Neanche nello Zimbabwe

Berlusconi occupa tutte le reti: da Sky a Mediaset. Scandalo finale sul Tg1 del ‘direttorissimo’

II colpo di teatro, come lo chiamano i sondaggisti, e’ arrivato puntuale. Alle venti dell’ultimo giorno di campagna elettorale, in sfregio a qualsiasi regola, il presidente del Consiglio lancia il suo messaggio dal Tg1. ‘Andate a votare, mettete la croce sul simbolo del Pdl’. E’ questa la notizia di apertura del telegiornale diretto da Augusto Minzolini: una finta intervista. Telecamera fissa sulla scrivania del premier: ‘Speravo in un confronto tra meriti e demeriti – si rammarica – Non e’ stato possibile. La sinistra avrebbe dovuto giustificare i fallimenti di Bassolino, Loiero e Vendola, mentre noi avremmo gli illustrato gli eccellenti risultati ottenuti in Lombardia e Veneto’. Ed e’ solo l’apice. Durante la giornata la sua presenza catodica conta interviste anche a Studio Aperto, Tg4, Tg5 e Tg2 ed anche al Gr1 delle 19. E a Sky Tg24. Alla faccia della par condicio. Tanto che su Facebook si e’ immediatamente scatenato con migliaia di messaggi di protesta.

Comunque, finito il messaggio tv alla nazione, il presidente si catapulta al Salone delle Tre Fontane, Roma Eur, per la chiusura della campagna di Renata Polverini. Per venire qui, non si e’ presentato a Bruxelles, alla seduta del Consiglio Europeo. La’ si parlava di crisi economica, degli aiuti alla Grecia, degli obiettivi di crescita per il 2020, dei cambiamenti climatici. Lui se n’e’ andato con un giorno d’anticipo per venire qui a discorrere di ‘spinelli in farmacia’, quelli che, sostengono, ci invaderebbero se vincesse Emma Bonino. Forse e’ qui perche’ ha paura, dice la candidata del centrosinistra: ‘Evidentemente ha dei dati che lo preoccupano – sostiene – Altrimenti sarebbe ben strano che un presidente del consiglio, che dovrebbe avere mille attivita’ cui dedicarsi, dedichi tanto spazio a questa campagna’. Paura e arroganza, come quella che gli ha fatto mandare sms e lettere anche a chi non aveva dato l’autorizzazione a riceverne. Il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi ha presentato una interrogazione parlamentare su questa violazione della privacy, dopo che la missiva elettorale e’ arrivata pure a Emma Bonino e alla portavoce di Antonio Di Pietro.

Paura, e nemmeno troppa considerazione dei suoi elettori, visto che domenica e lunedi’ ha deciso di schierare nei seggi elettorali del Lazio, un esercito di cinquemila ‘gladiatori della liberta”: se qualche scrutatore provasse ad annullare un voto per la Polverini, perche’ la preferenza e’ espressa per uno dei candidati Pdl esclusi, loro saranno li’ pronti a rivendicare il voto. Ultimo sforzo di una campagna difficilissima, tutta spesa a rimediare ai pasticci combinati dai suoi delegati. Ieri, ad Arcore, e’ arrivata una busta contenente polvere bianca. Forse qualcuno ha immaginato che al premier servisse un rinforzo per l’ultimo sprint.

Prima della serata romana e del videomessaggio al Tg1, infatti, si era dilettato in una lunga intervista a Sky Tg24. Come al solito, minacce, promesse e lamentele. Ci sara’ ‘un incremento dei lavoratori’ a Termini Imerese, dice. ‘Siamo l’unico Paese al mondo in cui ci si permette di intercettare un presidente del Consiglio’, aggiunge. ‘Io voglio andare in aula in Tribunale a portare la mia difesa. Ma i miei avvocati mi dissuadono dicendomi che non mi troverei delle corti, ma plotoni di esecuzione’, insiste.

Per la terza volta consecutiva, pero’, quando invece della telecamera cerca il bagno di folla, fallisce. Come a Napoli e Bari, anche a Roma il pienone non c’e’. Duemilacinquecento le persone accreditate (‘Ma vi aggiungiamo senza problemi’, dicono al bancone di ricevimento), solo mille quelle che si presentano: i 450 posti a sedere sono pieni, ma in piedi ce ne sono al massimo altrettanti. Fuori, il maxischermo e’ allestito in un piazzale deserto. Ad intervistare la candidata del centrodestra avrebbe dovuto esserci Maurizio Costanzo ma un’improvvisa influenza lo ha costretto a cedere il posto al direttore de Il Tempo, Mario Sechi. Prima di loro, sul palco Pino Insegno ha intrattenuto il pubblico (‘Finalmente e’ finito questo intervallo’, dice a proposito del governo regionale di centrosinistra che, a suo parere, gli ha impedito di lavorare), mentre a Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo hanno dovuto accontentarsi degli spettacoli di Alberto Alivernini, Giovanni Cacioppo, Pino Campagna e Martufello. Dice Insegno che ‘al seggio gli elettori del centrodestra li riconosci dal sorriso’. Ma ieri sera non e’ che si sbellicassero dalle risate a sentire battute come ‘Qual e’ il monte preferito dagli alcolizzati? Il Cervino’. Altri pensano a come scongiurare l’astensione , ‘anche perche’ domenica e’ la domenica delle Palme’. ‘Dobbiamo insistere: valori della famiglia, valori della famiglia’. Come un mantra. Come se dovessero convincersi anche loro.

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo

(Tratto da: http://antefatto.ilcannocchiale.it)

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