Piero Marrazzo, riabilitato dalla Cassazione che lo ha definito soltanto vittima di un raggiro da parte di carabinieri infedeli, dopo mesi di silenzio, fiero e commosso, e’ tornato sugli schermi per difendersi a tutto campo dalle molte critiche e accuse che gli sono state mosse per non aver tenuto fede alla sua immagine pubblica. ‘Sono responsabile ma soltanto di errori personali, dei quali mi sento colpevole nei confronti di mia moglie e delle mie figlie che hanno tanto sofferto’. Apprezzabile. Ma se e’ vero che la Cassazione segna un preciso argine tra responsabilita’ penale e comportamento privato, e’ altrettanto vero che in nessun modo smentisce tutto quel che abbiamo scoperto a partire da quella mattina in via Gradoli. Dopo mesi di silenzio sarebbe stato giusto rivolgere parole di scusa non soltanto alla famiglia ma all’intera citta’, a una Regione che ha visto la passata giunta, da lui guidata, sconfitta alle recenti elezioni per ‘errori’ che hanno avuto inevitabili conseguenze politiche. Non ultima quella di poter essere ricattato. Forse ci si aspettava maggiore umilta’ nell’accettare le conseguenze dei suoi errori umani. Forse non penalmente rilevanti, ma politicamente disastrosi.
Da il Fatto Quotidiano del 21 aprile (Tratto da: http://antefatto.ilcannocchiale.it)
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