(Fonte: Inviatospeciale.com/)
La “giornata mondiale” si terra’ sabato 8 maggio
“Grazie al commercio equo e solidale, in primo luogo riesco a sopravvivere come agricoltore. Non soffro piu’ la fame, i prezzi che mi vengono garantiti sono stabili ed equi – una cosa che con la maggior parte delle altre aziende non accade – e le esigenze qualitative sono superiori. Ho servizi adeguati, pozzi per l’acqua potabile, stabilimenti puliti. Ho cambiato molte cose e posso vivere piu’ serenamente’. Queste parole di un coltivatore di El Guabo, in Ecuador, sono scolpite a chiare lettere sul sito di AltroMercato, una delle prime organizzazioni ad aver introdotto, ormai oltre quindici anni fa, il commercio equo e solidale.
Si tratta dell’apertura, ormai consolidata, di canali di acquisto di vari prodotti agricoli, artigianali e di largo consumo (dal caffe’ al cioccolato, fino al miele o allo zucchero di canna grezzo), senza transitare dagli intermediari multinazionali. Scopo e missione del progetto e’ quello di garantire il giusto compenso ai produttori del Sud del mondo, nel rispetto dei diritti e anche dell’ecosistema, visto che stiamo parlando di colture biologiche.
Proprio dopodomani si svolgera’ la Giornata mondiale del commercio equo e solidale. Una giornata utile a ricordare che “il diritto delle persone al cibo e’ strettamente legato al diritto dei popoli, delle comunita’ e dei Paesi di definire le proprie politiche agricole, alimentari e di lavoro in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specifiche”, come spiegano gli organizzatori.
“Il diritto delle persone al cibo – e’ il messaggio – puo’ essere garantito soltanto in un contesto di sovranita’ alimentare: garantire il diritto dei popoli e delle comunita’ alla sovranita’ alimentare significa mettere chi produce, distribuisce e consuma alimenti al centro dei sistemi e delle politiche alimentari e al di sopra degli interessi dei mercati e delle imprese”.
La celebrazione internazionale si terra’ sotto l’egida della World Fair Trade Organization (Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale, WFTO, www.wftday.info), la cui missione e’ “di contribuire a migliorare le condizioni di vita dei piccoli agricoltori e le loro comunita’; WFTO e’ la rete mondiale che difende il commercio equo e solidale garantendo che le voci dei produttori siano ascoltate”. Un’intera giornata, dunque, per ribadire le istanze di un meccanismo virtuoso e solidale considerato “efficiente ed efficace” al fine di contribuire alla riduzione della poverta’, della crisi alimentare ed economica e delle dinamiche di stravolgimento climatico.
Anche in questo frangente il tema della crisi economica recita un ruolo non secondario. Si rende infatti evidente la necessita’ di favorire un percorso commerciale che offra condizioni di vita sostenibili e opportunita’ di sviluppo per i piccoli produttori nei Paesi piu’ poveri. Visto e considerato che un terzo della popolazione mondiale sopravvive con meno di due dollari al giorno.
Ecco perche’ l’iniziativa del World Fair Trade ha il sostegno di migliaia di cittadini, di produttori e di consumatori, oltre che – come e’ ovvio – delle organizzazioni del commercio equo e solidale, dei movimenti sociali e ambientali.
I grandi numeri aiutano a comprendere di che cosa si stia parlando: l’Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale e’ diventata ormai una rete globale di produttori provenienti da Africa, Asia e America Latina verso l’Europa, il Nord America e il bacino del Pacifico. Rappresenta infatti oltre 350 organizzazioni del commercio equo e solidale in oltre 70 Paesi.
Paolo Repetto
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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