di Gianfranco La Grassa La crisi è senz’altro grave e fa trattenere il fiato, tutti si focalizzano su di essa, il che è ovviamente comprensibile; anche il sottoscritto, in quanto piccolissimo risparmiatore , non sa in realtà che cavolo fare e maledice gli economisti, che nemmeno si sono dati da fare per conseguire quei modesti, ma significativi, progressi realizzati negli ultimi anni dai meteorologi. Solo che non li maledico da ora, ma ho sempre pensato che non sappiano nulla di nulla salvo che cianciare sui giornali e in TV. Tuttavia, anche coloro che adesso li maledicono non hanno il coraggio di prendere misure drastiche. Impedire che scrivano e blaterino ancora, che insegnino nozioni di inutile e finto tecnicismo nelle Università. Non solo: già all’epoca dei fallimenti Cirio, ma soprattutto Parmalat, si era constatato quanto ignoranti e imbroglione siano le società di rating. Due anni fa, all’esplodere della prima tranche della crisi, tutti avevano dato loro addosso. Eppure continuano ad agire indisturbate così come le grandi banche d’affari americane fra le principali spargitrici di titoli spazzatura, ecc.
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