Il regime travestito

Io credo che la dittatura vera e propria, la dittatura ‘propriamente detta’ per usare un ironico sberleffo di Mino Maccari (‘i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti’) sia meglio della dittatura mascherata da democrazia che e’ quella che stiamo vivendo soprattutto da quando Berlusconi e’ ‘sceso in campo’ ma anche da prima, diciamo dalla meta’ degli anni Settanta, quando la partitocrazia consociata a difesa dei propri privilegi, intrallazzi, clientelismi, ruberie, formava un unico blocco di potere. La dittatura vera e propria e’ meno subdola. Perlomeno ha il vantaggio di rendere le cose chiare. Da una parte ci sono gli oppressori, dall’altra gli oppressi che, se pensiamo al fascismo, vengono emarginati, mandati al confino, costretti all’esilio. La dittatura sotto le vesti della democrazia e’ invece una cosa melmosa, molle, melliflua, confusa dove gli oppressori possono mascherarsi da vittime (si pensi alla manifestazione del governo in piazza San Giovanni) e gli oppressi passare per oppressori.

E’ facilissimo cambiare le carte in tavola. Tutti possono dirsi vittime di qualcuno o qualcosa e guadagnarsi, al momento opportuno, qualche medaglia ‘antifascista’. Naturalmente qui nessuno ti manda al confino o in esilio (ci va chi ha i soldi per permettersi di togliersi da questo infame paese, come Milva che ha deciso di vivere in Germania). L’emarginazione e’ lenta, soft, alle volte addirittura ammiccante e sorridente, ma inesorabile e comunque non puo’ essere provata. Allo stesso modo vengono chiusi, a poco a poco, tutti gli spazi di liberta’. Sempre pero’ sotto le forme delle leggi democratiche. E quindi e’ difficilissimo difendersi. La dittatura vera e propria forma anche un’opposizione altrettanto dura. La classe politica uscita dalla lotta antifascista e, per la verita’, da quell’evento fondante che e’ la guerra, non ha nulla a che vedere con la nostra attuale opposizione, molliccia, inconcludente, timorosa, indecisa a tutto, che abbiamo ora. La dittatura forgia i caratteri degli oppositori.

Nella dittatura ‘propriamente detta’ si puo’ poi almeno sperare di abbattere il tiranno col proprio fucilino a tappo. E’ lecito uccidere il tiranno. E’ un argomento posto per la prima volta da Seneca e che nel dibattito che si e’ sviluppato lungo i secoli e’ stato risolto in senso eticamente affermativo. Nella dittatura mascherata da democrazia questo non e’ eticamente accettabile, apparirebbe, e sarebbe, un assassinio. E allora come ci si libera del tiranno in una dittatura mascherata da democrazia? Come ci si libera, per parlare delle cose nostre, di Silvio Berlusconi? Non con le leggi perche’ costui ha ormai acquisito un potere tale da poterle distorcere tutte a suo favore. Sempre nella forma dell’apparente legalita’ democratica. Con Berlusconi siamo retrocessi al di la’ del ‘monarca costituzionale’ che doveva rispettare almeno le leggi che egli stesso aveva emanato e che non poteva cambiare a piacer suo. Io credo che l’unica via pacifica percorribile da parte di quel che resta dell’opposizione parlamentare, e sempre che ne avesse le palle e non fosse connivente, sia l’Aventino. Dice: ma l’Aventino spiano’ definitivamente la strada al fascismo. Vero. Ma intanto rese palese una dittatura che era gia’ nei fatti se non nella forma. Ma, soprattutto, oggi la situazione e’ molto diversa da quella del 1926. L’Italia fa parte dell’Unione europea e che in un paese dell’Unione l’opposizione si ritiri dal Parlamento sarebbe un fatto cosi’ clamoroso e sconvolgente da attirare finalmente l’attenzione dell’Europa sulla situazione italiana.

Perche’ l’Italia non ha piu’ i requisiti democratici per rimanere in Europa. Basterebbe il colossale conflitto di interessi accumulato da Berlusconi per porla fuori da ogni regola. Basterebbe il fatto che quest’uomo, gravemente pregiudicato con la giustizia, si appresta a varare una riforma della giustizia il cui unico scopo e’ di eliminarla, almeno per se’ e il suo direttorio. Del resto per quello che lo riguarda personalmente, dopo infiniti tentativi che hanno scardinato la legge penale italiana, c’e’ gia’ riuscito col legittimo impedimento. L’Europa ha usato il pugno duro con l’austriaco Haider, e per molto meno, non si vede perche’ non si possa, ne’ si debba, farlo con l’onorevole Berlusconi che in Italia e’ riuscito a delegittimare di volta in volta tre presidenti della Repubblica, il Parlamento, la presidenza del Consiglio (quando non c’era lui, naturalmente), la magistratura ordinaria, penale e civile, la Corte costituzionale, la Corte di cassazione, la Corte dei conti, le Authority e, da ultimo, persino il Tar. Tuttavia io non credo che a spazzar via il tiranno in forma democratica saranno ne’ l’Europa ne’ quella mucillagine chiamata opposizione. Berlusconi finira’ per autocombustione. Il suo delirio di onnipotenza, che ha da tempo perso tutti i freni inibitori, lo portera’, prima o poi, a compiere un atto cosi’ clamoroso e incontrovertibile da richiedere l’intervento della forza pubblica. Non per motivi penali, ma mentali.

Da il Fatto Quotidiano del 25 marzo (Tratto da: http://antefatto.ilcannocchiale.it)

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