Il legittimo sospetto di Banca Etica

Viene un legittimo sospetto a leggere le dichiarazione del presidente di Banca Etica di questi giorni. Non bastasse l’intervista dell’altro giorno al Corriere Veneto oggi Salviato rincara la dose su Milano Finanza e se la prende con l’unico civil servant che in questo momento storicosta seriamente tenendo in piedi la baracca italia. L’altro impedisce solo il peggio controllando che non scoprano la combinazione del forziere.

Il ritornello e’ sempre lo stesso, e a questo punto forse davvero anche i piu’ vicini (quelliche, per dire, si ostinano a riconoscergli un ruolo di leader che non si scapisce da cosa sia giustificato) potrebbero convincersi che siamo di fronte ad un serio problema di natura sanitaria, oppure ad una strategia. Ed il sospetto e’ annidato qui.

A leggere il giornale milanese stamattina si apprendeva cheil ricambio ai vertici non sarebbe infatti una conseguenza del lungo (e a volte snervante)dibattito interno che in questi ultimi 3 anni ha portato sempre piu’ soci vicino all’idea del ricambio, non frutto della consapevolezza che- forse -per essere davvero diversi, in questa italia dove tutto resta immutatonel tempo al di la dei meriti, delle responsabilita’e financo delle colpe, il presidente di banca etica puo’ anche cambiare, dopo 11 anni.

No, la colpa sarebbe di Banca d’Italia se la richiesta del management non e’ stata esaudita.E lo si afferma con la protervia che abbiamo gia’ conosciuto arrivando amentirequando si dice che “i soci erano sostanzialmente d’accordo sulle modifiche allo statuto societario” e garantire un nuovo mandato a Salviato e ad alcuni consiglieri.

Sarebbe colpa di Banca d’Italia il sostanziale silenzio caduto sul progetto di banca europea, che molti candidati al nuovo CdA han gia’ detto di voler ristudiare, perche’ invece “loro” erano impegnati nell’ambizioso progetto. Sarebbe colpa di Banca d’Italia che non ha offerto una “collaborazionema un attetteggiamento irresponsabile.”

Irresponsabile per chi? Forse e’ irresponsabile rilasciare dichiarazioni che – tra tutte scelgo la piu’ innocua – danno per acquisita l’elezione di Ugo Biggeri. Forse chi sceglieremo in assemblea sono ancora fatti nostri, presidente. E se sceglieremo Biggeri sara’ perche’ col tempo una candidatura che sembrava partita debole e sostanzialmente in linea con la precedente ha saputo distinguersi sostanzialmente e crescere tecnicamente e culturalmente,perche’ ha ripetuto senza mezze misure in piu’ di un’occasione che non avrebbe voluto le liste bloccate e suggerite dall’alto, che rimettera’ mano al regolamento elettorale, che favorira’ la partecipazione di vecchi e nuovi soci, che non si lasciera’ guidare dalle sue personali idiosincrasie per progettare la banca del futuro, che sapra’ fare squadracon il nuovo CdA e ha pure indicato alcuni degli uomini con cui collaborerebbepiu’ volentieri,che si accontentera’ di uno stipendio decisamente piu’ basso di quello che il presidente prende adesso, nel bel mezzo della crisi occupazionale peggiore degli ultimi anni.

Ecco, se adesso prendesse posizione anche sul futuro delineato dall’articolo di Milano Finanza, allora proprio sarebbe il massimo.

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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