di Gianfranco La Grassa 1. Pochi commentatori hanno affrontato, in chiave non personalistica, lo scontro Fini-Berlusconi; adombrando spiegazioni dotate di un certo senso, ma fermandosi di fronte alle questioni di fondo. Si sono distinti per superficialità e inconsistenza i commenti della solita sedicente sinistra. Lo sbiadito segretario del Pd – sempre più controfigura di Maurizio Ferrini; ci si ricorderà di quelli della notte , del romagnolo che parlava del pedalò – ha parlato di spettacolo indecoroso (o indecente) e ha pronunciato una frase storica per i suoi densi contenuti: Fini ha le sue ragioni. Poveri sinistri: non avendo più nulla da dire, essendo dei rinsecchiti residui di inesistenti idee circa un futuro passato da decenni, non possono che riconoscersi in Farefuturo , medesima versione del polveroso politicamente corretto , i cui guasti inenarrabili sono ormai stati provocati quasi al completo. Si potrebbe chiudere con un lapidario commento: tra rinnegati (del comunismo e del fascismo) si riconoscono all’odore, anche nel buio pesto del cervello, come nella Commedia degli Zanni , quando due personaggi, incontratisi di notte in una calle veneziana, si annusano per un po’ e poi: buona sera sior Toni , buona sera sior Bepi .
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