Ma quella del Papa e’ una battaglia per la vita?

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Nuovo attacco di Ratzinger, assediato dai casi di pedofilia, contro l’aborto. La Chiesa cattolica sempre piu’ lontana dai suoi fedeli.

Quante donne cattoliche in tutto il mondo sono costrette a rinunciare alla maternita’ perche’ povere, sfruttate, maltrattate? Quanti cattolici omosessuali vivono nella precarieta’ di unioni familiari non riconosciute, messi al bando da un moralismo ormai fuori dal tempo? quanti cattolici pensano che la vita sia il riconoscimento della dignita’ delle persone, del lavoro, della liberta’ individuale, del rispetto per chi ha fedi o convinzioni diverse?

Mentre il Vaticano e’ scosso dagli scandali dei preti pedofili che ormai sembrano coinvolgere Stati Uniti, Germania, Austria, Italia, Irlanda, Svizzera (per quanto si sa ad oggi), Ratzinger e’ tornato sul tema dell’aborto sostenendo che i cattolici non possono accettare le ingiustizie elevate a “diritto” e a leggi, prima fra tutte “l’uccisione di bambini innocenti non ancora nati”.

Secondo Benedetto XVI “la lotta dei cristiani consisteva e consiste non nell’uso della violenza, ma nel fatto che essi erano e sono tuttora pronti a soffrire per il bene, per Dio. Consiste nel fatto che i cristiani, come buoni cittadini, rispettano il diritto e fanno cio’ che e’ giusto e buono. Consiste nel fatto che rifiutano di fare cio’ che negli ordinamenti giuridici in vigore non e’ diritto, ma ingiustizia”.

Per il Papa negare ai credenti africani l’uso dei profilattici per evitare il contagio ormai endemico dell’Aids e’ evidentemente fare del bene. Impedire alle strutture sanitarie e al personale specializzato di praticare in totale sicurezza per le donne l’interruzione di gravidanza e’ secondo Ratzinger fare del bene.

Il capo della Chiesa cattolica ha ricordato che “la lotta dei martiri consisteva nel loro ‘no’ concreto all’ingiustizia: respingendo la partecipazione al culto idolatrico, all’adorazione dell’imperatore, si sono rifiutati di piegarsi davanti alla falsita’, all’adorazione di persone umane e del loro potere”.

Eppure il Vaticano e’ l’ultima monarchia assoluta d’Europa, la battaglia contro la poverta’ non sembra ricondurre il clero che abita a San Pietro a particolari forme di rinuncia della ricchezza e degli agi. Le continue negazioni delle responsabilita’ che le alte gerarchie hanno avuto negli ultimi decenni nel coprire le centinaia di casi di violenza sessuale nei confronti di bambini avvenute nelle scuole cattoliche sono secondo il Papa parte della lotta dei martiri contro l’ingiustizia?

Ratzinger ha proseguito nel suo discorso contro l’aborto aggiungendo che il martiri “con il loro no alla falsita’ e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verita’. Cosi hanno servito la vera pace. Anche oggi e’ importante per i cristiani seguire il diritto, che e’ il fondamento della pace. Anche oggi e’ importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto, per esempio quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati”.

La pericolosita’ di queste campagne oscurantiste deve essere evidente non solo ai cittadini laici, ma anche ai credenti di fede cattolica. Nel mondo la fame, la crescita della popolazione e la scarsezza di risorse, la poverta’ diffusa e il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili deve richiedere un impegno collettivo per salvare da morte certa milioni di uomini, donne e bambini innocenti e’ gia’ vivi.

Se sulla base di considerazioni esclusivamente teologiche le gerarchie vaticane ritengono l’embrione gia’ una forma di vita, la scienza ha nel suo progresso determinato ben altri dati di fatto.

Certamente chi ha costretto Galileo Galilei all’abiura, perche’ sempre secondo una visione teologica riteneva la terra al centro dell’universo non e’ in grado di interpretare quel meraviglioso processo che la crescita della conoscenza umana.

L’intervento del Papa sulla questione dell’interruzione di gravidanza appare di piu’ come un messaggio inviato alla politica all’indomani del successo del centro destra alle elezioni regionali. u il tentativo di intervenire al di la’ dei confini stabiliti dal Concordato nelle vicende interne della Repubblica italiana.

Su questo argomento e incomprensibile il silenzio non solo dell’opposizione, ma anche della componente laica del centrodestra.

L’Italia si sta avviando verso un regime conservatore e integralista che allontanera’ il Paese dai nostri partner europei. E i partiti di governo continueranno a sfruttare le parole di Ratzinger con l’intenzione di radicarsi ulteriormente in quelle fasce di elettorato cattolico che suppongono di poter collegare la ‘difesa della vita’ con il razzismo, la xenofobia, l’esclusione sociale ed il disprezzo per il pensiero ‘ diverso’.

Non c’e’ famiglia italiana nella quale in condizioni estreme non sia stato necessario in qualche caso ricorrere all’aborto. Ed e’ per questo che i cattolici sanno bene come la possibilita’ di rivolgersi al Servizio sanitario nazionale abbia salvato la vita a chi si e’ trovato in quella difficile situazione.

Quando la demagogia incontra le convinzioni religiose nascono mostri orrendi e’ questo forse il rischio che oggi sta correndo la Chiesa cattolica in Italia.

Infatti, dopo le esternazioni contro la pillola Ru486 del nuovo governatore del Piemonte, il leghista Cota, ieri anche il suo collega veneto Luca Zaia ha fatto sapere: “Per quel che ci riguarda non daremo mai l’autorizzazione a poter acquistare e utilizzare questa pillola nei nostri ospedali”.

Immediato il sostegno di un esponente della gerarchia vaticana, monsignor Rino Fisichella, presidente della pontificia accademia per la Vita che ha detto: “Sono atti concreti che parlano da se'” e al “primo atto compiuto” dagli esponenti leghisti “va il mio plauso”.

Poco importa che i due pasdaran della vita siano razzisti.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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