(Fonte: Inviatospeciale.com/)
La Lega dilaga al nord e Berlusconi la insegue. Il Pd e’ sconfitto, Bonino perde nel Lazio e Grillo regala il Piemonte a Cota. Astensionismo alle stelle.
La maggioranza dei votanti ha premiato il razzismo dei ‘celtico padani’ di Bossi e la demagogia populistica ed autoritaria del presidente del Consiglio. Itanto centinaia di migliaia di italiani sono rimasti a casa.
Il centro sinistra ha perso Piemonte, Calabria, Lazio e Campania ed ha vinto in Puglia solo perche’ Vendola e’ riuscito a disinnescare la strategia acefala e suicida del Pd.
Nella rossa Emilia Romagna il partito di Bossi e’ il terzo partito e nella altrettanto rossa Toscana le astensioni sono arrivate al 10 per cento. Uniche regioni nelle quali il Pd non e’ finito al tappeto sono l’Umbria, le Marche e la Liguria. Nella Provincia dell’Aquila la presidente uscente, Stefania Pezzopane del Pd, e’ stata stracciata dall’avversario del Pdl nonostante la ricostruzione patacca del governo.
Un esercito di italiani non e’ andato alle urne e questo forse e’ uno dei dati piu’ importanti che sono emersi dallo spoglio dei risultati delle elezioni regionali. Secondo le prime valutazioni sembra che gli astensionisti si siano ‘spalmati’ tra tutti i partiti e che quindi la disaffezione sia diffusa a destra come a sinistra.
Per ministro dell’Interno Roberto Maroni “alle Regionali ha votato il 65 per cento contro il 72 precedente, con un calo del 7″, spiegando poi che “la regione dove si e’ registrato il calo piu’ rilevante per le Regionali e’ il Lazio con il 10 per cento, quella con una diminuzione minore e’ invece la Campania con il 4″.
I ‘non votanti’ sono il primo partito italiano e sarebbe un errore definirli ‘qualunquisti’. Si tratta piuttosto di una moltitudine di cittadini che non accetta il bipolariosmo schematico di questa sciagurata seconda Repubblica.
Le due sconfitte piu’ dure per il centro sinistra sono state quelle di Piemonte e Lazio. Nella prima regione il Movimento a cinque stelle del comico del vaffa, Beppe Grillo, con il suo inutile 3,6 per cento ed il calo di consensi al Pd hanno consentito al leghista Cota di vincere, mentre nella seconda, Emma Bonino e’ stata battuta perche’ non e’ stata in grado di intercettare i consensi di una parte rilevante di elettori che hanno preferito non votare piuttosco che dare fiducia ad una candidata del tutto estranea alla cultura politica di sinistra.
Antonio Di Pietro e’ stato il solo esponente dell’opposizione a non cercare alibi: “E’ inutile giocare con i numeri, con onesta’ intellettuale va detto che questa tornata se la aggiudica il centrodestra”, mentre il Bersani ha scelto di non parlare ed ha convocato per oggi il coordinamento politico del partito.
Sarebbe sbagliato confrontare questi risultati con quelli delle precedenti elezioni. In questi ultimi due anni l’Italia si e’ ulteriormente ammalata. Fenomeni sconosciuti come la crescita esponenziale della disoccupazione, l’impoverimento diffuso, il razzismo e la xenofobia, il riemergere di scandali e di episodi di corruzione non hanno fatto cadere la fiducia nel governo, anche perche’ il centro destra controlla le televisioni e di fatto impedisce la circolazione di una informazione obiettiva.
Resta il fatto, in ogni caso, che la sinistra non parla piu’ la lingua dei cittadini, ne’ sa ascoltare. Difficilmente gli apparati sapranno invertire la rotta per recuperare quel rapporto con gli italiani indispensabile per tirar fuori il Paese dai guai che lo stanno lentamente distruggendo.
Berlusconi adesso ha largo spazio per costruire la sua ‘Italia SpA’ ed il successo di Bossi lo spingera’ probabilmente ad accelerare la corsa verso la Repubblica del presidente, della quale potra’ finalmente farsi nominare amministratore unico.
Il Pd difficilmente sapra’ recuperare anche se e’ migliorato in percentuale, superando di quasi due punti il risultato desolante della debacle delle elezioni europee.
Abbandonare i tatticismi, scegliere con decisione una posizione laica, evitare la rincorsa dei centristi clericali dell’Udc ed elaborare una proposta politica riformatrice significherebbe rompere con l’area ex democristiana e ancor di piu’ accantonare la sirena del bipolarimo. Obiettivamente uno scenario fantascientifico.
Insomma, dopo il voto i pericoli per la democrazia sono aumentati e i prossimi mesi saranno durissimi. Berlusconi dovra’ ‘fare’ per limitare la sempre crescente influenza della Lega. Le conseguenze sono facilmente prevedibili.
Ancora, i ‘contestatori gloabali’ grillini, viola, ex sinistra radicale e verdi sono un’armata Brancaleone che non sapra’ trovare un terreno comune per diventare un soggetto politico unitario capace di costruire un nuovo soggetto politico e cosi sara’ quasi impossibile recuperare gli astensionisti e spingere il partito di Bersani a mostrare una nuova e’ piu’ definita personalita’.
Oggi sara’ la giornata dei comunicati, nei quali il Palazzo dimostrera’ tutto ed il contrario di tutto, ma domani comincera’ nelle segrete stanze dei principali partiti italiani la resa dei conti, perche’ sia nel centro destra che nel centro sinistra non mancheranno gli scontri tra le correnti. Basti solo pensare a Fini.
Il futuro, insomma, e’ sempre piu’ incerto e non si vedono schiarite all’orizzonte.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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