti contribuenti americani’¦?

Al di la’ delle considerazioni politiche e del tono quasi scherzoso con cui si descrive la situazione, ci sono da fare alcune considerazioni di ordine ben piu’ alto che testimoniano la gravita’ della condizione culturale e spirituale dell’uomo moderno e occidentale. Il punto da cui sono partiti giornalisti e osservatori per commentare il fatto e’ stata la morte di Dan Duncan, ricco imprenditore texano del settore del gas naturale, che e’ deceduto a marzo lasciando una fortuna ammontante a 9 miliardi di dollari di cui, in virtu’ del buco legislativo citato prima, neanche un dollaro e’ andato all’erario.

anziani duncan morte tassa successione americaPiu’ di un giornalista ha avanzato il sospetto che la morte del facoltoso settantasettenne sia stata in qualche modo calcolata per evitare di cedere al fisco Piu’ di un giornalista ha avanzato il sospetto che la morte del facoltoso settantasettenne sia stata in qualche modo calcolata per evitare di cedere al fisco, contro cui Duncan ha lottato tutta la vita a suon di iniziative benefiche tax free e finanziamenti a enti di volontariato che davano diritto a consistenti agevolazioni fiscali. Allargando l’obiettivo, molti hanno pensato che i numerosi ricchi e vecchi americani, diversi dei quali tenuti in vita da macchinari e respiratori artificiali, abbiano fatto un serio pensiero all’opportunita’ di togliersi la vita per risparmiare sulle tasse. Senza contare che il sistema sanitario americano, di fatto privatizzato, e’ uno dei piu’ cari del mondo.

Senza voler entrare nel campo dell’eutanasia, troppo spinoso e soggettivo per poterne discutere in un articoletto di attualita’, si ritiene comunque gravissimo il fatto che molti abbiano anche solo pensato a dare un prezzo alla vita. Anch’essa quindi, bene supremo e intangibile, viene contabilizzata nella societa’ occidentale, materialista e utilitarista, il cui obiettivo e’ quello di massimizzare costantemente i guadagni e minimizzare le perdite.

Del disprezzo della vita altrui ce n’eravamo accorti tutti da tempo: le inutili guerre, i crimini umanitari, i cibi tossici, i disastri ambientali ci fanno capire ogni giorno come per questa gente la vita del prossimo abbia un valore pari a zero. Ma, pur in questo scenario sconcertante, pensavamo magari che il loro egoismo li tenesse attaccati quantomeno alla propria di vita. Invece non e’ cosi: pur di godere di un’esenzione fiscale, pur di mantenere intatto un patrimonio che ”’ per chi crede nell’aldila’ ”’ dove stanno andando loro non servira’ a un bel niente, sono disposti a valutare addirittura la possibilita’ di togliersi la vita, volontariamente e con una tempistica calcolata con precisione.

Sara’ banale, ma davanti a situazioni come questa viene proprio da chiedersi: ma dove stiamo andando’¦?

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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