(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Tutti i dati indicano una situazione drammatica per l’economia nazionale. I cittadini sembrano non interessarsene.
I media continuano a relegare in qualche angolo le notizie sulla crisi ed i cittadini insistono nell’evitare di informarsi sui problemi reali che affliggono il Paese.
Ieri l’Istat ha reso noto che le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari sono diminuite a gennaio dell’uno per cento rispetto a dicembre e del 3,3 rispetto allo stesso periodo del 2009.
Si tratta del dato congiunturale peggiore da aprile 2007, mentre quello tendenziale e’ il peggiore dal marzo 2009, quando segno’ il meno 5,2 per cento.
L’istituto di statistica ha anche indicato che le vendite al dettaglio in generale a gennaio sono diminuite dello 0,5 per cento rispetto a dicembre e del 2,6 rispetto a gennaio 2009.
In questo caso generale il dato congiunturale e’ il peggiore da dicembre 2008, quando segno’ lo 0,7 per cento.
In calo soprattutto le imprese della grande distribuzione, ma tocca anche le vendite dei prodotti farmaceutici, meno 4,2 per cento, di informatica, meno 4,3. Reggono meglio la crisi l’abbigliamento e le calzature, con una flessione ‘solo’ dell’1,2 per cento, la foto ottica, meno 0,6 per cento e il settore dei giocattoli, sport e campeggio, meno 0,9 per cento.
Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum ha ricordato che questi risultati sono “purtroppo la conferma” di quanto l’associazione dei consumatori sottolinea da mesi.
Per Adiconsum “il ridimensionamento dei redditi familiari dovuto alla disoccupazione crescente ed alle disponibilita’ economiche inferiori per i dipendenti posti in cassa integrazione ed in mobilita’, crea una spirale perversa tra calo dei consumi ed aumento del numero delle famiglie spinte verso la fascia di poverta’”.
“Per la prima volta il calo dei consumi colpisce anche i beni alimentari – fa notare l’associazione – chiaro segno della gravita’ del momento economico del Paese, che registra il 5 per cento di calo del Pil, e l’aumento esponenziale dell’uso degli ammortizzatori sociali, chiaro indicatore di un tessuto produttivo gravemente in crisi”.
Per Giordano “il Governo anziche’ affermare, non si sa in base a quale calcolo o teoria economica, che il calo dei consumi e’ compensato dal basso tasso di inflazione, farebbe bene, per rilanciare occupazione e consumi, a varare provvedimenti che detassino il lavoro dipendente, equiparino la tassazione sulle rendite finanziarie ai livelli europei e varino la ‘cantierizzazione’ immediata di opere pubbliche capaci di essere volano di sviluppo occupazionale e produttivo”.
Il segretario di Adiconsum ha concluso sostenendo che “le banche, devono fare la loro parte” magari “distribuendo meno gli enormi dividendi accumulati” e “investendoli, dando credito accessibile ad aziende e famiglie e non in prodotti finanziari speculativi”.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
Be the first to comment on "Crisi: crollano anche i consumi"